Martedì, 09 Giugno 2026
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C’è un momento preciso in cui la finzione teatrale smette di essere un rifugio e diventa un amplificatore della realtà. La nuova stagione del Teatro Ambra Jovinelli compie esattamente questo passo: non offre risposte consolatorie, ma abbraccia “la più saggia delle follie”. Quella di usare il palcoscenico non per fuggire dal mondo, ma per guardarlo dritto negli occhi.

Il cartellone 2026/2027 sarà accompagnato proprio dal claim “La più saggia delle follie”: un ossimoro che racchiude l’essenza stessa del teatro, capace da sempre di sovvertire le regole del reale per comprenderlo meglio, di trasformare il disordine in visione, l’utopia in possibilità condivisa.
Sul palco della storica sala dell’Esquilino si alterneranno grandi classici, nuove drammaturgie e spettacoli che dialogano direttamente con il nostro tempo, attraversato da conflitti tragici e da ingiustizie per le quali non possiamo e non vogliamo smettere di indignarci. Spettacoli che insieme formano un cartellone che attraversa il presente con libertà e immaginazione per riaffermare il teatro come luogo necessario di incontro ed emozione. Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio artisti, registi e interpreti tra i più significativi del panorama contemporaneo che porteranno in scena temi cruciali della nostra società quali relazione, potere e identità.

Accanto ai titoli di ricerca e alle grandi narrazioni contemporanee, l’Ambra Jovinelli continua inoltre a dedicare una particolare attenzione alla comicità, linguaggio centrale della propria vocazione artistica e strumento privilegiato per osservare il presente.

Prosegue anche nella prossima stagione la collaborazione con ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza della città di Roma, co-diretto da Valentina Marini e Mauro Astolfi.

 

L’Ambra Jovinelli conferma così la propria vocazione: essere uno spazio aperto, popolare e insieme radicale, capace di accogliere pubblici differenti e linguaggi molteplici, mantenendo viva l’idea di un teatro che non consola ma accompagna, non semplifica ma illumina.

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La riapertura del Teatro Valle al centro dell’attenzione della presentazione della nuova stagione teatrale dei Teatri di Roma

 

Alla presenza del sindaco Gualtieri, del presidente della regione Francesco Rocca, del presidente del Teatro di Roma Francesco Siciliano, del direttore artistico Luca De Fusco e della direttrice junior Lea Giammattei si è tenuta il 21 maggio presso il Teatro Argentina di Roma la presentazione della nuova stagione teatrale del Teatro di Roma davvero ricca di belle notizie. Prima fra tutte la riapertura del Teatro Valle, che  entrerà a far parte del circuito, dopo anni di fermo, finalmente i lavori pare sia per ultimarsi, in attesa dell’inaugurazione del 18 ottobre con un “Sei personaggi in cerca d’autore” raccontato da Francesco Piccolo;  che rievocherà la “prima” dei Sei personaggi proprio nel luogo in cui, tra scandalo e rivoluzione, nacque il mito del teatro moderno: un atto necessario per riconnettere la memoria del Valle alle sfide della scena contemporanea. Già questa notizia varrebbe la pena di esortare il pubblico ad affacciarsi ad una nuova stagione con entusiasmo. Ma, non è l’unica. De Fusco con orgoglio ha espresso la sua soddisfazione per due fatti di non poco conto: l’aver implementato il personale assunto a  tempo indeterminato, di circa il doppio delle unità e l’aver implementato gli incassi dell’ Argentina di tanto, così da dimostrare che il Teatro di Roma certo non soffre della crisi di cui tanto si parla. Non sono mancate però in proposito le critiche al Ministero e al suo sistema di finanziamenti affidato a un algoritmo che seppure vede l’Argentina al primo posto come implemento della resa e dell’offerta, gli vede decurtati i fondi assegnati. Stretta invece la collaborazione con il Comune di Roma e con la Regione; Gualtieri e Rocca sono apparsi estremamente soddisfatti degli sviluppi ottenuti e seppure con fatica hanno espresso come la riapertura del Valle sia stato uno “sforzo necessario”. Tra questa fila di uomini, ci ha fatto piacere vedere la presenza della giovane Giammattei, che si occuperà di portare la danza in una programmazione fitta e interessantissima. In platea un gran numero di registi e attori che solcheranno le assi dei quattro teatri tra cui Emma Dante e Luca Popolizio. In breve le proposte elencate per la prossima stagione:

Teatro Valle: la scommessa sulla drammaturgia contemporanea. Questa missione si irradia nella nuova vita della storica sala, che rinasce con un presidio produttivo affidato a una costellazione di sguardi ed eccellenze artistiche. L’inaugurazione è affidata a Francesco Piccolo, che rievoca la “prima” dei Sei personaggi in cerca d’autore”. La Stagione prosegue con un trittico capace di trasfigurare la letteratura in corpo vivo: la ricerca di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni (lacasadargilla) in Escaped Alone di Caryl Churchill si intreccia alle opere di due Premi Nobel, attraverso la memoria che si fa carne nella regia di Silvia Costa per Memoria di ragazza di Annie Ernaux, e l’indagine sulla fragilità umana di Daria Deflorian per Che dolore terribile è l’amore di Han Kang. Il filo rosso prosegue con la cifra pirandelliana di Emma Dante nell’irrisolto confine tra vita e scena del suo Studio sui sei personaggi in cerca d’autore, trovando un contrappunto nella delicatezza registica di Lucia Rocco per Bella figura di Yasmina Reza e nell’affondo familiare di Piero Maccarinelli in Visita al padre di Norm Foster.

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L’amore, l’illusione e la solitudine de Le notti bianche di Fédor Dostoeveskij approdano in prima nazionale sul palcoscenico del Teatro Torlonia con l’adattamento e la regia di Lucia Rocco che, dal 21 maggio al 7 giugno, firma una partitura scenica che si posa con mano delicata sulle sfumature dell’animo umano, immergendo il pubblico nelle atmosfere sospese di uno dei capolavori più amati della letteratura mondiale.

In questa produzione del Teatro di Roma, gli spettatori vengono trascinati in “un attimo di beatitudine”, in una notte d’estate in cui il tempo si dilata e il Sogno concede a un giovane sognatore il diritto di riscrivere la propria storia. Sulla scena, gli interpreti Paolo Cresta, Francesca Piccolo e Andrea Codognato si muovono in un “non-spazio” fisico e mentale, dove le linee spigolose e le ombre faticano a distinguersi: una dimensione “psichica fantasmatica” in cui chi abita il luogo ne viene a sua volta abitato, evidenziando l’incapacità di scindere la realtà oggettiva dai desideri dell’anima.

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Al via il Festival dedicato ai piccoli e grandi spettatori di Fortezza Est con la rassegna estiva “Favolando. Favole a merenda, teatro a colazione” una selezione di spettacoli tratti dalla letteratura per l’infanzia uniti a letture animate che si alterneranno dal 23 maggio al 28 giugno.

“Favolando. Favole a merenda, teatro a colazione” è uno spazio per i bambini e le bambine e le loro famiglie che mette al centro la narrazione come momento di riflessione: il teatro e il racconto si offrono come opportunità uniche per osservare e capire il mondo in un luogo di quartiere, familiare e condiviso

In scena storie semplici e universali per costruire un ponte tra le generazioni con la possibilità di decifrare il presente attraverso storie uniche che attingono dalla letteratura dell’infanzia arcaica e recente e dal mito, dove l’immaginazione prende forma diventando racconto visivo.

Dal 23 maggio al 28 giugno sul palco di Fortezza Est cinque spettacoli: “Plutone e Proserpina”; “Molto cattivi?”; “Favole dagli alberi”; “Fiabe da tavolo”; “Pezzettino”. Ogni lavoro avrà un fine settimana dedicato con repliche il sabato e la domenica mattina, a cui seguiranno nel pomeriggio le letture di FAVOLE A MERENDA, uno spazio dedicato ai libri con letture, riflessioni e giochi.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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