Sabato, 04 Aprile 2020
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Fino a che punto possono arrivare l'affetto e il prendersi cura dei propri cari? È sano preservare le persone amate dalla crudele verità? Si può rimanere intrappolati nelle nostre stesse macchinazioni?

La salute degli infermi danza intorno a questi interrogativi con la leggerezza e l’ironia che ci insegna Cortázar e utilizzando il gioco teatrale come porta per rendere possibile l’impossibile.
Un gioco continuo, tra reale e fantastico, ironia e tensione.

Concretezza, silenzio e attenzione al piccolo sono stati gli strumenti per la creazione di una partitura fatta di gesti e parole, ritmi e sospensioni, sorrisi e lacrime, musiche e silenzi.

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Torna dopo tanti anni di assenza sul prestigioso palco del Salone Margherita torna Maurizio Mattioli con la nuovissima versione di “Ecchime qua”, al suo fianco la bella e brava Francesca Ceci.

Lo spettacolo rappresenta per l’attore romano un pò il ritorno alle sue origini, Mattioli infatti accoglie il pubblico in teatro come se fosse nel salotto di casa sua, quasi a voler premiare un rapporto consolidato negli anni. Un abbraccio, un cammino, un guardarsi negli occhi attraverso battute, gag, monologhi, canzoni.

I ricordi istrionici della sua vita saranno scanditi dall’apertura di una serie di cassetti, con sapiente maestria e con il coraggio di chi la vita l’ha sempre affrontata con un dono speciale… l’arte di sdrammatizzare.

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“È impossibile dire cosa sia l'amore. Noi ci giriamo solo attorno.
Giro giro tondo. Casca il mondo.
Com'è l'amore oggi, qui, per tutti quelli che ci sono intorno?
Cosa fanno quando vivono l'amore?
Giro giro tondo. Casca la Terra. Tutti giù per terra.
Prima di sdraiarsi gli uni tra le braccia degli altri, come si comportano uomini e donne? Arthur Schnitzler ce ne ha dato una versione Vienna fin de siècle. Noi parliamo per il 2020.
Quattro uomini e quattro donne colti sul punto di accoppiarsi ci rendono un'istantanea del nostro modo di amare, o forse della nostra incapacità a farlo.
Sono quattro corteggiamenti nelle loro varie sfumature: erotico, queer, impacciato, osceno e tante altre situazioni che avete già immaginato – o magari, vissuto.
Gira e rigira, sempre di amore parliamo.
Una storia circolare per girarci intorno. Girotondo.”

Lo spettacolo parla di relazioni amorose con un occhio all'approccio sistemico-relazionale
e alle teorie di co-costruzione delle relazioni di Gregory Bateson.


Lo spettacolo parla di relazioni amorose con un occhio all'approccio sistemico-relazionale
e alle teorie di co-costruzione delle relazioni di Gregory Bateson.
“Nelle scene di coppia che presentiamo sono altrettanto protagonisti gli osservatori esterni e gli attori interni, e le relazioni vengono ridefinite ogni volta a partire dal contesto e dai ruoli sociali in gioco”.

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Va in scena dal 17 al 19 febbraio, al Teatro de’ Servi, nell’ambito della “Stagione Fuoriclasse” dedicata alla drammaturgia contemporanea, MY LIFE, toccante spettacolo, scritto e diretto da Mirko Corradini.

Bob, un uomo felicemente sposato e all’apice del successo lavorativo scopre, nello stesso momento, di essere affetto da un tumore in stadio avanzato e di essere in attesa del suo primo figlio, che non riuscirà a vedere crescere. Bob non si arrende: vuole essere presente nella vita del figlio e inizia così a girare dei filmati per farsi conoscere da quel bimbo che verrà e per dargli consigli per quando sarà un adulto, come farebbe se potesse rimanergli accanto. Il tempo corre lungo due percorsi paralleli che sembrerebbero andare in due direzioni opposte – l’uno verso la morte, l’altro verso la nascita -, ma Bob riuscirà a trovare il punto di contatto tra queste due dimensioni.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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