Sabato, 18 Aprile 2026
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Dopo il successo della prima edizione, che ha trasformato Villa Carpegna in un giardino incantato popolato da personaggi fiabeschi provenienti da tutto il mondo, torna a Roma Fiabe dal Mondo, il festival multidisciplinare che esplora il patrimonio fiabesco globale attraverso il linguaggio del teatro, della musica, della danza e delle arti multimediali prodotto da Le Chat Noir Aps.

La seconda edizione, in programma dal 16 ottobre al 2 novembre 2025, offrirà oltre quindici appuntamenti tra spettacoli itineranti, laboratori, concerti, installazioni e residenze artistiche. Una rassegna che conferma il suo carattere internazionale, ospitando artisti provenienti dall’Italia e dall’estero, e che punta a promuovere valori universali come il dialogo interculturale, la parità di genere e la sostenibilità ambientale.

«Con Fiabe dal Mondo vogliamo offrire al pubblico un’esperienza immersiva e inclusiva che, partendo da racconti antichi, sappia parlare all’oggi» – spiega la direttrice artistica Annabella Calabrese. – «Le fiabe ci ricordano che l’umanità è una sola e che valori come la solidarietà, il rispetto della natura e la parità di genere appartengono a tutte le culture. In un tempo segnato da divisioni, vogliamo che il nostro festival sia un luogo di incontro e di dialogo tra popoli, generazioni e linguaggi artistici».

Il programma 2025

Il Festival si aprirà giovedì 16 ottobre al Polo Culturale Ex Campari con il laboratorio di costruzione di strumenti musicali Costruttori di suoni (ore 17.00) condotto da Ivana Labellarte per bambini e ragazzi dai 7 ai 12 anni, per poi proseguire venerdì 17 ottobre con Danzare il mondo (ore 17.00), workshop di danza e movimento condotto da Marco Vesica e Ilaria Fioravanti per bambini e adulti dagli 8 anni in su.

Sabato 18 ottobre al Parco Commendone sarà la volta di Let’s Act! (ore 10.30), laboratorio teatrale in lingua inglese per bambini e genitori, seguito alle ore 12.00 dallo spettacolo bilingue English Fairy Tales, con Craig Peritz e Anita Tenerelli di The Turnabout.

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L'amore è cieco ma il Codice Civile ci vede benissimo. Al Teatro Prati arriva "Coppie", commedia di e con Fabio Gravina, tra gelosie, vizi e paradossi in chiave divertente, ma con qualche riflessione.

Dal 17 ottobre al 9 novembre 2025 Teatro Prati, Roma con Fabio Gravina, Sara Religioso, Mario Lasorella.


Se è vero che “L’amore è cieco”, come recita un vecchio adagio popolare, il Codice Civile ci vede benissimo. Parte con questo presupposto e un pizzico di ironia lo spettacolo “Coppie”, un grande successo del Teatro Prati che torna in scena, dal 17 ottobre al 9 novembre 2025, per raccontare le storie di mariti e mogli, tra paradossi e momenti esilaranti. La commedia, prodotta da L’Arte del Teatro, scritta e diretta da Fabio Gravina che è anche Direttore Artistico dello spazio culturale situato nel cuore del quartiere Prati, si compone di ben 3 atti unici che mettono in evidenza gelosie, vizi e paradossi delle coppie. Sul palco con lo stesso Gravina anche Sara Religioso e Mario Lasorella, con le musiche originali di Mariano Perrella. Il sipario si apre sulla prima commedia: "Non ti lascio!", in primo piano c'è una coppia, lui tradisce la propria moglie e lei lo scopre. Il nostro caro marito, mantenuto oltremodo dalla moglie, per non perdere il benessere economico inizierà a trovare una serie di scuse e giustificazioni che porteranno ad un finale paradossale che Vi sorprenderà. 

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Il Sovrintendente Polo ed il direttore artistico Rodda presentato la programmazione 2025/26 del principale teatro lirico del Friuli Venezia Giulia

Da diverse settimane è stata presentata la stagione  2025/26 del Teatro Verdi di Trieste. Abbiamo aspettato un po’ di tempo per scriverne perché era  auspicabile conoscere qualcosa sui secondi cast, e su alcuni ruoli determinanti, come quello di Azucena, ma ancora non ci sono chiarimenti al riguardo e, vista l’apertura delle vendite degli abbonamenti e tenuto conto di diversi elementi d’interesse, abbiamo deciso di procedere illustrando le caratteristiche  di questa  proposta con i dati finora comunicati.

L’apertura è un esperimento : affidare a Pier Luigi Pizzi due titoli: ‘Il Barbiere di Siviglia’ e ‘Le Nozza di Figaro’, domandandogli di inventare un ambiente unico, in modo da poterli alternare di sera in sera senza difficoltà tecniche.

Certamente puntare ad una colonna del Teatro del Novecento come Pizzi è scelta vincente. Se il comunicato stampa parla di ‘vero debutto’ del Maestro al Verdi, noi ricordiamo di aver assistito a pagine di storia del teatro realizzate per il pubblico triestino: le scene per una leggendaria ‘La Dama di Picche’ con Magda Olivero e per il ‘Macbeth’ con l’accoppiate Zanasi/Gulin, entrambe nel 1973; gli scenari di ‘Otello’ con Cappuccilli e Cossutta, nel 1975, ripreso a furor di popolo nel 1980 e, nel 1978, quelli per ‘Cavalleria Rusticana’ con Santunione e Cecchele. Scene, costumi e regia di un ‘Rigoletto’ dalla forte personalità, notturno e sofferto, con Nucci, nel 1979 ed anche l’anno dopo; l’arrivo a Trieste nel 1982 di ‘Semiramide’ nell’allestimento che ha girato il mondo; nel 2009 una suggestiva ‘L’Italiana in Algeri’, ricca, raffinata, dotta, lussuosa.

Un ritorno dopo quindici anni ed un esperimento così ardito come  questa accoppiata dimostrano sia come i novantacinque anni del Maestro siano solo un aspetto burocratico, sia che il teatro Verdi sta cercando una sua cifra che lo riporti nel novero delle principali istituzioni liriche italiane.

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Una conferma della politica culturale attenta  e raffinate del teatro trevigiano

 

Il 17 luglio anche il  teatro  ‘Mario Del Monaco’ di Treviso ha presentato la sua stagione che, prendendo a prestito le parole  del sindaco di Treviso Mario Conte, “Si preannuncia una stagione di altissimo livello, ricca, sempre votata alla qualità, al talento e alla valorizzazione dei giovani accanto ai grandi nomi del panorama internazionale.’

Premessa importante da fare è che questo prezioso spazio è un ‘teatro di tradizione’, ovvero non è inserito nel gruppo selezionato delle fondazioni liriche, accede a finanziamenti meno ponderosi, non gode  di organici fissi dai grand numeri.

In definitiva corre il rischio di risultare   subalterno a realtà più decantate, in questo caso oltretutto vicinissime, come La Fenice, l’ Arena ed il  Filarmonico di Verona, senza pensare a quelle raggiungibili in poco più di un’ora di macchina, come Trieste e Bologna.

Treviso non cade nel tranello e si conferma invece come una realtà dalla fortissima identità, amatissima dal pubblico che lo scorsa stagione ha fatto segnare una sequela di sold out portentosa, ma soprattutto si distingue per alcuni elementi distintivi che la caratterizzano: una chiarezza della politica culturale, che sa unire qualità musicale e vivacità della proposta; una rete di sinergie con il territorio e gli altri teatri, non solo del Veneto, che permetta scelte di spessore senza costi esagerati; un lavoro mirato verso il pubblico attraverso percorsi di formazione, con conferenze ed incontri  di grande interesse, prima di ogni rappresentazione.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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