Martedì, 07 Febbraio 2023
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Chiara Noschese e il mondo dei Musical. Fra The Blues Legend e il Musical in Progress

Ci puoi parlare dello spettacolo “The Blues Legend” di cui firmi la regia e che ha debuttato il 15 settembre al Barclays Teatro Nazionale di Milano?

Si tratta di un musical che al suo centro ha canzoni tratte dal rhythm’n'blues del decennio che va agli anni '60 agli '70, e nove pezzi dei Blues Brothers suonate rigorosamente dal vivo. La storia racconta di un gruppo di persone che vogliono assemblare nuovamente un band. Lo spettacolo rimarrà in scena al teatro Nazionale di Milano fino al 22 ottobre. In scena ci sono dodici artisti che ogni sera recitando, cantando e ballando creano un mix che rende il pubblico sempre contento, facendolo scatenare al ritmo di pezzi intramontabili.

Dopo questo spettacolo sarai impegnata nelle prove di ammissione per selezionare i giovani che faranno parte della nuova edizione del M.I.P. - Musical in Progress, di cosa si tratta?

Il M.I.P. è un master di perfezionamento che cerca di formare le nuove leve sulla triplice minaccia, canto, ballo, recitazione. All’interno del corso vi sono seminari di perfezionamento della lingua inglese e varie Master Class, come ad esempio con Saverio Marconi, Carline Brouwer. Ci tengo a dire che nel cast di The Blues Legend ci sono due ragazze provenienti dallo scorso anno del M.I.P.

 

Negli ultimi anni il genere Musical, in Italia, è stato protagonista di una crescita, nei consensi da parte del pubblico sempre più alta. Qual è a tuo parere status quo del musical in Italia?

La cosa importante, per noi che dirigiamo un musical dalla sua nascita fino alla messa in scena, è quella di fare un buon lavoro, di alta qualità, questo perché il pubblico italiano si sta sempre più appassionando. Si tratta di un genere che unendo musica, danza e recitazione crea una miscelanea che fa star bene, che permette più di altri spettacoli di staccare la spina. Per questo motivo per noi del M.I.P è importante preparare bravi allievi che un domani siano in grado di far parte di spettacoli ben fatti dando al meglio il loro contributo.

 

In una recente intervista su questo sito, Giancarlo Fares ha lamentato la scarsa preparazione di molti attori presenti oggi sulle scene teatrali. Molti di questi vengono da corsi di recitazione poco seri o da Talent show. Cosa ne pensi?

Penso che sia vero. Oggi questi corsi nascono come funghi e creano tanti ignoranti, disoccupati. Ovvio che bisogna informarsi e capire dove si va a capitalizzare i propri soldi. Bisogna stare attenti a non parcheggiarsi in fra un corso rimanendo lontani da ciò che è fondamentale per chi vuole fare questo lavoro: fare le audizioni. Questa è una cosa che dico sempre agli allievi del M.I.P. in particolar modo a quelli più grandi.

 

Progetti futuri?

The Blues Legend, dopo Milano, sarà in tour in Italia, mentre a dicembre all’Eliseo sarà in scena lo spettacolo di e con Luca Barbareschi, Cercando segnali d’amore nell’universo, del quale curo la Regia.

 

Cosa ne pensi della riapertura dell’Eliseo?

Sono stata alla prima di Una tigre del Bengala allo Zoo di Baghdad. Luca Barbareschi è una persona che stimo molto sia come imprenditore che come artista. Vedere quel storico teatro riaperto è un’immensa gioia e per questo gli auguro tutta la fortuna del mondo.

 

 

Enrico Ferdinandi

1 ottobre 2015

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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