Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Filippo Rotondo ci parla della sua Tosca in 90 minuti

«Questo progetto sta dando i suoi frutti, non solo rispetto ai primi gruppi di giovani affezionati che stanno cominciando a seguirci, ma anche per la possibilità offerta ad attori e cantanti talentuosi, tutti under 35, di mettersi in gioco in un ambiente dinamico, stimolante e al tempo stesso sperimentale, nel quale coltivare proprie capacità artistiche e muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo». Queste le parole di Filippo Rotondo quando spiega in cosa consiste il progetto della compagnia operistica FILRŌ.  

 

Sabato al teatro del Vigentino di Milano portate in scena una versione della Tosca di Puccini decisamente inedita. Sul comunicato stampa leggiamo "90 minuti con un ritmo cinematografico" spiegaci come è nato lo spettacolo come lo avete pensato…

Il pubblico assisterà ad un’opera lirica fatta e finita. Non mancheranno scene e costumi, ma sarà ridotta a 90 min, inserendo i punti salienti della trama esaltando la musica di Puccini. Il pubblico sarà parte integrante dello spettacolo e verrà catapultato nel dramma di Tosca.

Il cast è completamente under 35, parlaci degli attori in scena.

Siamo tutti giovani cantanti lirici. Tutti noi abbiamo già cantato e lavorato in famosi Teatri d’opera italiani e esteri. L’idea del nostro progetto e quello di creare un’opera fatta da giovani che vorrebbe aprirsi anche ad un pubblico giovane.

 

In che modo hai curato la regia di questo spettacolo, qual è la tua versione della “Tosca"?

Sara uno spettacolo molto dinamico. Quando curo una regia operistica tento di eliminare tutti quei cliché che caratterizzano la recitazione del cantante lirico, prediligendo una visione più vera è naturale nello stare sul palco. Sarà uno spettacolo sotto certi punti di vista crudo e violento, con grande rispetto verso ciò che ha scritto Puccini.

 

Sei anche in scena come attore nel ruolo di Scarpia, personaggio emblematico e dai toni decisamente "oscuri", come sarà la tua versione, come hai deciso di interpretarlo?

Scarpia penso sia uno dei personaggi più affascinanti del mondo operistico. E il “cattivo” per antonomasia. Rispetto anche alla mia età ho deciso di disegnare un personaggio malvagio, subdolo, seduttivo.

 

Infine, dai un buon motivo ai nostri lettori per venire a teatro a vedere lo spettacolo!

L’opera non è un qualcosa di vecchio e polveroso, ma è terribilmente attuale. Vi aspettiamo per emozionarci insieme e per vivere l’esperienza di vedere un cantante d’opera cantare a meno di un metro da voi.

 

 

 

Enrico Ferdinandi

9 marzo 2023

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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