Venerdì, 22 Novembre 2019
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Tra risate e aneddoti Paolo Bonolis presenta il suo libro: Perché parlavo da solo

Presentazione del libro Perché parlavo da solo di Paolo Bonolis edito da Rizzoli che si è svolta il 29 ottobre a Roma presso il teatro Eliseo

 

Il celebre conduttore televisivo si racconta per la prima volta attraverso le pagine di un volume che vuole essere un diario intimo e ironico alla ricerca del senso della vita.

La presentazione moderata da Walter Veltroni, tra domande e gag si è svolta all’insegna della verve e vena comica che contraddistingue Bonolis.

Già dalle prime battute si evinceva che sarebbe stata una presentazione divertente. Veltroni afferma che Bonolis nel suo libro non è incorso nel rischio di raccontarsi diverso da come è effettivamente e Bonolis ha commentato: “La mia forza è che non me ne frega niente!”.

Le domande poste al conduttore sono state varie, si è parlato di tutti gli agromenti trattatti nel libro: delle tecnologie dell’amore, del sesso, della velocità dei tempi moderni, di spazio e tempo, dell’importanza del silenzio, della differenza tra felicità e serenità, della gentilezza ecc.. Alla domanda se sei felice o sereno ha risposto: “Mi definirei sereno, la felicità è uno sprazzo. La serenità invece può durare se ci mettiamo d’impegno”.

Tra una domanda e l’altra numerosi sono gli episodi della vita di Bonolis raccontati come il suo incontro con Berlusconi ad una cena per proporgli di diventare il suo portaborsa a cui ha risposto, testuali parole: “ A preside’ ma manco l’ho votata io a lei!”.  Gli episodi raccontati sono stati tanti anche a proposito di Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. Ogni racconto ha scatenato grosse risalte da parte del pubblico presente nella sala gremita.

Ma Walter Veltroni non è stato l’unico ad intervenire, ad un certo punto della serata si sono aggiunti sul palco Massimo Giletti e la moglie di Bonolis, Sonia.

La presentazione è continuata così con altri racconti, domande e lettura di spezzoni del libro. Sembrava di assistere ad una chiacchierata tra amici in cui primeggiava Bonolis con la sua velocissima comicità.

Ma di cosa Parla il libro?

Di tutto questo e tanto altro. Paolo Bonolis ha raccontato la sua vita per lasciare una testimonianza ai figli quando cresceranno.

Da sempre Paolo Bonolis parla da solo. Lo fa per ritornare sui suoi pensieri, elaborarli, triturarli, rivoltarli come calzini. Negli anni, da queste riflessioni ad alta voce sono nate delle pagine di appunti scritti che ora aprono i diciotto capitoli di Perché parlavo da solo, il primo libro di Paolo Bonolis, un tesoro intimo. In un flusso appassionato e coinvolgente, ricco di ricordi di personaggi ed episodi, Bonolis sorprende i lettori con le sue domande ora poetiche ora al vetriolo, sempre profonde: leggerezza e accettazione sono antibiotici per l’esistenza? La Natura Umana è senza scopo, lo Spazio la limita e il Tempo la corrode: come se ne esce? Un amore è un dato oggettivo o un fiume di farfalle? Internet ci sta rincoglionendo? E tagliare i cojoni a un gatto è un atto lecito o arbitrario? Il risultato è una lettura che incuriosisce, fa pensare e talvolta ridere grazie all’intelligenza affilata e alle battute ciniche di Bonolis”

I proventi della vendita del libro, come ha precisato il noto conduttore, andranno al progetto Adotta un angelo del CeRS, un onlus che offre assistenza infermieristica gratuita ai bambini.

La conferenza si è conclusa con una domanda di Walter Veltroni: “Qual’è il giorno della tua vita che vorresti rivivere?” e Paolo  ha risposto che ce ne sono stati parecchi alcuni pieni si stupore, alcuni ricchi di preoccupazione ecc. Ma il giorno più bello per lui è stato quando ha scoperto che c’era un sacco di luce a sua disposizione.

Viaggia veloce il fiume del tempo, molto più di quanto scorreva in passato. E scava sempre più profondo il canyon che attraversa. I miei figli sono dall’altra parte e potrebbero partire prima che possa raggiungerli. Gli vorrei consegnare quello che ho conservato. Non c’è molto tempo e, senza il mio bagaglio, ho paura che il loro viaggio possa essere più faticoso di quello che intrapresi io. Ho 58 anni adesso che scrivo e, il mio viaggio, l’ho iniziato che ero ragazzo. A quei tempi anche mio padre mi consegnò il suo bagaglio, ma gli bastò allungare un braccio per passarmelo.” Dallla quarta di copertina.

 

 

Debora Fusco

1 novembre 2019

 

 

 

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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