Lunedì, 27 Giugno 2022
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#redazioneacasa Tre recensioni da ri-leggere in quarantena

L’arte, in ogni sua espressione, può raccontare un periodo storico, un sentimento, una circostanza. E per farlo non deve necessariamente essere figlia dell’attualità. 

Un quadro di Hopper descrive perfettamente l’attesa di oggi, anche se è stato dipinto nei primi anni del Novecento; e probabilmente più di un lettore di Saramago ha pensato, come me, di vivere nel romanzo Cecità quando è esplosa la pandemia. Sono sicura che esempi di questo tipo si trovino anche nella musica e nel cinema. E ovviamente nel teatro. 

Qualche giorno fa, persa nelle mie riflessioni, mi è tornato in mente La Gabbia, lo spettacolo andato in scena al Brancaccino e recensito per La Platea a maggio 2019. La Gabbia, scritto da Massimiliano Frateschi e diretto da Massimiliano Vado, racconta la sospensione spazio-temporale in cui vivono e di cui sono vittime i due protagonisti. Uno spazio fisicamente rappresentato da una gabbia di nylon e fili di ferro, ma inesistente, se non nella mente di Max e Pier. Uno spazio in grado di intrappolarli in un eterno presente, nel quale è difficile immaginare un futuro, così come fare pace con un passato scomodo e amaro. 

Il collegamento con il particolare momento che stiamo vivendo mi è sembrato così immediato e naturale che ho deciso di cercare altri spettacoli, tra quelli recensiti da La Platea nell’ultimo anno, che si ricollegassero in qualche modo all’attualità, e di riproporli in questo articolo. Per tornare a teatro almeno con la mente e ri-leggerlo con occhi nuovi.

 

TEMPO. Il primo spettacolo della lista è naturalmente La Gabbia. Un’occasione per riflettere su una dimensione astratta come quella temporale, in grado di dettare ritmi e aspettative, di rubare speranze e creare illusioni. 

 

RELAZIONI. In Bolle di sapone di Lorenzo Collalti, recensito lo scorso novembre, i due giovani protagonisti preferiscono immaginare una vita condivisa, anziché viverla davvero, per paura di lasciarsi andare e di affidarsi all’altro. Per sopravvivere, come due bolle di sapone, non devono mai sfiorarsi.

 

PROPOSITI. WC Niet, l’opera prima di Elisa Pazi messa in scena il 16 gennaio 2020 al teatro Lo Spazio, con la sua rosa di personaggi-macchietta è un invito a mettere in discussione tutte quelle certezze date per scontate e mai veramente indagate. Quale periodo migliore?

 

 

Concetta Prencipe 

17 aprile 2020

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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