Martedì, 29 Settembre 2020
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Franca Valeri, a 100 anni l'addio della signora dello spettacolo

La camera ardente è stata allestita al Teatro Argentina di Roma dalle ore 17 del 10 agosto. I funerali si svolgeranno in forma privata.

 

Pochi giorni dopo aver festeggiato il compimento del centesimo anno di vita, il 9 agosto ci ha lasciato nella sua casa di Roma, l’attrice, autrice di cinema e teatro, scrittrice di libri di successo Franca Valeri. La sua attività artistica ha attraversato gran parte del ‘900 interpretandolo e rappresentandolo nelle sue performance, che si sono propagate campi dell’arte. Negli anni in cui esordiva come attrice, all’incirca a metà del secolo scorso, le figure femminili che influenzavano con la loro intelligenza, ironia, capacità critica, in un modo così determinante il panorama culturale italiano, erano davvero una minoranza. Di estrazione borghese e formatasi in un ambiente intellettualmente stimolante, muta il suo nome d’origine Alma Franca Maria Norsa in Franca Valeri, ispirandosi allo scrittore francese Paul Valery.

Col parere contrario della famiglia, s’impone dapprima come attrice nella compagnia del Teatro dei Gobbi accanto a Caprioli (suo marito per molti anni), Bonucci (che sarà sostituito poi da Luciano Salce) esibendosi in sketch e pièce in cui già sono presenti in nuce i tratti caratterizzanti della sua espressione artistica, in primis l’atteggiamento satirico nei confronti della società contemporanea. Il suo spirito d’osservazione e l’analisi delle evoluzioni sociali, rimandano l’immagine di una donna acculturata, anticonformista, ironica fino alla fine, che resterà viva nell’immaginario collettivo anche in ruoli cinematografici come, per citarne solo qualcuno, la spregiudicata e ricca moglie di “Cretinetti” interpretato da Alberto Sordi (Il vedovo 1959) per la regia di Dino Risi. Il suo estro e il suo genio versatile vengono dirottati nel varietà italiano degli Anni ’60 rendendo palpabili, credibili, personaggi come la romana Sora Cecioni, la milanese signorina snob, e la sempre milanese, Cesira la manicure, interpretati con l’esilarante comicità di un’intelligenza che sa caratterizzare le tipologie umana calate nel loro contesto socio-culturale, fotografando un’Italia in evoluzione che sta mutando costumi, abitudini, ruoli sociali, riportandoci ad un Paese che parla attraverso loro. Personaggi quindi tratteggiati con irriverente ironia, ma mai banale, che incarnano soprattutto il periodo del boom economico e il cambiamento sociale e culturale di una generazione. Negli anni ’70 si reinventa nella commedia all’italiana, di cui ricordiamo Basta guadarla di Luciano Salce. In questo stesso periodo partecipa come autrice e sceneggiatrice, oltre che interprete, anche alla stagione degli sceneggiati televisivi della Rai. Gli ultimi anni sono passati tra la passione per la lirica, ruoli in fiction come Linda e il brigadiere accanto a Nino Manfredi, continuando a dedicarsi contemporaneamente alla drammaturgia. Ci ha aperto uno squarcio sulla sua vita privata nell’autobiografia Bugiarda no, reticente, in cui possiamo apprezzare una prosa colta e raffinata che utilizza per farci addentrare nei principali eventi della sua vita. La ricordiamo oggi con le parole dell’attore e regista Maximilian Nisi che ha avuto la fortuna di conoscerla e collaborare con lei in diverse avventure artistiche: “...donna meravigliosa e artista grandissima. Infaticabile, accesa da un bisogno continuo impellente di raccontarsi e di raccontare storie con estro, intelligenza ed ironia. Negli ultimi anni in scena, ha esorcizzato i malanni dell’età dimostrando come il teatro possa rendere più forti e sani. Si sentiva sempre più disorientata da come la cultura nel nostro Paese, e non solo, da anni viene mal considerata (…) dovendo intervenire personalmente presso le amministrazioni comunali per far ottenere ospitalità ai suoi spettacoli (…). Un plauso alla sua grazia necessaria e al suo entusiasmo unico e mai scontato (…). Non posso che ringraziarla con tutto il mio cuore”.

 

Mena Zarrelli

11 agosto 2020

 

Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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