Sabato, 15 Agosto 2020
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Al via la stagione al Sala Umberto con Non si uccidono così anche i cavalli?

Recensione di Non si uccidono così anche i cavalli? dal 25 settembre al 14  ottobre 2018 al Teatro Sala Umberto

Romanzo scritto nel 1935 da Horace McCoy, l’enigmatico titolo Non si uccidono così anche i cavalli è noto però al grande pubblico soprattutto per la trasposizione cinematografica del 1969 con la regia di Sidney Pollack, presentato fuori concorso al Festival di Cannes 1970 e premiato con l'Oscar al miglior attore non protagonista a Gig Young. 

Dopo il romanzo e la versione cinematografica, un tentativo di trasposizione teatrale arriva con l’adattamento e la regia di Giancarlo Fares. La trama è di una straordinaria attualità, nonostante rappresenti la società americana della Grande Depressione successiva al crollo della borsa di Wall Street del 1929. Ma nell’adattamento di Fares, del contesto storico originario si evince ben poco. La gara di ballo a cui partecipano le coppie in scena, potrebbe essere ambientata in qualsiasi posto del mondo occidentale tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta per le atmosfere, le musiche, le luci, i colori, i costumi. Il format dello show in cui sono calati è una primitiva forma di reality: 150 coppie prescelte devono ballare quasi ininterrottamente per  1000 ore, chi resisterà a “questa maratona della vita” sarà il vincitore di una cospicua somma in denaro.

Le coppie non hanno voce in scena, tranne nel caso di Gloria e la narrazione avviene attraverso la presentazione del gioco da parte del conduttore, padrone di casa disinvolto e controllore di tutti gli eventi in scena, egregiamente interpretato da Giuseppe Zeno. Ci ricorda continuamente le spietate regole del gioco e quanto tutto questo show sia esibizionismo puro dei sentimenti e della vita privata dei concorrenti, pasto quotidiano di un pubblico avido di spazzatura. Vediamo da vicino le 7 coppie rimaste in gioco, ognuna con la propria storia, i propri problemi, i propri tradimenti che emergono soprattutto nella seconda parte dello spettacolo. Uno dei concorrenti morirà stremato dalla fatica, un altro verrà arrestato e la concorrente incinta rimarrà da sola. Gloria è l’unica ad esprimere i suoi pensieri, i suoi sentimenti e i suoi sogni e sarà l’unica che si tirerà fuori dalla competizione conservando la sua autenticità, uscendo dallo spazio scenico e attraversando la platea. 

Molto netta la separazione tra la prima e la seconda parte. Nel primo tempo è lo show business ad essere protagonista con la sua spietatezza, le sue regole, le sue imposizioni, cavalcando i sogni, le ambizioni e le aspirazioni dei partecipanti. Nel secondo tempo, i tempi si velocizzano e la competizione diventa sempre più spietata, trasformandosi in una metafora della vita in cui, chi non riesce a stare ai ritmi massacranti e alla velocità della società, è un perdente e viene eliminato. Solo Gloria, interpretata da Sara Valerio, respinge il messaggio inviato da questo sistema, diventando la vincitrice morale. Eccellente l’interpretazione di Giuseppe Zeno nelle vesti del conduttore burattinaio che riesce a trasmettere il cinismo e il dramma insito in quel sistema. Appare anche una certa rassegnazione ad accettare il suo ruolo di carnefice che accontenta le richieste del pubblico famelico. Talentuosi anche i ballerini, che sono stati coordinati dal coreografo Manuel Micheli. Si riconferma la bravura di Giancarlo Fares, la cui firma è evidente particolarmente in alcune scelte registiche che, ad esempio, hanno reso sfumate e delicate alcune scene intime tra le coppie. Le musiche originali eseguite dal gruppo dal vivo Piji Electroswing Project hanno accompagnato lo show con atmosfere swing e jazz manouche.

 

Mena Zarrelli

5 ottobre 2018

 

 

informazioni:

Traduzione Giorgio Mariuzzo, Adattamento Giancarlo Fares

Tratto dall’omonimo romanzo di Horace McCoy
con

GIUSEPPE ZENO e SARA VALERIO
e con

DONATO ALTOMARE BRIAN BOCCUNI ALBERTA CIPRIANI GIANCARLO COMMARE VITTORIA GALLI ALESSANDRO GRECO SALVATORE LANGELLA ELISA LOMBARDI MARIA LOMURNO MATTEO MILANI PIERFRANCESCO SCANNAVINO LUCINA SCARPOLINI VIVIANA SIMONE

 

con la partecipazione live del PIJI ELECTROSWING PROJECT 

 

PIJI- voce, chitarra GIAN PIERO LO PICCOLO – clarinetto EGIDIO MARCHITELLLI - elettronica & chitarra FRANCESCO SAVERIO CAPO – basso ANDY BARTOLUCCI – batteria

 

Regia Giancarlo Fares 

Coreografie Manuel Micheli

Canzoni originali di Piji

Scene Fabiana Di Marco

Costumi Francesca Grossi

Disegno Luci Anna Maria Baldini

Assistente alla Regia Claudia Fontanari

 

Direttore Tecnico Anna Maria Baldini

Datore Luci Aurelio Rizzuti

Fonico di sala Riccardo Caratelli

Fonico di palco Gabriele Boccacci

Macchinista Giuseppe Spagnuolo

Sarta di scena Francesca Grossi

 

Produzione O.T.I. – Officine del Teatro Italiano

 

Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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