Venerdì, 20 Settembre 2019
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Canti di donna per l’Italia/Cori di Antigone: storie di donne chiudono la rassegna I solisti del teatro

Recensione di Canti di donna per l’Italia/Cori di Antigone di Guido Barbieri, regia di Allessio Pizzech, in scena il 3 settembre 2019 ai Giardini della Filarmonica

 

Nell’evocativa e quasi magica atmosfera notturna dei Giardini della filarmonica,  le note della viola di Martina Santarone emergono da un buio indefinito introducendoci  nell’ultimo atto, in chiave reading,  della rassegna de I solisti del Teatro.  L’abito nero luccicante della musicista risalta nell’oscurità, aggiungendo lampi di luce e suggestione alla scena.

Quando la musica lascia il posto al silenzio, inizia la parola di Guido Barbieri con la lettura di estratti dell’antica tragedia greca Antigone in cui l’attenzione è puntata sulla figura ieratica di Antigone, diventata simbolo del coraggio femminile. L’interpretazione solenne di Barbieri pone l’accento sul sacrificio di colei si ribellò alla legge di Creonte che vietava la sepoltura di suo fratello Polinice. Per Antigone si tratta di una legge contro gli uomini e gli dei, inaccettabile, per cui preferì la morte piuttosto che lasciare il fratello insepolto. Alle letture sull’Antigone si intervallano  quelle di Laura Lattuada ed Elena Croce su donne che hanno fatto la storia del Novecento. Interpretazioni appassionate delle dichiarazioni di Nilde Iotti del Pci in occasione della nascita della Carta Costituzionale, delle principali battaglie parlamentari per il diritto di famiglia, la legge sul divorzio, sull’aborto; recitazioni intense del pensiero della partigiana diventata deputata della Dc, Tina Anselmi e del suo impegno in favore della Legge Merlin, letture degli interventi parlamentari di Emma Bonino in occasione della legge sul divorzio e sull’aborto. E intervallate dalle strazianti letture su Antigone, continuano i momenti sulle donne simbolo del secolo passato con citazioni della scrittrice Sibilla Aleramo, della giornalista ed ex-partigiana Ada Gobetti, della militante del Pci Miriam Mafai, della filosofa Simone de Beauvoir e delle contemporanee Michela Murgia e dell’ex-sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini. Con questi ultimi interventi,  mancano i riferimenti all’attuale contesto politico italiano in cui si avverte una generale deprivazione di umanità nei confronti di chi è in difficoltà, di chi è più debole, di chi viene da terre lontane..

La piéce teatrale nasce da un’idea di Alessio Pizzech, mentre la drammaturgia appartiene a Guido Barbieri. In un’ora circa di spettacolo, abbiamo viaggiato dall’Italia fascista ad oggi. Una rivisitazione della nostra storia più recente attraverso il contributo di donne energiche, coraggiose, anticonformiste, che non si sono piegate ad una società che le voleva remissive, in disparte, ma che hanno fatto delle scelte precise per cambiare la storia del Paese. Nel contempo, risuona sullo sfondo la voce di Antigone, che dalla remota antichità riecheggia nella nostra contemporaneità con la sua solitaria, irremovibile lotta contro il potere. Tale scelta registica di Alessio Pizzech, insieme a quella del frammezzo musicale della viola, appare particolarmente riuscita perché restituisce poesia ed intensità ad genere, quale il reading, che non risulta facile da trattare. Apprezzabile, inoltre, anche l’idea  di disporre Guido Barbieri decentrato rispetto al palcoscenico, quasi a sottolineare la diversa natura  delle vicende di Antigone  rispetto al mondo umano attuale, pur condividendo, da una dimensione “altra”, i drammi e le imperfezioni. Sentite, personalizzate in base al proprio stile recitativo e per questo commoventi, le interpretazioni di Guido Barbieri, Laura Lattuada ed Elena Croce che hanno consentito un’attenzione costante del pubblico, che si dimostra partecipe e coinvolto. 

 

Mena Zarrelli

8 settembre 2019

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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