Venerdì, 13 Dicembre 2019
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Furniture: patina e rifugio… la società degli oggetti

Recensione dello Spettacolo Furniture in scena al Teatro Belli dal 19 al 23 novembre 2019 – Trend nuove frontiere della scena britannica XVIII edizione a cura di Rodolfo di Giammarco

 

Tre atti unici congiunti per tematica, frutto della dilettevole e frizzante penna di Sonya Kelly, sono i tre spassosi frangenti di vita dei sei personaggi di Furniture.

Il primo episodio vede protagonisti Ed (Maurizio Mario Pepe) e Alex (Valeria Flore). Lui è un artista e lei un medico, la coppia si trova ad un’importante mostra di design. Ed è preoccupato che la moglie possa confondere i pezzi esposti con oggetti d’uso comune. La tensione esplode quando il pericolo che Alex possa sedersi su una sedia, che in realtà è parte dell’esposizione, facendo scattare l’allarme diventa reale. I due iniziano a discutere animatamente sull’importanza attribuita a quegli oggetti che malgrado il design restano oggetti. Una sedia è pur sempre una sedia per Alex che, per la sua forma mentis meno sensibile all’arte ma più realistica, mette la sua vita e la sua esperienza professionale a servizio della comunità, migliora la salute dei pazienti. Maurizio Mario Pepe, regista oltre che attore, regala al pubblico un’ottima performance restituendo tutte le divertenti sfumature del suo personaggio. Valeria Flore si destreggia bene nel ruolo di Alex e nel secondo atto si trasforma in Steff, protagonista insieme alla spassosa Cecilia di Giuli che interpreta Dee.

Steff e Dee sono due giovani donne travolte dal desiderio l’una per l’altra. La passione appena nata su una chat d’incontri non riuscirà tuttavia a scalfire il disgusto di Steff, cultrice di minimalismo e linee perfette, per la vecchia poltrona di Dee. L’orribile oggetto influenzerà il desiderio sessuale e perfino l’interesse di Steff per la sua convivente hippie.

L’ultimo quadro vede in scena Nicola Civinini nei panni di George un anziano omosessuale che con l’aiuto dell’intirizzito Michael – Edoardo purgatori bilancia molto bene l’indole capricciosa estremamente marcata del coprotagonista – redige il proprio testamento. Il climax ascendente culmina nel terzo atto in cui l’oggetto protagonista è una chaise longue, un’evoluzione in termini di misura e sostanza.

George vuole lasciare in eredità a Michael la chaise longue appartenuta a Danny La Rue e su cui è svenuta Judy Garland. Il giovane non ha abbastanza spazio e non trova utile l’oggetto. Come biasimarlo, Michael possiede una casa piena di vita, ha una moglie e due figlie; ha rinunciato al successo artistico, alle velleità per dedicarsi alla più concreta professione di avvocato. Eppure, George inizialmente non comprende, attribuisce a tutti quegli oggetti un valore sentimentale. Le “cose” rappresentano la sua vita, la sua rivalsa. Ma cosa vuol dire possedere oggetti? Siamo le cose che possediamo? Infine, George quasi con la consapevolezza dell’ultimo respiro rifletterà tra sé: “l’arredamento puoi amarlo, ma non si ricorderà chi sei”.

Maurizio Mario Pepe diversifica i tre atti conservando intatto il fil rouge che lega gli episodi. Eppure, la messinscena nella sua interezza non restituisce appieno lo spessore del testo che risulta vago, lievemente percepito. Sebbene Furniture riveli perizia, il consistente e quanto mai attuale spunto di riflessione si dissolve nel preziosismo. La scenografia ricercata e generosa, riadattata nella disposizione ad ogni cambio di quadro, insieme al vivace sound design di Lorenzo Benassi e agli sfarzosi costumi conferiscono un effetto patinato alla pièce. Si ride molto con Furniture e gli spettatori elogiano la performance con applausi a scena aperta. Del resto, ridere fa bene.

 

Caterina Matera

26 novembre 2019

 

 

Informazioni

      

FURNITURE DI SONYA KELLY

traduzione Natalia di Giammarco

con Cecilia Di Giuli, Valeria Flore, Edoardo Purgatori, Nicola Civinini e Maurizio Mario Pepe

casting director Federica Baglioni

sound design Lorenzo Benassi

assistente alla regia Armando Quaranta

regia Maurizio Mario Pepe

messa in scena compagnia “La Forma dell’Acqua” / produzione Khora Teatro

 

 

Ossesso

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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