Lunedì, 14 Giugno 2021
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Il cattivo poeta: l'ultimo D'Annunzio e il coraggio di tornare sui propri passi

Recensione del film Il cattivo poeta. Scritto e diretto da Gianluca Jodice. In sala dal 20 Maggio 2021

 

Giovanni Comini appena nominato federale di Brescia, nel 1936, viene incaricato da Achille Starace, segretario del Partito fascista, di affiancare al Vittoriale il poeta comandante Gabriele D'Annunzio al fine di osservare e riferire le azioni e intenzioni del Vate. Questi, infatti, con la sua dichiarata  avversione alla politica mussoliniana di alleanza con Hitler, destava preoccupazione nel Partito che temeva un indebolimento del consenso popolare verso il Duce. Il poeta, effettivamente, dopo un primo periodo di vicinanza all’ ideologia fascista, ne prese progressivamente le distanze prevalentemente a causa dell’ impronta repressiva che questa aveva assunto. Durante la convivenza al Vittoriale, Comini rimane gradualmente e sottilmente affascinato, suo malgrado, dalla personalità del poeta che visto da "vicino " e, soprattutto, con i propri occhi assumeva, nella coscienza del giovane, un rilievo completamente diverso così difficile da ammettere, così pericoloso da dichiarare. 

Efficacemente modulata e calibrata dal regista Gianluca Jodice la presenza di Sergio Castellitto nei panni del Vate, a testimonianza di come si possa essere protagonisti  senza comparire oltremodo,  lasciando che sia l'eco del proprio essere a parlare. Analogamente, si può  essere sfondo e non figura, spettatore in mezzo ad altri, non rinunciando, tuttavia, ad esprimere con coraggio e disperata irriverenza  il proprio dissenso, come D'Annunzio nei confronti della politica suicida di Mussolini. 

Gabriele D'Annunzio, quindi, prevalentemente metronomo della narrazione filmica che scandisce e denuncia la pericolosità di quel tempo che inebriava di entusiasmi effimeri le coscienze dei popoli italici. Lo sguardo e la tonalità di certe espressioni dei protagonisti sostituiscono la parola laddove questa non basta a raccontare l'indicibilità di un vissuto intenso, per una trama che si muove elegantemente per opposti. Dietro agli occhi del federale è rintracciabile, infatti, la dissonanza  tra ciò che egli gradualmente  vede e prova e ciò a cui deve credere, in un susseguirsi di stridenti vortici emotivi. Sebbene alcuni passaggi narrativi sarebbero potuti essere maggiormente sviluppati, in particolare l'incontro a Verona tra Mussolini e D'Annunzio, rimane condivisibile la scelta registica di scandire delicatamente la vicenda con puntuali riferimenti storici. Questi, pur presenti, non saturano mai il film premiando e salvaguardando così l'aspetto soggettivo-esperienziale.  Alla narrazione storica viene infatti preferito il suo riverbero nello stomaco dei protagonisti.  Per tali ragioni  la consecutio degli accadimenti, a volte implicita altre volte deducibile dai dialoghi, è una traccia costante senza mai divenire solco. Perché, ancor più e ancora prima della vicenda, è necessario chiedersi come è stata la stessa  negli occhi di chi c'era.  

Densa e di spessore l'interpretazione di Castellitto che armonizza le diverse anime contraddittorie del suo personaggio integrando saggezza, ruvidità,  poetica e fierezza.  Convincente la prova attoriale di Francesco Patanè: nello sguardo del suo Comini  passa la metamorfosi che dall'innocenza dell'illusione  conduce al vuoto della disillusione, del ciò "che pensavo che fosse", per un credo politico che non tarda a scoprire le sue crude contraddizioni. Fausto Russo Alesi incarna efficacemente la complessa e definita  personalità del segretario Starace, imbottita di certezze, contrapposta a quella di Comini indebolita, invece, dal dubbio e da un pensiero in cambiamento.  L'elegante valzer di opposti che irrora l'intera pellicola  trova la sua pace nella  figure del Vate e del giovane federale bresciano, accomunati da quel raro e meraviglioso dettaglio: il coraggio di tornare sui propri passi.   

 

Simone Marcari

8 giugno 2021 

 

Informazioni 

Regia : Gianluca Jodice

Soggetto e sceneggiatura: Gianluca Jodice

Fotografia: Daniele Ciprí

Montaggio: Simona Paggi

Scenografia: Tonino Zera

Effetti speciali: Roberto D'Ippolito, Franco Galiano 

Musiche: Michele Brava

Costumi: Andrea Cavalletto

Trucco: Teresa Patella, Roberto Pastore 

Paese di distribuzione: Italia, Francia

Produzione : Productions, Rai cinema

Distribuzione in Italiano: 01 Distribution

Anno: 2020

 

Interpreti : 

Sergio Castellitto, Francesco Patanè,

Tommaso Ragno, Clotilde Courau,

Fausto Russo Alesi, Massimiliano Rossi

Elena Bucci, Lidiya Liberman, Lino Musella

Janina Rudenska, Paolo Graziosi

 

Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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