Lunedì, 26 Agosto 2019
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Boom di ascolti al debutto su Sky Atlantic per 'Chernobyl'

Boom di ascolti per “Chernobyl” che in onda su Sky Uno lunedì sera totalizza oltre 550mila spettatori diventando già al suo debutto la miglior serie di sempre su SKy. 

 

Dopo tanta attesa è finalmente arrivata anche in Italia la nuova serie TV di Sky e HBO sul disastro che ha colpito la centrale di Chernobyl, in Ucraina, la notte del 26 aprile 1986. La serie narra dell’esplosione avvenuta nella centrale nucleare quella notte, durante l’esecuzione dei test di sicurezza, che interesserà  uno dei quattro reattori che da soli producono il 10% dell’energia elettrica dell’Ucraina, precisamente il reattore numero 4, in cui verranno disabilitati i relativi dispositivi di sicurezza: qualcosa durante i test andrà storto, forse un errore umano, che provocherà l’esplosione del reattore; quest’esplosione libererà una gran quantità di grafite e provocherà un incendio che porterà alla dispersione nell’aria di isotopi radioattivi.

Da allora sarà emergenza radioattività, la quale non interesserà solo l’area intorno alla centrale, in primo luogo la città di Prypjat,  e l’Ucraina ma anche gran parte di altri paesi europei e paesi vicini, tra cui l’Italia, preoccupando vasta parte della popolazione, date le gravi conseguenze che potrebbe portare l’inalazione di sostanze radioattive. Infatti, ancora ad oggi vi è una controversia sull’esatto numero dei morti provocato dall’esplosione: oltre alle morti causate dall’incidente, bisogna anche considerare le morti causate dalla propagazione della nube radioattiva, la quale ha portato numerose malformazioni in alcuni soggetti ed è considerata a tutt’oggi, causa di moltissime morti per tumori.

La serie, potrebbe suscitare grande interesse in tutti coloro che, in quegli anni, anche se non abbastanza adulti, hanno sentito e sono rimasti assai colpiti da questa preoccupante vicenda, che hanno assistito alle immagini del disastro, guardandole in TV ed immedesimandosi magari nei loro coetanei ucraini, costretti ad abbandonare i loro luoghi e le loro abitudini da questa tragedia di cui ancora oggi, a distanza di parecchi anni, se ne risentono le conseguenze sia sull’ambiente che sulla salute della popolazione.

La prima puntata, come si può intuire già dal titolo,“1:23:45”, ovvero l’ora esatta in cui è scoppiato l’incendio, è interamente basata sul racconto di ciò che è successo quella notte, con dei toni estremamente drammatici, realistici e crudi, soprattutto nelle scene in cui viene rappresentato il dolore di coloro che vengono a contatto con le sostanze tossiche. Interessante è la costruzione delle scene, i cui particolari, accuratamente rappresentati, donano allo spettatore un susseguirsi di emozioni e alimentano sempre di più la suspense  per ciò che succederà nelle puntate a seguire. Particolare attenzione merita la scena in cui si intravedono gli abitanti sul ponte della città ad osservare da lontano l’incendio, con i bambini che giocano mentre nell’aria iniziano ad espandersi i minuscoli ed invisibili frammenti di grafite che cadono su di loro, inconsapevoli vittime del disastro ambientale.

Un merito va anche alla corretta rappresentazione del periodo storico, con una fedele immagine della situazione politica del paese in quegli anni.  

Già dal suo primo episodio quindi, la serie sembra promettere di donare una fedele rappresentazione della vicenda, meritando di essere seguita.

 

Federica Saporita

11 giugno 2019

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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