Lunedì, 17 Giugno 2024
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Escher a Palazzo Bonaparte: una mostra e tante curiosità per escherizzare ogni visitatore

Recensione della mostra Escher presso Palazzo Bonaparte dal 31 ottobre 2023 al 1° aprile 2024

 

Sono passati esattamente 100 anni dalla prima volta che Maurits Cornelis Escher mise piede a Roma, nel 1923: ed è proprio nella Capitale che si celebra la sua arte con una grande mostra all’interno dei lussuosi spazi di Palazzo Bonaparte, predisposti per accogliere il visitatore in quella che probabilmente è la più completa esibizione sul geniale artista olandese. Circa 300 opere che ne ripercorrono la vicenda esistenziale e creativa, con un importante focus sul suo rapporto con quell’Italia che tanto ne influenzò la poetica.

Le sale di Palazzo Bonaparte vengono in qualche modo oscurate per permettere la massima valorizzazione di quanto esposto: gli stucchi e gli affreschi settecenteschi diventano quasi invisibili per far posto alle creazioni di Escher, eccezion fatta per una copia in gesso del Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore di Antonio Canova quasi a ricordare chi furono i proprietari più illustri della residenza. In un percorso efficacemente cronologico, chiunque ha modo di approfondire non solo i principi matematici, geometrici e architettonici dietro le visionarie illusioni ottiche o l’innovativo modo di ritrarre un paesaggio di Escher ma anche i debiti artistici con l’Art Nouveau e autori considerati più classici come il celeberrimo incisore Giovanni Battista Piranesi. 

Notevole importanza è, giustamente, data ai soggiorni italiani: dopo la Toscana, l’Umbria e la Liguria, Escher sceglie di visitare il Lazio. Da Frascati si trasferisce a Roma nel 1927: più esattamente in una palazzina al 122 di via Poerio, a Monteverde Vecchio, nel cui ultimo piano si trova il suo studio. Lo stesso eternato nell’ormai iconica Mano con sfera riflettente. Una delle sue passioni, inoltre, è ritrarre scorci e particolari della Roma antica e barocca. Stupendi quelli realizzati alla luce di una piccola torcia elettrica e che vanno a comporre la serie dei 12 Notturni romani, che incantano chi li guarda per l’atmosfera estremamente intima. Dell’Italia lo affascina molto anche il Sud, di cui si dichiara incredibilmente interessato a causa dell’eredità architettonica lasciata dai mori e che si traduce, per esempio, nei tetti tondeggianti. Lo colpiscono, oltre a ciò, certi scorci paesani come si nota in Strada a Scanno, Abruzzo o talune tradizioni un po’ lugubri di cui ci rimane Mummie di preti a Ganci, Sicilia. Quest’idillio si interrompe nel 1935, quando Escher decide di portare con sé tutta la famiglia in Svizzera per allontanarsi dal regime fascista di cui non condivide assolutamente l’ideologia. Da qui in poi Escher abbandonerà man mano la riproduzione paesaggistica per dedicarsi a quelle visioni interiori che hanno nell’architettura impossibile e nell’ambiguità della simmetria creativa la loro principale cifra stilistica. 

La mostra di Palazzo Bonaparte copre, dunque, l’intero scenario artistico di Escher: autoritratti, paesaggi, simmetrie. Opere famose, come Vincolo d’unione o Mani che disegnano, si alternano a creazioni meno note ma altrettanto accattivanti. C’è spazio anche per le curiosità: per esempio di quando scrisse a Peter Swales, assistente dei Rolling Stones in risposta a una richiesta che nel 1969 il leader del gruppo gli faceva tramite lettera, chiamandolo confidenzialmente per nome e chiedendogli educatamente di mettergli a disposizione un suo lavoro o di crearne uno appositamente per la copertina di Let it bleed. Si legge: “Non posso assolutamente accettare ulteriori incarichi o perdere tempo per la pubblicità. A proposito, la prego di dire al signor Jagger che non sono Maurits per lui, ma molto sinceramente, M. C. Escher”. Ciononostante il suo lavoro ha avuto un enorme influenza sulle più diverse espressioni artistiche di questo e dello scorso secolo, dai fumetti della Sergio Bonelli Editore alle pellicole di Christopher Nolan per non parlare del suo contributo più o meno volontario allo sviluppo della grafica pubblicitaria. Alla base di cui, comunque, ci son rigorosi principi e leggi scientifiche spiegati con un linguaggio il più comprensibile possibile attraverso istruttivi pannelli di sala. Arricchiscono, infine, l’esperienza, alcune postazioni dove i visitatori possono giocare a escherizzarsi quasi fossero loro i protagonisti di alcune sue creazioni. Chissà cosa avrebbe detto M. C. Escher di tutte queste nuove possibilità.

 

Cristian Pandolfino

6 dicembre 2023

 

Immagine

Maurits Cornelis Escher, Mano con sfera riflettente, 1935 – Litografia, 31,8x21,3 cm - Collezione Maurits, Bolzano; All M.C. Escher works © 2023 The M.C. Escher Company. All rights reserved - www.mcescher.com

 

Informazioni

Palazzo Bonaparte
Escher

Orari apertura 

Dal lunedì al giovedì 9.00 - 19.30
venerdì, sabato e domenica 9.00 - 21.00
(la biglietteria chiude un'ora prima) 

Aperture straordinarie

Martedì 31 ottobre 9.00-21.00
Mercoledì 1 Novembre 9.00-21.00
Venerdì 8 Dicembre 9.00-21.00
Domenica 24 Dicembre 9.00-18.00
Lunedì 25 Dicembre 14.30-21.00
Dal 26 fino al 30 dicembre 9.00-21.00
Domenica 31 Dicembre 9.00-18.00
Lunedì 1 Gennaio 12.00-21.00
Dal 2 fino al 7 Gennaio 9.00-21.00
Domenica 31 Marzo 9.00-21.00
Lunedì 1 Aprile 9.00-21.00
(la biglietteria chiude un'ora prima)

Informazioni e prenotazioni

T. + 39 06 87 15 111

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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