Lunedì, 03 Ottobre 2022
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Oriente Occidente, un Festival che guarda all'inclusione e all'accessibilità

Il Festival Oriente Occidente, giunto all'edizione numero 42 Mediterranei, con il suo nome plurale, pone al centro del suo operato i temi dell'appartenenza, dell'identità, della comunità e delle relazioni, affrontandoli attraverso il linguaggio della danza, che supera per sua natura i confini e le barriere linguistiche, al quale si aggiunge quello della musica, che con la danza condivide queste caratteristiche.

Un Festival della durata di otto giorni, dal 3 settembre al 10 settembre, in cui si esibiranno 18 compagnie da tutto il mondo, e sarà possibile assistere a 34 eventi tra spettacoli e conferenze, nella città di Rovereto.

È dal 2014 che il Festival, attraverso la partecipazione della compagnia Candoco, ha dato il via a un percorso che ha potuto segnare una pista di lavoro particolarmente significativa nella relazione tra danza e disabilità; per questo si ricorda anche il progetto EBA - Europe Beyond Access di cui Oriente Occidente è capofila, che ha come vision quella di abbattere l’isolamento degli artisti con disabilità ampliando i loro orizzonti e promuovendo il loro sviluppo creativo, presentandone i lavori più rilevanti e innovativi al pubblico europeo.  Le finalità del progetto sono dunque quelle di favorire la mobilità internazionale, promuovendo la formazione, la sensibilizzazione del pubblico e la realizzazione di focus tematici per ogni gruppo coinvolto: dagli artisti ai professionisti, dai programmatori al pubblico.

L'impegno degli ultimi anni ha allargato maggiormente i suoi orizzonti, rivolgendosi non solo a progetti che coinvolgono artisti con disabilità, per creare insieme spettacoli innovativi, ma anche all'accessibilità ampliando la fruizione da parte del pubblico disabile, offrendo così una profonda ricchezza estetica e artistica, a 360°.

Come recita l'articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici”.

Il Festival seguendo l'articolo alla lettera, si è reso sempre più accessibile rendendo fruibile gli spazi attraverso una "comunicazione chiara con zero sorprese" come afferma Susanna Caldonazzi, responsabile dell'ufficio stampa, dotandoli di descrizioni precise: lo studio e i teatri hanno posti riservati a persone con mobilità ridotta e in carrozzina, è previsto accesso in autonomia al foyer di entrata, alla platea e ai bagni e sono disponibili parcheggi riservati nelle immediate vicinanze.

Non si parla però soltanto di accessibilità relativamente agli spazi, ma anche alle performance del Festival, che vedono il pubblico con disabilità pienamente fruitore degli eventi.

Per quest’anno il Festival ha introdotto una nuova figura, quella dell’Accessibility Manager, nella veste di Diana Anselmo (professionista sorda), ed è proprio a lei che rivolgeremo le nostre curiosità riguardo l’organizzazione e le novità apportate.

 

Gli spettacoli fruibili dalle persone sorde (che riportiamo a conclusione dell'articolo), come sono stati scelti tra il fitto calendario del Festival?

Benchè per la sua struttura la daza appaia già a monte più accessibile di altre arti dal vivo (come il teatro per non udenti, per esempio), è tuttavia il caso di notare che vi sono spettacoli di danza in cui l'elemento visuale è più o meno centrale, in alcuni casi lasciando il primato della rilevanza drammaturgica all'apporto sonoro.

Quando si parla di accessibilità vi è indubbiamente una parte "strumentale", ma vi è anche una parte più sinuosa legata ad un'accessibilità culturale.

La danza, per le persone sorde, non è sempre accessibile in questo secondo senso: pensiamo ad opere dove la musica è totalmente predominante. Pertanto la scelta di quali spettacoli siano più adatti alla cultura sorda deve indubbiamente tenere di conto il fattore scenico e visivo, prediligendo la ricchezza di questi. E su come fare a decretare se uno spettacolo è abbastanza visuale o no... beh, chiedete ad una professionista sorda!

 

Grazie a una sperimentazione iniziata nel 2019, in collaborazione con ENS – Ente nazionale Sordi, tutti gli spettacoli in programma sono accompagnati dalla possibilità di utilizzare i Subpac, puoi illustrarci cosa sono, come vengono utilizzati e distribuiti all’interno del Festival?

Sono degli innovativi strumenti audio-tattili nati per esperienze di realtà virtuale, dei device che si poggiano sulla schiena e vibrano in accordo con la musica. Le note più gravi vengono percepite nella zona lombare e quelle più acute in alto. Ogni spettacolo ha a disposizione fino a 9 sedute con SUBPAC da poter essere utilizzate dal pubblico sordo.

 

Che risposta state avendo da parte del pubblico (disabile e non), rispetto all’accessibilità di questi anni? 

La risposta è cresciuta col passare degli anni soprattutto per via del fatto che anno dopo anno il festival Oriente Occidente, che in questo è stato il pioniere, ha iniziato a incrementare la quantità di responsabilità data alle persone con disabilità che vi lavoravano e collaboravano. Io per esempio ho iniziato da assistente e come tutti gli assistenti avevo come compito principale imparare dalla mia tutor, mentre poi con gli anni siamo arrivati al passaggio di un incarico di responsabilità per cui adesso sono accessibility manager del festival. 

In questa maniera non si trattava più di eseguire le direzioni di un comparto che non esperiva la disabilità nella sua esperienza quotidiana, ma si è trattato di decidere autonomamente come muovermi per il festival - partendo appunto dal mio incarnato di persona sorda.

 

Un Festival in conclusione che vuole far parte di un mondo che considera la cultura un diritto universale e l'educazione della bellezza un esercizio di cittadinanza, con un'attenzione alle caratteristiche del singolo.

 

 

 

Alessia Fortuna

5 settembre 2022

 

informazioni

Gli spettacoli di danza che prevedono l'utilizzo dei Subpac:

 

-         𝙕𝙚́𝙥𝙝𝙮𝙧 di Mourad Merzouki, 3 settembre ore 20.30, Teatro Zandonai

https://bit.ly/3SMaxi6

 

-         𝙈𝙖𝙣𝙗𝙪𝙝𝙨𝙤𝙣𝙖 di Pablo Girolami, 5 settembre ore 18, Giardino delle Sculture del Mart

https://bit.ly/3bGUrWl

 

-         𝙊𝙪̈𝙢 di Fouad Boussouf, 5 settembre ore 20.30, Teatro Zandonai

https://bit.ly/3bN16Os

 

-         𝙋𝙖́𝙣 di T.H.E Dance Company, 10 settembe ore 20.30, Auditorium Melotti

https://bit.ly/3AeZeYi

 

 

 

 

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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