Lunedì, 03 Ottobre 2022
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Licia Amendola e Simone Guarany ci parlano di “Caso mai”: parlare di Sla per comprendere meglio di che ne soffre

Licia Amendola e Simone Guarany ci parlano dello spettacolo Caso mai, l’imprevedibile virtù della dignità in scena la teatro Cometa Off di Roma dal 24 al 29 maggio 2022

 

Caso mai è uno spettacolo che affronta la storia di due ragazzi che si trovano a dover affrontare la diagnosi di Sla. Come è nato lo spettacolo?

Simone Guarany. Diversi anni fa, mentre ero in vacanza a Tarquinia con mia madre, vidi una video intervista di un dottore che raccontava la sua esperienza con la Sla. La forza, la speranza e la voglia di vivere che dimostrava nonostante quella diagnosi mi avevano lasciato senza parole. Non riuscivo a capire come un uomo di quarant’anni, con una famiglia e nel pieno della carriera potesse essere felice di continuare a vivere anche se ormai a causa della malattia erano tre anni che poteva bere acqua solo tramite una cannuccia… Qualche mese dopo tornai a riflettere sull’argomento dopo aver visto il film “La teoria del tutto” che racconta la vita di Stephen Hawking. Decisi così di scrivere una storia che parlasse di questa tematica. Nel 2016 ci fu il debutto dello spettacolo che però poi è stato messo da parte. Oggi con Licia lo abbiamo ripreso ma modificandolo ed ampliandolo in maniera netta.

 

Cosa è cambiato rispetto a quella prima messa in scena, in che modo avete provato ad approfondire questa delicata tematica?

Licia Amendola. Abbiamo ripreso in mano la prima sceneggiatura e da lì abbiamo cercato di lavorare sui personaggi cercando di ampliare lo sguardo anche sulle relazioni con i familiari. Abbiamo concepito lo spettacolo in modo tale che lo spettatore possa ritrovarsi a vivere anche il trauma delle persone che vivono accanto ai malati. Raccontiamo i vari punti di vista e anche i diversi comportamenti attuati dalle rispettive fidanzati dei protagonisti, c’è chi rimanere vicino alla persona amata e chi non trova la forza sufficiente. 

Nello spettacolo vengono raccontanti sostanzialmente tre tipi di dolore. Quello del paziente a cui viene diagnosticata la malattia, quello delle persone che lo amano e gli sono vicine e quello dei medici. Su quest’ultimo aspetto abbiamo fatto una vera propria ricerca sul campo andando a parlare con il dottor Mario Sabatelli, direttore clinico del Centro  Nemo. Parlare con lui è stato illuminante per comprendere l’atteggiamento e l’approccio giusto che un medico deve perseguire con i pazienti. Lui è stato molto disponibile e quando ci ha parlato, con grande passione, del suo lavoro ci siamo commossi, anche perchè le sue parole erano le stesse che avevamo usate per il medico protagonista del nostro spettacolo. In quel momento abbiamo capito che eravamo sulla strada giusta e che questa messa in scena poteva veramente fare molto per sensibilizzare sull’argomento.

 

Recentemente la consulta ha dichiarato inammissibile il referendum sull’eutanasia. Nello spettacolo come viene affrontata questa tematica?

Licia Amendola. È un tema che nello spettacolo viene accennato. Siamo voluti rimanere fuori da riflessioni di carattere politico o di dibattito intorno a questo tema per lasciare spazio al singolo spettatore di sviluppare un suo pensiero critico. Ci tengo a dire che la confusione sul tema è molta e che noi stessi abbiamo avuto modo di capire e comprendere meglio alcune differenze, che nello spettacolo vengono spiegate bene, come quelle fra eutanasia, fine vita o cure palliative. I personaggi dello spettacolo prendono tutti delle loro posizioni ben marcate intorno a questi temi ma, ripeto, lasciamo allo spettatore il compito di farsi una sua idea e magari lo stimolo di informasi ulteriormente. 

 

Il vostro spettacolo ha ricevuto il sostengo di diverse realtà fra cui quello dell’AISLA…

Licia Amendola. Per noi è stato molto importante il loro sostegno anche perchè è stato grazie a loro che abbiamo potuto capire meglio alcune questioni come quelle dell’eutanasia e delle pratiche di fine vita. Siamo arrivati a loro perché la prima persona ad aver letto la sceneggiatura è stata la madre dell’attore Claudio Colica, che è affetta da Sla. È stata lei ad apprezzare il lavoro che avevamo fatto e ci ha messo in contatto con loro. Devo dire che sono stati subito disponibilI e c’è stata una video conferenza che hanno organizzato con Alberto Fontana, Presidente Centri Clinici NeMO, Stefania Bastianello, Direttore Tecnico e responsabile del Centro di Ascolto AISLA Onlus, Stefania Pozzi, Direttore comunicazione Centri Clinici NeMO, Grazia Micarelli, Direttore Generale AISLA Onlus che ci ha permesso di migliorare ulteriormente alcuni dettagli dello spettacolo.

 

Cosa vi aspettate per il futuro di questo spettacolo dopo il debutto di questi giorni al Cometa Off?

Simone Guarany. Il nostro è uno spettacolo autoprodotto, ci siamo trovati a fare tutto da soli, dalla stampa delle locandine alla ricerca dei materiali scenografici, con grande fatica ma convinti nella buona riuscita finale. Speriamo che sia così e che il Cometa Off possa essere un trampolino di lancio per una possibile tournée in Italia.   

 

 

Enrico Ferdinandi

26 maggio 2022

 

Informazioni

Il cast è composto da: Simone Guarany, Marco Giustini, Licia Amendola, Maria Sessa, Chiara Becchimanzi, Giulia Bornacin (sostituirà Chiara Becchimanzi nelle prime tre date) e con la partecipazione straordinaria di Giorgio Gobbi.

Regia: Licia Amendola & Simone Guarany

Aiuto Regia: Giulia Bornacin

Scenografia e fotografia: Fabrizio Piergiovanni

Costumi: G.d.F. Studio

musiche originali di : Giacomo Vezzani

Produzione: Calabria Movie

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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