Lunedì, 03 Ottobre 2022
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Eugenio Guarducci ci parla della XXXVI edizione del Todi Festival

Intervista a Eugenio Guarducci, direttore artistico del Todi Festival, in scena dal 27 agosto al 4 settembre 2022 a Todi

 

Questa estate 2022 registra una netta ripresa del turismo e delle attività produttive, comprese quelle degli spettacoli dal vivo. Che risposta vi aspettate per quest’edizione del Todi Festival?

È vero sembra che la ripartenza finalmente ci sia stata e speriamo che prosegua anche a Todi con il nostro festival giunto ormai alla sua trentaseiesima edizione. Devo dire che l’estate che stiamo vivendo ha visto una richiesta veramente alta di spettacoli dal vivo. La società che organizza il Todi Festival si occupa anche di allestimenti di palcoscenici per concerti ed eventi all’aperto e in questi mesi abbiamo avuto una richiesta che è andata ben oltre le migliori aspettative. Devo dire che non è stato facile portare a termine tutti i cantieri ma alla fine ci siamo riusciti…

Colpa della mancanza di lavoratori?

Sì abbiamo riscontrato una grande mancanza di manodopera che ha reso difficile portare a termine i lavori che avevamo preso perchè ne sono arrivati molti più di quanto preventivato, ma come detto alla fine ci siamo riusciti lo stesso a chiudere tutti i lavori.

 

Segno che le persone hanno voglia di spettacoli dal vivo, “grazie” al Covid la passione per il teatro si è riaccesa?

Sicuramente il Covid ha accelerato alcuni processi creativi da una parte e alcune esigenze del pubblico dall’altra. Il Todi Festival sicuramente non abbandona la magia del teatro come luogo fisico, lo spettacolo all’aperto è funzionale in estate e in caso di pandemia, ma la magia che instaura a teatro non è replicabile altrove, bisogna stare attenti a non prendere derive pericolose e abbandonare certi spazi, bisogna sempre preferire un certo equilibrio. 

 

Il Todi Festival si apre con lo spettacolo “Il corpo della donna come campo di battaglia” di Matëi Vişnie e con protagoniste Marianella Bargilli e Annalisa Canfora. Uno spettacolo che affronta sia il tema della guerra che quello della violenza delle donne. Perchè avete scelto questo spettacolo?

Si tratta di uno spettacolo che pone riflessioni che un festival come quello di Todi deve e può presentare al suo pubblico. Può aiutare a mettere in risalto una problematica che altrimenti, fra una caduta di governo e una campagna elettorale, potrebbe sparire dai riflettori. Quella raccontata dallo spettacolo è una storia che parla di un periodo storico diverso da quello che viviamo oggi, ma non distante e ci ricorda certi episodi che vediamo da mesi in Ucraina, con donne usate come un campo di battaglia costrette a violenze fisiche inenarrabili. Avevamo voglia di aprire con una riflessione su questi temi.

 

Al centro del Todi festival c’è anche il Todi Off, che nelle scorse stagioni ha raccolto un grande consenso…

Siamo alla sesta edizione di questa edizione Off seguita da Roberto Biselli, del Teatro di Sacco, con il quale l’anno scorso avevamo lanciato una call alla quale avevano risposto oltre 450 realtà con i loro progetti teatrali, un numero veramente inaspettato. Quest’anno invece abbiamo deciso di andare a scovare da soli quelle produzioni che, nei circuiti “ordinari” del teatro, fanno fatica ad emergere o che non trovano il giusto spazio nei festival estivi più visibili. Abbiamo fatto un’operazione di ricerca per dare visibilità a compagnia che propongono un’offerta in chiave contemporanea. 

 

Anche quest’anno le vie di Todi saranno animate da eventi artistici e performance, cosa prevede il programma?

Al centro della piazza del Popolo ci sarà una grande scultura digitale, di Fabrizio Plessi che ha realizzato anche l’immagine del manifesto di questa edizione. Un’opera emblematica del linguaggio digitale sempre più presente nelle nostre vite. Poi abbiamo dei bellissimi eventi al chiostro di San Fortunato dove farà capolino non solo la poesia con un omaggio a Patrizia Cavalli, recentemente scomparsa, con la presenza di Mariangela Gualtieri, ma anche la musica con protagonista Frida Bollani. Un’esclusiva del Todi Festival della quale siamo molto contenti è proprio dare vita a spettacoli nel centro storico della città.

 

Come da tradizione il festival si chiuderà con un concerto dal vivo al teatro Comunale, quello di Patty Pravo.

La sua performance è veramente adatta al palcoscenico teatrale, molto più efficace che nella dispersione di una piazza. La Pravo manca dalla scene umbre da diversi anni, dal 2015, e si innesta anche in un percorso che ha visto protagonisti nelle passate stagioni artisti come Vecchioni, Cristicchi, Vanoni e la Bertè che soddisfano un target di pubblico più adulto. Questa estate infatti abbiamo notato che ci sono stati veramente molti concerti per giovanissimi e si è pensato poco a target più adulti, cosa che abbiamo cercato di fare noi con il concerto di chiusura del Festival.

 

 

Enrico Ferdinandi

10 agosto 2022

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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