Lunedì, 17 Giugno 2024
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Valentina Escobar: la poesia del teatro a tutto tondo

Una lunga chiacchierata con la coreografa e regista, figura emergente di grande spessore e dal successo internazionale.

Valentina Escobar è figura di grande interesse nel mondo della danza e del teatro.

Suo padre Sergio è stato un grande personaggio del teatro italiano . ha ricoperto per molto tempo ruoli di grande rilevanza  alla Scala, fondandone, con Claudio Abbado, l’orchestra filarmonica. Sovrintendente prima del Comunale di Bologna, poi del Carlo Felice di Genova, successivamente dell’Opera di Roma, nel 1998 è stato nominato Direttore del Piccolo di Milano.

Probabilmente un simile sponsor avrebbe facilmente aperto molte porte, ma la signora Escobar ha scelto una strada differente: quella dello studio appassionato prima e della gavetta poi.

Studia con passione danza e, per dieci anni, anche  pianoforte, poi canto lirico con Rita Patanè, recitazione e mimo con la grande Narcisa Bonati.

Frequenta la Scuola d’Arte Drammatica ‘Paolo Grassi’ e s specializza con le Masterclass del Piccolo teatro di Milano, sotto la guida, fra gli altri,  di Peter Brook e Peter Stein.

Muove i primi passi come aiuto regista, proprio a Trieste in occasione di una ripresa, nel 2003, di ‘Così fan tutte’ di Strehler,  per poi diventare regista collaboratrice, coreografa, regista, lavorando accanto a veri capisaldi del teatro, come Carlo Battistoni, Marise Flach, Robert Carsen, Henning Brockhaus.

I consensi sono solidi, anche perché il suo stile è molto ricco di riferimenti culturali, la coreografie costruite addosso agli interpreti, l’interazione con la musica è sapiente, intensa.

Nei suoi lavori sono banditi luoghi comuni e facili effetti, a favore di un viaggio nella poetica della vita, a plasmare, attraverso l’autenticità narrativa, personaggi ricchi di  drammaticità, ironia, sorrisi e capaci di suscitare  lacrime di commozione.

Tanti i premi, in Italia ed all’estero, ma questo non la spinge a  lasciare il ruolo di coreografa, che le consente,  fra le altre cose, di cementare il rapporto artistico con Brokhaus, con il quale firma, fra gli altri: ‘ La serva padrona’, ‘atto senza parole’, ‘ Traviata ‘, ‘ Lucia di Lammermoor’, ‘Macbeth’, ‘ Rigoletto’, ‘ Otello’, ‘Lohengrin’.

Adesso i due firmano a Trieste una nuova edizione di ‘Il Castello di Barbablu’’ di Bartok, per il quale  hanno pensato all’inserimento di un gruppo di ballerini e mimi che cercano di tradurre in gesti e movimenti l’animo dei personaggi, il senso della vicenda, peraltro cantata in lingua originale: l’ungherese.

Proprio a Trieste, durante le prove dello spettacolo, la incontriamo per una lunga e piacevole chiacchierata, dalla quale emergono ancora più evidenti l’entusiasmo, la passione, ma anche l’umiltà  ed il grande lavoro di preparazione che caratterizzano il suo operato.

 

Lei nasce in una famiglia speciale, nel senso che il teatro e la lirica erano una passione comune dei suoi . Come è stata avvicinata al mondo della danza e del teatro? 

Per mia madre il teatro è solo passione , per mio padre lavoro così fin da piccola quando potevo andavo con lui a vedere le prove e gli spettacoli . Il mio primo spettacolo l’ho visto alla Scala quando ero piccolissima, lui e Carlo Fontana lavoravano insieme come collaboratori strettissimi del Sovrintendente dell’epoca: Carlo Maria Badini. Un giorno mio padre decise di portarmi alle prove della storica Traviata diretta da Riccardo Muti con la regia di Liliana Cavani e protagonista Tiziana Fabbricini... da li è nato il mio amore per il Teatro, nel ‘93 mio padre in qualità di Sovrintendente del Comunale di Bologna mi ha portato con se’ in tournée a Tokyo, assistevo a tutte le prove di bellissimi spettacoli con artisti d’eccellenza quali Lamberto Puggelli, Roberto De Simone, Mirella Freni, Nicolai Ghiaurov,Leo Nucci, Luciana Serra , Fiorenza Cossotto, rimasi affascinata dalla loro splendida Arte e decisi che da grande avrei studiato per diventare anch’io una professionista dello spettacolo.

 

 Quali sono stati i primi spettacoli che ricorda e quale  le ha fatto capire che non avrebbe voluto fare altro nella vita che respirare il profumo del palcoscenico? 

 

Sicuramente la Traviata scaligera sopra citata e l’ Adriana Lecouvreur che ho visto nella tournée a Tokyo con la regia di Lamberto Puggelli, la direzione d’orchestra del Maestro Roberto Abbado e protagonista Mirella Freni della quale ho sempre ammirato non solo la sua splendida voce e umanità, ma anche la capacità di entrare nell’anima dei personaggi.

 

I suoi familiari l’hanno appoggiata oppure, proprio perché conoscevano bene quel mondo così complesso,  erano spaventati da una scelta professionale così faticosa?

Ben consci delle difficoltà non mi hanno mai ostacolata nelle mie scelte forse anche perché non glielo avrei permesso. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con entrambi, ma come sappiamo esistono anche genitori egoisti che impongono le loro scelte ai figli: non lo avrei mai permesso con tutto il rispetto. I genitori danno la vita ai figli ma  non hanno diritto di rovinargliela e ovviamente vale anche il contrario: sia i figli sia i genitori hanno diritto di fare le proprie scelte.

 

 I suoi studi sono decisamente articolati: danza, canto, recitazione per poi dedicarsi alla regia. Quanto conta per un regista conoscere  le difficoltà e le necessità di cantanti e ballerini? 

 

Penso sia molto importante ed è per questo motivo che ho deciso di studiare anche recitazione, danza e canto ( non ho mai pensato di cantare, non ho la voce per farlo e non mi interessa neanche fare la cantante , ma sono convinta che un buon regista o coreografo di opera lirica debba anche conoscere molto bene sia la musica, sia le difficoltà e potenzialità dei cantanti.)

 

Nel suo curriculum ci sono grandi incontri: fra gli altri Strehler, Peter Brook, Peter Stein  e Henning Brockhaus, con il quale l’intesa sembra assoluta. Ci descriverebbe con poche parole questi maestri e come è stato incontrarli?

 

Il mio incontro con Strehler purtroppo per questioni anagrafiche non è mai stato diretto pur ritenendolo ovviamente un maestro indimenticabile della regia. Professionalmente l’ho conosciuto riprendendo alcuni suoi spettacoli all’inizio del mio percorso professionale con i miei Maestri suoi strettissimi collaboratori: Marise Flach e Carlo Battistoni, le sue storiche attrici Narcisa Bonati e Giulia Lazzarini . Con Peter Stein e Peter Brook ho avuto la fortuna di seguire una bellissima Masterclass in occasione del Festival dei Teatri d’ Europa a Milano. A proposito di Strehler voglio ricordare anche un altro mio Maestro suo strettissimo collaboratore per tanti anni oltre che regista: Walter Pagliaro, al quale devo tantissimo in termini artistici. Un giorno decisi di inviare il mio curriculum a Brockhaus nella speranza di poter collaborare con lui, lavoravo già da dieci anni perché ho iniziato prestissimo: ci siamo incontrati ed è nata subito una grande intesa artistica .

 

Prima  di entrare in teatro da protagonista, quali sono gli spettacoli che giudica pietre miliari per la sua formazione?

La Tempesta di Strehler, il suo Re Lear, le sue nozze di Figaro scaligere, l’ Amleto di Peter Brook.

 

 

Ha  lavorato con moltissimi registi importanti. Con quali si è sentita in particolare sintonia ed in occasione di quali spettacoli?

 Difficile dirlo, nessuno si offenda se non viene citato per carità, sono appunto tanti ma i rapporti artistici più intensi e belli professionali li ho avuti sicuramente con Brockhaus in italia e all’estero ( Traviata, Mahagonny, Don Giovanni, Lucia di Lammermoor, Macbeth, Lohengrin ), Walter Pagliaro (abbiamo collaborato per sei anni e non posso dimenticare Walkiria, Siegfried e Goetterdaemmerung) e Robert Carsen ( Madre Coraggio e i suoi figli).

 

Lei  si muove su molteplici campi: in quale si sente più realizzata?

Nelle coreografie , ma desidero dedicarmi anche alla regia per spettacoli sia di prosa sia di lirica.

 

 Parlando di opera, quale è l’autore che più la coinvolge, il titolo che l’entusiasma portare in scena? 

Adoro sia Verdi, sia Donizetti, Mozart sia Rossini e Bellini. Sarei felicissima di fare Cenerentola, il Barbiere di Siviglia o il Turco in Italia! Per quanto riguarda Verdi mi piacerebbe moltissimo fare Aida, non mi annoio mai a riprendere Traviata e Macbeth. Inoltre qualche anno fa ho preparato un nuovo allestimento del Romeo et Juliette di Gounod con Tiziano Santi e Giuseppe Palella.

Ultimamente ho scritto anche due spettacoli dedicati a due grandi Artiste storiche per avvicinare anche il pubblico più giovane alla storia della musica: uno dedicato a Maria Callas scritto partendo dai ricordi di Giovanna Lomazzi sua amica e collaboratrice di sempre e l’altro alla Freni scritto da me e la figlia ( sarò sempre grata a entrambe per avermi aperto il loro cuore e i tanti bei ricordi condivisi , il bellissimo ,entusiasmante lavoro fatto insieme che ora cerco di portare avanti io compatibilmente con le attuali realtà produttive e le linee artistiche dei vari sovrintendenti o direttori artistici….non sarà facile considerando che le due grandi Artiste purtroppo non sono più vive , ma penso valga la pena trasmettere la nostra storia anche alle generazioni future pur tenendo sempre gli occhi aperti sul presente e sul futuro, ovviamente senza strumentalizzare nessuno o quanto meno provarci). 

 

Lei ha varcato le porte di moltissimi  teatri , in Italia e nel mondo. Ci sono dei luoghi cui lei si sente particolarmente legata? 

Ho sempre lavorato benissimo in tutti i teatri in Italia e all’estero, ma è sempre una gioia per me tornare a Trieste perché il mio debutto nella lirica l’ho fatto tanti anni fa proprio qui con i miei due Maestri Carlo Battistoni e Marise Flach in occasione della ripresa del Così fan tutte di Strehler.

 

Che tipo di rapporto si viene a creare fra lei e gli interpreti degli spettacoli che dirige? Come si pone nei loro confronti? 

Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con tutti , basato su stima e rispetto reciproco, armonia , fondamentale per vivere bene insieme e creare Arte.

Come  si pone il regista od il coreografo con il direttore d’orchestra? Mai avuto scontri clamorosi? 

Ho sempre rispettato i direttori d’orchestra e la stessa cosa hanno fatto loro con me. Quando si rispettano i ruoli, si hanno le idee chiare, la maturità per collaborare in armonia con serietà, passione e professionalità non ci sono problemi e tutto diventa molto piacevole nonostante l’impegno. Le persone intelligenti ed equilibrate non hanno alcun motivo di mancarsi di rispetto . Se mancano rispetto reciproco ed empatia, intelligenza ed equilibrio… meglio non collaborare proprio. Mi ricorderò sempre il Grande Maestro Zubin Mehta durante una prova di Rigoletto al Maggio Musicale Fiorentino: stavo montando le coreografie , a un certo punto mi sono avvicinata a lui con grande rispetto e ammirazione, stima , gli ho chiesto se gli dava fastidio un movimento in quella battuta musicale e la sua risposta è stata bellissima, ennesima dimostrazione della sua grandezza umana e artistica-” Certo che no . Va benissimo, è musicale. Io faccio il mio lavoro lei il suo-nessun problema”. Queste sono le grandi soddisfazioni indimenticabili. Così si dovrebbe lavorare sempre.

 

Molte  volte i cantanti sono stranieri, frequentemente dei paesi dell’estremo oriente e quindi molto lontani dalla formazione europea. E’ un problema per lei, che realizza regia dal grande valore simbolico, raffinate e per certi versi sofisticate?

Non è assolutamente un problema per me se sono bravi, seri , capaci e rispettosi. Certo l’oriente è diverso dall’occidente per tanti motivi ma le diversità non sono un problema. Pensi non solo ho lavorato benissimo anche in Korea con un cast tutto coreano, ma ho creato anche le coreografie per un ‘opera in cinese in Cina con ballerini ovviamente cinesi. Le difficoltà nella vita come in teatro nascono per essere superate e non mi spaventano affatto, anzi possono diventare uno stimolo in più.

 

La  sua carriera la vede spesso fare la spola fra l’Italia ed i teatri stranieri. Che differenze ci sono a livello organizzativo nei teatri e come cambia il rapporto con il pubblico? 

All’estero c’è un grande rispetto per i professionisti cosa che purtroppo non sempre avviene in Italia. Sembra assurdo dirlo ma mentre i teatri italiani sono sempre più in crisi, in Cina e nei paesi arabi stanno crescendo nuovi e immensi, l’amore e l’interesse per l’opera lirica sta crescendo sempre di più...la dice lunga sul nostro paese che è  la patria dell’Opera lirica.

 

Qualche  domanda per conoscere meglio i suoi gusti personali: che musica ascolta nel tempo libero? Sempre e solo classica, od esiste anche una play list decisamente meno accademica?

Passo dalla lirica a quella leggera, al jazz, country, new age, italiana, estera, orientale e occidentale. La musica per me è energia vitale, fonte di gioia ed emozioni. 

Il  danzatore o danzatrice che più ammira? 

Tra quelle storiche Carla Fracci, Luciana Savignano e tra la “nuova generazione” sicuramente Roberto Bolle.

 

Il  suo pittore del cuore?

Non c’è, ma adoro gli impressionisti, Raffaello, Giotto, Leonardo, Boldini, Cezanne, Renoir

 

Ha  lavorato con veri miti del palcoscenico. A quali si sente più legata? 

A tutti,  ma ci sono incontri professionali indimenticabili: Maria Guleghina, Leo Nucci , Chriss Merritt, Zubin Mehta, Gregory Kunde, Sonia Prina, Sonia Ganassi, Mariella Devia …. ce ne sono tanti altri e mi scuso con chi non nomino. Posso ritenermi fortunata.

 

Chi , fra i tanti artisti con cui ha lavorato, avrebbe meritato più attenzione dalla stampa e le piace ricordare?

Per fortuna hanno tutti successo e quindi la stampa giustamente li menziona tranquillamente. Non ho mai lavorato con artisti incompetenti e frustrati o non degni di essere citati dalla stampa.

 

Ricordiamo  con emozione le coreografie per il Macbeth con la regia di Henning Brockhaus. Chi è per lei Lady Macbeth? 

Un personaggio difficilissimo ma affascinante vocalmente . Per noi era la capa strega, una potenziale narcisista patologica che non conosce affetti , pensa solo al potere, per ottenerlo è disposta a uccidere senza scrupolo , ma poi una volta ottenuto e diventata criminale impazzisce, si rende conto della crudeltà di quanto ha fatto, vorrebbe togliersi il peccato di dosso, non ci riesce e quindi si uccide. Verdi scrive che deve avere una brutta voce perché quello che compie è brutto e io aggiungo che questa forza , carisma inquietante, culminante con la follia la deve mettere anche nel corpo . Del resto corpo e voce , musica, sono sempre legati. E’ una donna apparentemente forte , smaniosa di potere, ma in realtà poi ne diventa schiava, vittima. Spesso il potere fa perdere la testa a certe persone, molte ne abusano a scapito di altri e non solo in teatro , ma anche nella vita. Mi sento quindi di dire che purtroppo è un personaggio molto attuale. Qualche mese fa un nipote ha cercato di uccidere la zia novantenne per ereditare o ci sono figli che uccidono genitori appositamente,  godono della loro morte perché danno più importanza ai soldi che a tutto. Ci sono anaffettivi, squilibrati , che di fronte ai soldi e al potere diventano altre persone e spesso perdono il lume della ragione, commettendo crimini come se niente fosse.

 

Ed  invece come vede la vicenda di Barbablù?

Barbablu è un’opera molto affascinante ma al tempo stesso complessa, è basata sul continuo dualismo tra amore, incanto , attrazione, magia, sogno e crudeltà, violenza, dolore. Le mie coreografie sono basate sul simbolismo e su questa dicotomia, che si riscontra sia nel libretto sia nella partitura di Bartok.

 

Ultimamente   su Facebook ci sono stati dei suoi sfoghi  su delle difficoltà che si sono abbattute su di lei. Ha saputo uscirne a testa alta, dimostrando un carattere forte ed una personalità determinata, ma quanto è difficile lavorare nel mondo del teatro e quanto peso hanno ancora pregiudizi e pettegolezzi?

Non ce l’ho con nessuno, non voglio scandali o pettegolezzi inutili , sono in pace con  me stessa  e con il resto del mondo, non ho nessun disturbo caratteriale o mentale per fortuna, non sono frustrata, ho solo cercato il modo migliore di difendermi in accordo con esperti perché ho ricevuto messaggi inquietanti da parte di una persona che poi ha ammesso di avere dei problemi mentali ( mi dispiace se soffre per qualche motivo , ma io non posso farci niente purtroppo non sono uno psichiatra e deve curarsi con chi di competenza) dove si parla di odio, manipolazione, violenza, diffamazione, menzogna, bombe a orologeria ….era tutto talmente surreale che all’inizio mi sono fatta una risata, poi però ho preferito tutelarmi e tutelare la mia reputazione umana e professionale. Tutto qui. Sono una persona e una professionista onesta , seria ed affidabile ed equilibrata, se una persona vuole avere dei rapporti umani e professionali con me, equilibrati, sani e basati sul rispetto reciproco son ben contenta , se non vuole non obbligo nessuno ne’ professionalmente ne’ umanamente ( non è nel mio stile farlo) ,ma se mi arrivano minacce, vengo calunniata o diffamata, manipolata o mi accorgo di una manipolazione contro di me ( non sono paranoica e neanche ingenua però ) è chiaro che mi difendo come tutti ( è normale e mio diritto- dovere farlo), chiunque altro lo farebbe al mio posto. I pettegolezzi sono inutili e non mi interessano. Se dovessimo dare ascolto a tutte le cattiverie intorno a noi diventeremmo tutti paranoici, complessati e non vivremmo più. Preferisco dedicare la mia vita umana e professionale ad altro.  

Non discrimino chi è malato o ha dei problemi di qualche tipo, ma è importante che si curi accuratamente per il proprio benessere e quello altrui senza danneggiare in qualche modo altre persone. Sono buona , ma se mi devo difendere ovviamente mi difendo come tutti. .

 

Lei  è autrice di ‘Maria Callas  :La Divina … quando i sogni diventano realtà’. chi era per lei il soprano greco? 

Ho avuto la fortuna di scrivere questo testo con la Signora Giovanna Lomazzi persona umanamente piacevolissima e grande professionista, sua amica di sempre che l’ ha seguita anche in gran parte della sua carriera. Mi  ha deliziata con grande competenza e umanità raccontandomi i suoi ricordi umani e artistici con lei e ha quindi dato un valore aggiunto. E’ stata una gioia per me poterlo scrivere con lei e fare l’anteprima a Milano. Sarebbe voluta venire a vederla, ma purtroppo la natura non l’ha permesso. Io e l’attrice Cristina Castigliola abbiamo deciso di presentarlo comunque al pubblico e dedicarglielo , tenerla con noi in una delle sue splendide fotografie con la grande Artista. Non amo mitizzare nessuno però oggettivamente la Callas è stata un mito, una grande cantante e Artista completa con un repertorio vastissimo e un’estensione vocale pazzesca. Il nostro spettacolo è basato sui ricordi della Signora Lomazzi quindi sono protagoniste sia Maria, ovvero la donna, sia la Callas , sia Giovanna, la sua amica di sempre, la sua ancora di salvezza umana , il suo punto di riferimento umano e artistico.

 

Da  poco è andato in scena un altro spettacolo che la vede impegnata anche come autrice : ‘Rinasci Amor’ , sul tema complesso di Amore e violenza psicologica. Ce ne parla ?

Il tema della violenza psicologica è sempre troppo attuale purtroppo, l’ho subita sulla mia pelle da una persona con dei gravi problemi, come dicevo prima.  È  meno evidente e più difficile da dimostrare rispetto a quella fisica, ma penso sia molto importante prevenirla e parlarne, aiutare le donne a non sentirsi vittime, a reagire e rinascere così , senza fare nomi reali volutamente per non creare scandali ( non mi interessano e preferisco un mondo migliore, che tutti possano rifiorire , rinascere e trovare la pace),  ho deciso di scrivere questo spettacolo “Rinasci amor...viaggio poetico e teatrale oltre la violenza psicologica “basato sul dualismo tra la crudeltà , il bisogno di giustizia e la leggerezza poetica legata al sogno di riprendersi,  rinascere ( gli abusi e la violenza psicologica spengono) verso relazioni sane, basate su affetto, amore, stima, rispetto reciproco.

 

Facciamoci  del male: Qual è il suo rapporto con  recensioni: le legge o, come faceva la Simionato, le evita ? 

Le leggo con grande piacere ma anche attenzione: sono io la prima a cercare di dare il meglio quindi sono anche autocritica, apprezzo le critiche se sono costruttive , mi fa sempre piacere sapere l’opinione di pubblico e giornalisti, ma dopo anni di esperienza ed essendo per fortuna anche dotata di intelligenza, capisco al volo, sia che riguardino me,  sia altri colleghi, se sono utili o no, ovvero obiettive o troppo soggettive o costruite a tavolino ( un collega mi raccontava perfino di aver ricevuto una critica ovviamente falsa perché riguardava uno spettacolo che non era mai andato in scena… purtroppo succede anche questo anche se raramente per fortuna).Le critiche serie scritte da esperti onesti e competenti sono sempre utili , interessanti da leggere anche per noi professionisti dello spettacolo.

 

Cosa le piacerebbe vedere scritto di lei? 

La verità, ovvero che sono una persona e una professionista onesta, cerco sempre di fare al meglio il mio lavoro, senza far male agli altri con armonia, empatia e rispetto, serietà, competenza e passione.

 

Invece cosa le dà più fastidio? 

La stessa cosa che sicuramente da’ fastidio anche a tutti i miei colleghi onesti e capaci : la tossicità di certe persone, le mancanze di rispetto nei nostri confronti, i farabutti che fanno affari bruciando i professionisti a loro non graditi per qualche strano gioco di potere o economico , cattiveria , gelosia, invidia… tutte cose che non hanno nulla a che fare con l’arte, ma se dobbiamo difenderci lo facciamo tranquillamente senza farci mettere i piedi in testa. E’ solo un peccato perché l’arte dovrebbe avere dei valori alti , sublimi , essere distaccata dalla corruzione e da metodi a volte perfino illegali, squallidi.

 

Quali sono i prossimi impegni?

Mi aspettano tournèe in italia e all’estero, ma al momento preferisco non svelare troppo . Intanto vi aspetto a Trieste per il Barbablù che debutterà il 14 giugno al Teatro Verdi

 

Che  cosa le piacerebbe le avessi chiesto ed invece ho taciuto?

Direi che la nostra intervista è già abbastanza ricca di contenuti così.

 

Infine, ringraziando per la disponibilità e la cortesia, quali i suoi sogni?

Sono io che ringrazio sia lei sia i lettori, vi aspetto in teatro e sogno sempre un mondo migliore, un futuro pieno di pace, armonia, amore. Musica , Arte per tutti noi .

 

 

Gianluca Macovez

9 giugno 2024

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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