Lunedì, 28 Settembre 2020
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Modigliani il Principe, di Angelo Longoni: riconoscersi nell’altro restando fedeli a se stessi

Recensione di Modigliani il principe di Angelo Longoni, edizioni Giunti. La Giunti è una storica casa editrice fiorentina, capogruppo del secondo gruppo editoriale italiano. Oltre all’attenzione per la narrativa, il gruppo editoriale si interessa anche dei settori dell’editoria scolastica, di manualistica e arte.

 

 “(…) sono una traduttrice, trascrivo testi dal francese in italiano, nel mio lavoro incontro libri facili, difficili, interessanti o noiosi. Se i miei quattro figli fossero dei libri, io mi appassionerei a tradurre Amedeo. Il lavoro sarebbe forse più difficile e articolato ma anche più appassionante.”

 

In queste parole scelte dall’autore per Eugénie Garsin, madre di Modigliani, intuiamo la passione e il lungo lavoro di ricerca sostenuto da Angelo Longoni nella scrittura di questo romanzo.

Regista per il piccolo e il grande schermo, prolifico e premiato drammaturgo (tra i tanti lavori ricordiamo Naja, Uomini senza donne, Maldamore, la miniserie televisiva Caravaggio…). Questa volta nelle vesti di narratore, Angelo Longoni ha indagato l’animo di Modigliani traducendolo in prima persona con un romanzo biografico, dando vita al ritratto di un uomo in cerca di sé stesso, in lotta contro il tempo e una malattia contratta da bambino e che non lascia scampo.

La tisi rende Amedeo affamato di tutto, avido di conoscenza  e desideroso di realizzarsi.

L’arte per sua natura  è una concentrazione di realtà e, come la formula chimica di un farmaco portentoso, può assolvere al compito di prolungare la sua vita per l’eternità donando ad Amedeo l’essenza dei suoi desideri.

 L’oggetto del proprio interesse è presto compreso: “momenti d’abbandono irripetibili. L’uomo e la donna nei loro attimi di pace. Solo in quegli istanti si può avere coscienza di cosa siamo.”

Quindi, l’apprendistato livornese presso il maestro Micheli, poi i viaggi in giro per l’ Italia e, infine, l’approdo alla Parigi della Belle Époque, dove la vie bohème lo trasforma in Modì come maudit (maledetto).

A Parigi viene in contatto con i luoghi e i protagonisti della scena culturale e artistica del momento: Picasso, Cocteau, Apollinaire, Rivera,  Fujita, Utrillo, Soutine,  solo per nominarne alcuni.

Modigliani esplora, carico di meraviglia, tutte le possibilità che il suo corpo e la società del suo tempo hanno da offrire, tuttavia non si riconosce in nessuna corrente artistica se non nella scultura primitiva delle sue grandi teste di granito,  forse proprio  perché si sente somigliante ai primitivi: “erano come  dei bambini e in ogni bambino c’è un artista alla ricerca di qualcosa”.

Inoltre, “la cultura primitiva non rappresenta il sacro, ma è il sacro”.  L’aspetto spirituale è una nota importante per Dedo, ebreo “laico”, la sua vita è attraversata da presagi misteriosi e corrispondenze magiche che innescano in lui l’interesse per l’occulto.

La stella di David, il cui vero significato viene riscoperto da Amedeo, riassume la simbiosi ricercata dall’artista tra maschile e femminile, spirituale e terreno. Questi aspetti si traducono nella sua vita secondo una polarizzazione che vede la donna nella funzione di nutrimento (fisico, intimo e intellettuale) dell’artista che, a sua volta, ricambia comprendendo, celebrando e immortalando nella propria pittura il divino femminino presente in diverse forme nell’ animo di chi impara a conoscere/riconoscere.

Le sue relazioni amorose si riassumono in un’estasi sessuale, Kiki de Montparnasse, Anna Achmatova, Beatrice Hastings, sono solo alcune delle sue amanti e tutte gli riconoscono bellezza, eleganza e fascino di grande amatore.

Jeanne Hébuterne è la giovanissima compagna in cui trova un amore totalizzante che culminerà nella morte di entrambi.

 La scrittura di Longoni è leggera e scorrevole, ricca di dialoghi che lasciano trasparire l’esperienza di drammaturgo e sceneggiatore. Attraverso il suo testo penetriamo la Ville Lumière dell’epoca e impariamo a conoscere un Modigliani uomo ed artista che non trova una collocazione nella sua famiglia, nella sua religione, nelle correnti artistiche del suo tempo. Modì trova solo in sé stesso e nella sua arte il centro del proprio appartenere, la leggenda dell’ uomo alimenta quella dell’ artista e lo consegna all’eternità.

 

Anna Valentina Pappacena

24 gennaio 2020

 

Informazioni

Modigliani il principe

Ed. Giunti 2019

Pagine: 595 pp.

Prezzo cartaceo: € 19,00

https://www.giunti.it/autori/angelo-longoni-13943

 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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