Sabato, 24 Ottobre 2020
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Il caffè alla fine del mondo: il luogo dove imparare a conoscersi

Recensione di Il caffè alla fine del mondo di John P. Strelecky edito da Vallardi A. - casa editrice italiana nata nel 1750 a Milano che si occupa principalmente di dizionari, ma anchedi libri di filosofia, matematica e storia.

 

Il caffè alla fine del mondo è un libro di self help che fornisce degli spunti per conoscere se stessi e scoprire se si è davvero felici. John P. Strelecky offre una riflessione sul senso profondo della felicità che ci insegna come a volte sia importante perdersi per ritrovare se stessi.

Se qualcuno oggi ti chiedesse se sei soddisfatto della tua vita, cosa risponderesti? A volte nella vita quello che sembrava un fastidioso imprevisto può rivelarsi una scorciatoia verso la felicità. È ciò che accade a John, il protagonista di questo libro, un uomo che va sempre di fretta ma che un giorno, per colpa del traffico, è costretto a rallentare e imboccare un cammino secondario, reale e metaforico, ignaro che quello che sta per incontrare - un misterioso caffè in mezzo al nulla - lo cambierà per sempre. Sì, perché il caffè alla fine del mondo esiste ed è dentro di noi, è il luogo dove tutte le nostre domande trovano risposta, dove i nostri desideri appaiono nitidi e raggiungibili, e dove finalmente troveremo il coraggio di cambiare. Un libro da tenere sul comodino, da leggere e rileggere, per non scordarci mai che affrontare noi stessi è l'unica via verso la felicità.

John, il protagonista di questa storia, è un uomo stanco del troppo lavoro e della propria vita che decide di prendersi una vacanza. Durante il viaggio in macchina però è costretto ad imboccare un cammino secondario che lo porterà in uno strano caffè nel nulla con un insolito nome CheCiFaiQui. Al suo interno troverà un menu particolare con tre domande sul retro: Che ci fai qui? Hai paura della morte? Sei Appagato?

Tre domande insolite che porteranno il protagonista a chiedere spiegazioni a Mike, il proprietario del bar e a Casy, la cameriera. Nascerà da queste domande un dialogo profondo sul significato della vita e sui temi dell’esistenza umana. La prima domanda Che ci fai qui? È fondamentale per capire se si conosce il proprio SDE, lo scopo dell’esistenza. Una volta capito questo scopo tutti i pezzi del puzzle che è la nostra vita inizieranno a combaciare perfettamente è tutto si allineerà in maniera quasi mistica. Se si a conoscenza del proprio scopo e soddisfatti non si avrà paura della morte. Solo però dopo aver preso coraggio ed aver inseguito e ottenuto il proprio scopo dell’esistenza si otterrà l’appagamento. Ognuno può ottenerlo ma parte tutto da una profonda riflessione personale che porterà con differenti mezzi al raggiungimento del proprio scopo.

Ognuno è padrone della propria esistenza e Strelecky lo fa capire chiaramente con il semplice esempio di un golfista che fa sempre lo stesso sogno in cui non riesce a mandare in buca una pallina perché è in una posizione particolare. L'ansia aumenta finché non scoppia e sposta la pallina dove vuole lui, riuscendo così ad andare in buca. Questo mostra come basta un semplice gesto, un semplice cambio di prospettiva per raggiungere il proprio scopo.

 

"Ma ci sono stati momenti in cui sono rimasto meravigliato da cose che mi sono successe proprio quando mi servivano."

 

"John se tu riuscissi a ricordare le specifiche occasioni, mi sa che scopriresti che hanno un denominatore comune."

 

"Magari che in tutti quei casi stavo facendo esattamente quello che volevo? Chiesi”.

 

Il libro è scritto in maniera semplice e lineare, con una cospicua quantità di episodi esemplificativi che rendono semplice la comprensione e fanno riflettere. Le tematiche trattate però non sono una novità, infatti sono già state trattate numerose volte e non è stato inserito un apporto particolarmente originale.

Il plus che John Strelecky porta è l’averlo scritto sotto forma di romanzo in modo da renderlo più fruibile a chi non si approccia facilmente alla lettura di libri di auto aiuto.

 

 

John Strelecky 

Nnato a Chicago nel 1969 ha lavorato dapprima come pilota d’aerei per poi scoprire di avere un problema cardiaco che gli impediva di volare. Dopo un viaggio intorno al mondo con la sua fidanzata è divenuto un autore di libri motivazionali e il creatore del concetto Big Five for Life. Nel 2020, i libri di Strelecky hanno venduto più di 6 milioni di copie in tutto il mondo e sono stati tradotti in 42 lingue. 

 

 

Debora Fusco

6 ottobre 2020

 

 

Informazioni

Il caffè alla fine del mondo

Di John Strelecky

Vallardi editore

Pag 127

Cartaceo € 13,90

Ebook €9,99

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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