Lunedì, 03 Ottobre 2022
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Il pesce che scese dall’albero. Francesco Riva, la dislessia e il teatro

Recensione del libro Il pesce che scese dall’albero di Francesco Riva - La mia storia di dislessico felice edito da Sperling& Kupfer.

 

“Credo che ognuno di noi nasca per compiere una missione, una personalissima rivoluzione umana, e credo anche che ognuno venga al mondo con le capacità necessarie per poterla attuare e diventare quindi un esempio per gli altri”. A pronunciare queste parole è Francesco Riva, giovane attore teatrale e autore del libro “Il pesce che scese dall’albero – la mia storia di dislessico felice.”

Nato vicino Firenze nel 1993, a Francesco Riva fu diagnosticato un complesso Disturbo sull’Apprendimento, nel quale rientrava dislessia, disortografia e discalculia, alla tenera età di otto anni. Il suo volume, scritto in prima persona, è una breve autobiografia, che con ironia e leggerezza ci narra i primi quasi trent’anni della sua vita e come Riva sia riuscito a trasformare la problematica da cui è affetto in un punto di forza. Non solo. Il libro ci racconta come il teatro sia stato un elemento importantissimo in tutta la sua esistenza, alla stregua di un “farmaco salvavita” tanto da farlo diventare l’attore che è oggi.

Fin dalla più tenera età, durante gli anni delle elementari, mentre la maggioranza dei ragazzini giocava a pallone, i suoi giochi preferiti erano varie interpretazioni di personaggi storici o di fantasia con i suoi due più cari amici. “Giocavamo davvero. Era un lavoro, con delle regole e dei ruoli ben precisi. Ognuno di noi interpretava il proprio personaggio e lo portava avanti a qualunque costo. Entravamo nella parte con maniacalità.” 

Riva parla diffusamente della scuola e delle relative difficoltà riscontrate negli apprendimenti. Ma racconta anche dei compagni e delle insegnanti, tra i quali la maestra Diana che trovava ogni giorno strategie adatte a lui e alle sue difficoltà di lettura, e insegnava storia all’intera classe facendo loro recitare i maggiori avvenimenti. Superfluo dire quanto questi metodi siano forieri di grande profondità nell’apprendimento, tanto che vengono da decenni portati avanti in classi del Regno Unito e degli States come metodologie alternative alla classica lezione frontale.

Ma la svolta ci fu quando la mamma di Francesco decise di iscriverlo a un laboratorio teatrale per ragazzi. “Fu amore a prima vista. Prima ancora di iniziare pensai di aver trovato una seconda casa. In scena mi sentivo invincibile: la mia fantasia non aveva freni, trasformavo il corpo e la voce in tutto ciò che volevo, come e quando lo volevo. Quando recitavo, le mie stranezze diventavano normali. Anzi, spesso erano un punto di forza. Non venivo giudicato, non dovevo dimostrare a nessuno di non essere stupido. A teatro ero Francesco Riva e basta.”

Il teatro continua ad accompagnarlo anche durante i cinque anni di liceo linguistico, insieme alla professoressa di matematica che si rifiuta di riconoscere i diritti di Riva, ormai sanciti dalla legge 170 che introduce nella scuola il diritto a usare strumenti dispensativi e compensativi per gli affetti da DSA, e i numerosi episodi di bullismo con i quali doveva, ahimè, scontrarsi quasi ogni giorno. 

Ma.: “Stare sul palco aveva su di me un effetto benefico, quasi terapeutico. In teatro ero me stesso, lontano dal mondo, lontano da tutti.”Queste sono le parole con le quali Riva commenta la messa in scena di “1984” di G. Orwell durante l’ultimo anno di liceo. E i tre bulletti, che assistettero increduli ai fragorosi applausi ottenuti dal nostro, non poterono far altro che complimentarsi con lui e soprattutto smettere di vederlo come uno sfigato. “ Ancora una volta il teatro mi aveva salvato.”

Il volume prosegue con gli anni successivi alla scuola, con la scelta di frequentare l’Eutheca di Roma, per intraprendere seriamente la carriera di attore teatrale, e infine la scelta di scrivere un monologo in cui interpretava uno studente dislessico e incompreso come esame finale dell’accademia. La scelta del titolo fu assolutamente significativa: DSA, Dove Sei Albert? riferendosi ovviamente ad Einstein, uno dei più grandi dislessici della storia.  

Successivamente Riva portò lo spettacolo in tournée in tutta Italia con l’associazione “SOS Dislessia” del dottor Giacomo Stella (psicologo, psicolinguista e professore universitario, uno dei massimi esperti nazionali in ambito DSA), con il risultato di far conoscere meglio la problematica a tanti nostri concittadini ma soprattutto donare speranza a genitori e ragazzi, con i quali Riva si fermava spesso a dialogare al termine di una rappresentazione … Non è facile dimenticare la speranza e l’orgoglio che brilla negli occhi di un ragazzo DSA quando capisce il suo vero potenziale.

Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la vita a credersi uno stupido” frase attribuita a Einstein, così come sembra che anche il più grande scienziato di tutti i tempi fosse dislessico. 

La dislessia rientra nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ed è un disturbo specifico della lettura, che si palesa con difficoltà nella decodifica del testo. Del tutto indipendente dall’intelligenza di chi ne è colpito, si può manifestare in differenti modalità come la comprensione di ciò che viene letto, la lettura lenta e scorretta, la pronuncia della lettura ad alta voce, lo scambio di vocali o consonanti simili fra loro. La dott.ssa Patrizia Marletta (pedagogista, logopedista, consulente familiare, formatrice, esperta nella riabilitazione della dislessia) ha spesso affermato che: “La persona dislessica ha difficoltà a leggere ma non è facile da capire in quanto la maggioranza delle persone impara a leggere facilmente e non riesce a comprendere che la problematica non dipende da una cattiva volontà del soggetto ma dalla sua neurodiversità”.

Dei Disturbi sull’Apprendimento in generale e della dislessia in particolare, la società ha cominciato a prendere coscienza negli ultimi anni. Ora esistono vari percorsi valutativi per determinare se un piccolino è o meno affetto da dislessia, così come strumenti, strategie e metodologie per supportarlo nella crescita e nella scuola. L’affiancamento di percorsi artistici come la musica, la danza o il teatro, possono senz'altro essere la chiave di volta per la libera espressione, l’autostima, la scoperta dei talenti che ciascuno porta dentro di sé.

 

Francesco Riva:

Ha ventisei anni ed è autore , attore teatrale e cinematografico. Diplomato presso l’European Union Academy of Theatre and Cinema (EUTHECA) a Roma, è autore e interprete di un fortunato spettacolo dal titolo DiSlessiA... Dove Sei Albert?, che ha dato un grande contributo alla causa della dislessia ed è stato rappresentato anche in scuole e convegni medici. Nel 2018, con Il pesce che scese dall’albero, ha vinto il Premio Zocca Giovani.

 

 

Cecilia Moreschi

31 agosto 2022

 

Info:

Il pesce che scese dall’albero - La mia storia di dislessico felice

Di Francesco Riva

Sperling & Kupfer

Pag. 192

Brossura 8,90 €

Ebook  5,99 €

www.francescorivanobu.com

www.facebook.com/FrancescoRivaOfficial

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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