Lunedì, 11 Maggio 2026
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Promesse tradite e sogni oltreoceano: La sposa in fotografia

Recensione del libro la sposa in fotografia di Lee Geum-Yi, Mondadori

 

Una storia dolceamara che racconta di un periodo buio delle storia coreana -l’occupazione giapponese - in cui le donne per tentare la fortuna, si sposavano lontano da casa con sconosciuti visti solo in fotografia. Una scelta fatta per necessità, speranza e azzardo.

È il 1917 e nel piccolo villaggio coreano di Ojin, ai piedi del monte Maebongsan, la miseria e le difficoltà non danno tregua ai suoi abitanti. Bodeul, unica figlia femmina di una madre rimasta vedova, è stata costretta ad abbandonare gli studi e a lavorare per contribuire all’economia familiare. La ragazza, però, ha un sogno: poter tornare a scuola. Così, quando una vicina suggerisce alla madre di darla in sposa a uno sconosciuto proprietario terriero che ha fatto fortuna alle Hawaii, Bodeul accetta: del suo promesso sposo sa poco o nulla, ha solo una foto sbiadita che raffigura un uomo di bell’aspetto. Inizia a immaginare un futuro agiato, un posto meraviglioso dove l’inverno non esiste e dove potrà finalmente dedicarsi ai suoi studi. La voce si diffonde velocemente nel paese: diventare una “sposa in fotografia” sembra essere l’offerta perfetta per cambiare il proprio destino, tanto che altre due ragazze decidono di intraprendere il suo stesso viaggio: Hongju, giovane vedova, e Songhwa, nipote di una sciamana. Quando giungono a destinazione, la realtà che le attende è purtroppo ben diversa da quanto avevano immaginato: i loro promessi sposi non sono benestanti e hanno lasciato la Corea per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Gli uomini di Hongju e Songhwa sono ben più vecchi di quanto le loro fotografie lasciassero intendere, mentre il marito di Bodeul, Taewan, anche se ha solo ventisei anni ed è esattamente come nell’immagine, si dimostra freddo e distaccato. Il sogno della ragazza di poter tornare a studiare va in frantumi, e, dopo essersi sposate, le tre amiche seguono i propri uomini nelle piantagioni dove si troveranno a dover lavorare duramente. Sono anni tumultuosi, in cui il movimento di resistenza alla dominazione giapponese in Corea giunge fino alle Hawaii, travolgendo la vita di Bodeul, delle sue amiche e della sua famiglia, senza però distruggere la determinazione e la speranza di un futuro diverso. Un romanzo intenso e commovente, che racconta una pagina della storia coreana poco conosciuta e che esplora le complessità e le sfaccettature di uno dei fenomeni migratori più interessanti della diaspora. Una storia indimenticabile di resilienza e amicizia al femminile, dedicata a quelle donne coraggiose che hanno saputo lasciarsi alle spalle tutto ciò che era loro familiare per cercare una vita migliore.

 

Lee Geum-Yi ci porta  nei primi anni del Novecento, in un piccolo villaggio in cui regna miseria e disperazione. Quelle che  soffrono maggiormente sono le donne ed è per questo che molte emigrano alla Hawaii attraverso un matrimonio combinato.

Bodel , Hongju e Songwa,  per ragioni differenti decidono infatti di partire verso un luogo che sembra foriero di grandi promesse; un luogo dove le donne possono studiare e regna la ricchezza. Quello che troveranno però sarà molto diverso e fronteggeranno numerose difficoltà sin dall’arrivo. C’è quindi un forte scollamento tra la realtà e l’immaginazione. Gli uomini inviano foto in cui appaiono rispettabili quasi desiderabili ma una volta giunti a destinazione, le protagoniste si trovano difronte una realtà molto diversa fatta di condizioni dure, relazioni complesse e soprattutto provano un forte senso di spaesamento. Tuttavia, non c’è solo sofferenza: la narrazione corale mette in luce la capacità delle tre donne di adattarsi e ripartire da zero. Sarà proprio la loro forte amicizia a rendere sopportabili i momenti più difficili.

 

La sposa in fotografia ci ricorda storie dimenticate che richiamano alla mente anche la storia italiana: questo fenomeno, infatti, era comune anche nel nostro Paese agli inizi del Novecento.

 

Lo stile è scorrevole, chiaro ed evocativo. I personaggi sono delineati ponendo maggiore attenzione all'aspetto psicologico più che a quello fisico. Il ritmo è ben calibrato, capace di alternare momenti di introspezione a passaggi storici densi di eventi. I temi trattati sono profondi: identità, appartenenza e illusioni costruite attraverso un’immagine. Argomenti quanto mai attuali in una realtà oggi dominata dal digitale, dove il fenomeno della migrazione continua a segnare il nostro tempo.

 

Perchè leggerlo?

Un libro intenso, dolce , storico e profondo che vale la pena leggere per incoraggiarsi nei momenti di difficoltà. Ci infonde infatti speranza, evidenziando la capacità umana di venire fuori anche dai terreni più impervi.

 

Debora Fusco

14 aprile 2026

 

 

Informazioni

 

La sposa in fotografia

Di Lee Geum-Yi

Traduttore  Francesca Gregori

Mondadori 2026

Pag. 312

Cartaceo €  20,00

eBook  € 13.99

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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