Sabato, 15 Giugno 2024
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Alva Noto al Romaeuropa Festival 2023: riprodurre il futuro

Recensione del concerto Xerrox Vol. 4 di Alva Noto e Modern Ensemble presso Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone il 4 novembre 2023

 

Alva Noto, pseudonimo con cui è conosciuto in ambito musicale il compositore e artista tedesco Carsten Nicolai, è un personaggio complesso e poliedrico: le sue opere fondono e confondono scienza, musica e arte visiva orientandosi verso una riproduzione praticamente illimitata, capaci come sono di generarsi e autogenerarsi. In base a ciò non stupisce che quanto presentato in occasione del Romaeuropa Festival all’Auditorium Parco Della Musica Ennio Morricone, in una Sala Sinopoli piuttosto gremita, sia il quarto volume di un progetto intitolato Xerrox – dal nome della famosa azienda americana di stampanti e fotocopiatrici a cui è unito il concetto di “error” – iniziato nel 2007. Ad accompagnarlo l’Ensemble Modern: una delle più interessanti orchestre contemporanee, nata a Francoforte nel 1980 e da allora impegnata nella promozione e diffusione della musica di autori moderni grazie a musicisti provenienti da ogni parte del mondo. 

Viste le premesse, chi si aspettava un concerto di musica elettronica nel senso più banale e techno del termine, sarà rimasto deluso: sul palco ci sono un piano preparato, un’arpa e un contrabasso, attorniati da violini, violoncelli e viole. Attraverso cui quel fine alchimista delle sette note che è Alva Noto riesce a trarre innumerevoli variazioni tramite la manipolazione di una melodia che, ripetendo all’infinito l’originale, diviene originale anch’essa. 

Addentrarsi nel panorama sonoro di Xerros Vol. 4, pubblicato nel 2020, presenta non poche difficoltà: l’iniziale rarefatta lentezza può, infatti, causare sonnolenza. Non a caso più di qualcuno tra le prime file chiude gli occhi, si allunga sulla poltrona e li riapre solo a spettacolo finito, spendendosi in applausi non si sa bene su che base, forse l’essersi riposato. Per tutti gli altri si tratta di un viaggio in crescendo che, mano mano le tracce si fan più sperimentali, conduce gli ascoltatori in una discesa verso le profondità del suono, dove l’algida freddezza dei glitch per cui Alva Noto è giustamente famoso ha lasciato spazio al tono più caldo di strumenti proiettati comunque in un futuro ancora tutto da venire.

 

Cristian Pandolfino

6 novembre 2023

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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