Recensione di una serata per festeggiare gli ottanta anni del cantautore romano
Il 24 dicembre Edoardo Da Angelis compie ottanta anni.
Figura importante del cantautorato romano, sfiorato dalla popolarità televisiva, ma mai abbagliato dal successo a tutti i costi, è artista autentico che ha saputo dare moltissimo al mondo della musica d’autore, che nei suoi confronti è sicuramente in debito ed ha collaborato con molti nomi importanti della musica italiana.
Autore dai testi profondi, delicati, coraggiosi, poetici, gode della stima di tantissimi colleghi, e lo si è visto a Tricesimo, in Friuli, terra che ha accolto ripetutamente De Angelis, tanto da diventarne una sorta di seconda casa.
Nel teatro Garzoni si sono ritrovati molti musicisti che negli anni hanno collaborato con Edoardo, per una straordinaria idea: un concerto a sorpresa.
Appena arrivato da fuori regione, portato nella sala con una scusa, De Angelis arriva apparentemente a concerto iniziato.
In realtà uno straordinario team, coordinato dall’infaticabile Roswitha Del Fabbro, aveva segnalato l’arrivo del festeggiato al posteggio e dato il via al primo degli ospiti: Aldo Giavitto, cantautore in lingua italiana e friulana, vincitore nella III e della VII edizione del Premio Recanati, intellettuale colto ma mai compiaciuto, che propone ‘Acqua salata’, di cui ha tradotto una parte in friulano.
Si accompagna alla chitarra, proponendo una intensa interpretazione del testo, caricando ogni parola del giusto peso ed accarezzando le frasi musicali con una gamma di sfumature di grande suggestione.
Alla fine del brano Giavitto svela che quella sera sono tutti li a far festa ad un amico e, come tutti coloro che seguiranno, spiega in due parole perché ha scelto quel brano.
La seguente ‘Galileo’ è cantata da Andrea Bitai, accompagnata alla chitarra da Paola Selva, che sarà una delle colonne musicali della serata.
Andrea Bitai, artista cresciuta a Budapest, oltre a cantare in maniera molto suggestiva, suona il violoncello con bravura.
La sua esecuzione è delicata, ricca di poesia ma al tempo stesso pulitissima musicalmente. L’armonia emerge fortissima nella sua carica evocativa, che l’accento dell’interprete rende ancora più struggente, raffinata e pregna di spunti di suggestioni.
I passaggi fra un brano e l’altro non sono velocissimi, ma questo rende l’occasione ancora più preziosa nella sua autenticità, nel suo essere abbraccio e non spettacolo.
Loredana Cargnelutti legge una poesia di Rita La Boria , quale premessa ad ‘Abbracciami’, magnificamente eseguita dal terzetto composto Clorindo Bosco, Giovanni Pezzetta, al contrabbasso, e Paola Selva.
Bosco, che ha dedicato il brano alla moglie, offre una lettura potente, coinvolgente, mettendo in campo, accanto al bel colore della sua voce, una intensa serie di sottolineature che danno la sensazione che abbia fatto autenticamente proprio il testo poetico del brano, quasi che in quelle parole si sia specchiato.
Daniela Brussolo, al flauto, Lucia Clonfero, al violino e Paola Selva alla chitarra eseguono una magnetica versione strumentale di ‘Il mago e le stelle’, che mette in evidenza anche lo spessore del musicista De Angelis, spesso un po’ offuscato del carisma del Poeta.
Un quartetto entra in campo per ‘ Troppo poco’: Gabriella Gabrielli,la solista, accompagnata dalla voce di Paola Rossato, Paola Selva e Rossana Michelini al clarinetto. La Gabrielli ha una voce di grande bellezza, ricca di armonici ed una ottava inferiore ambrata che magnificamente si adatta al testo di questo brano del 1992.
Il brano successivo vede un’inversione dei ruoli: la Gabrielli alla seconda voce, ancora l’instancabile Paola Selva alla chitarra e la voce solista di Paola Rossato, che regala un momento di altissima commozione con una esecuzione esemplare di ‘Gli Sposi di Tirana’.
Dotata di una notevole estensione, una vasta gamma di colori ed una sensibilità esecutiva che colpisce al cuore, la Rossato, artista pluripremiata ed anche finalista alle Targhe Tenco, riesce a trasportare la platea dentro il racconto, drammatico e struggente, degli sposi albanesi che cercavano un futuro ed invece sono annegati nell’Adriatico.
‘Il peso della luna’ è un brano inedito, che verrà inserito nel prossimo disco del cantautore.
Lo interpretano la voce importante di Alessandra Kersevan e la chitarra Giancarlo Velliscig.
La Kersevan riesce, grazie ad uno strumento dalla vasta estensione ed ad una personalità musicale di grandissimo spessore, a stregare il pubblico, esaltando le armonie del brano e sublimando la poesia di un testo di esplosiva suggestione.
Giancarlo Velliscig rimane poi sul palcoscenico per interpretare, con la sua voce bruna e profonda, il brano più noto di De Angelis: ‘Lella’, del 1971, registrato da tanti altri cantanti , dal testo coraggioso e controcorrente.
Francesco Ursino spiega le affinità che lo legano al brano ‘Alleggiu’, eseguito con grande intensità e misura, mettendo in risalto una voce interessante, ricca nell’ottava superiore, un centro pieno e ricco di colori ed un graffio pregno di suggestioni.
C’è poi un piacevole momento di teatro, con alcuni dei racconti scritti dal cantautore per ‘Anche le statue parlano’, interessante progetto che cerca di dare voce alle opere esposte in alcuni musei non solo friulani, proposti dagli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione .
Un fuori programma è quello di Davide Raciti , che regala una pagina musicale improvvisata al violino e passa il testimone al festeggiato, che autenticamente commosso ringrazia tutti, ha un ricordo per ognuno, un bacio, una carezza.
Innondato di applausi , complimenti e consensi, fino ad un bis, ‘Lella’, interpretato affiancato dalla chitarra di Anna Cainero , valente cantautrice, per l’occasione strumentista.
Una serata riuscita magicamente, a riprova che quando l’Arte è vera, anche l’impossibile può prendere forma.
Gianluca Macovez
23 dicembre 2025
Tricesimo, Teatro Garzoni, 21 dicembre 2025


