Sabato, 16 Febbraio 2019
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Love’s Kamikaze: Perché è sempre con i corpi che si scrivono le rivoluzioni

Recensione dello Spettacolo Love’s Kamikaze in scena al Teatro Marconi dal 7 al 17 febbraio 2019

 

Naomi (Giulia Fiume) e Adbul (Marco Rossetti) sono innamorati. Naomi è ebrea, Abdul palestinese.  Vivono a Tel Aviv, s’incontrano segretamente nei sotterranei dell’Hotel Hilton per cui lavorano entrambi. Fuori, in superfice, lo scenario è apocalittico. Ma lì, in quel bunker immune da preconcetti e fondamentalismi, i due giovani si amano e si confrontano. La scena di Eleonora Scarponi è una camera scialba e buia: un letto, un tavolo, un fornelletto e poche carcasse di elettrodomestici sparse.

Esponenti involontari di due popoli in guerra, Naomi e Adbul, tra impeti sessuali e trattazioni su Torah e Corano, esplorano differenze culturali e religiose.

Poco importa se le famiglie non approvano, se i colleghi si stupiscono. L’amore nella fantasia della frizzante Naomi vince su tutto. Come l’ironia, di cui il suo popolo è parecchio dotato a suo dire, è necessaria affinché si possa superare ogni conflitto politico. E in effetti Giulia Fiume riesce bene nel ruolo dell’ottimista e autoironica Naomi alle prese con Abdul, più cinico e disilluso, interpretato da Marco Rossetti.

Claudio Boccaccini ripropone la pièce di Mario Moretti con un nuovo cast. A quattordici anni dal primo debutto, è desolante pensare che nulla è mutato, che il conflitto arabo-israeliano è tuttora acceso e miete sempre più vittime innocenti. Ben venga il Teatro Civile a richiamare attenzione e terrore, a stimolare le coscienze di spettatori televisivi ormai noncuranti, non più inorriditi da tale devastazione.

Eh sì, si potrebbe discutere a lungo sull’argomento, potremmo avere idee discordanti su Sionisti, Intifada, Hamas... Ma non è questo ciò che il regista ha scelto di rivelarci, non c’è giudizio di sorta nell’intento dell’autore. Love’s Kamikaze è un pugno allo stomaco. Naomi e Adbul sono due innocenti innamorati, in principio speranzosi e idealisti, fermamente convinti di poter restare a Tel Aviv e vivere, un giorno futuro, la loro relazione alla luce del sole. Ben presto la realtà trafiggerà le aspettative e i sentimenti. Renderà tutto incerto e profondamente sbagliato. La difesa dei differenti precetti, le rivendicazioni politiche, geografiche, storiche dei due schieramenti s’insinueranno velenose sbaragliando quella fervente unione.  Non mancheranno molti momenti d’ironia a sedare il disfacimento, ma il furore rimarrà vigile. Atroce e in picchiata si schianterà sanguinoso sui due giovani amanti. Dialoghi sottili e ritmo incalzante terranno gli spettatori accesi fino al tragico e durissimo, forse prevedibile, epilogo: l’invocazione di pace sarà immolazione strepitante. Stretti, avvolti in un ultimo abbraccio si faranno saltare in aria giurandosi amore eterno, rivendicando la pacificazione. Il frastuono delle esplosioni, delle rappresaglie, del terrorismo all’esterno sembreranno ovattate, saranno offuscate da un boato profondo, cavernoso e infinito.

 

Caterina Matera

12 febbraio 2019

 

Informazioni

 

Love’s Kamikaze di Mario Moretti

regia Claudio Boccaccini

con Marco Rossetti e Giulia Fiume

scene Eleonora Scarponi

costumi Antonella Balsamo

luci Marco Macrini

musiche originali Antonio Di Pofi

Produzione Golden Show srl – Impresa Sociale di Alessandro Gilleri

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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