Giovedì, 25 Aprile 2019
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Il Teatro Altrove Studio porta in scena la beat mania

Recensione dello spettacolo Beat generation, in scena all’Altrove Teatro Studio il 24 febbraio 2019

 

Un quieto pomeriggio invernale all’Altrove Teatro Studio si trasforma in una coinvolgente occasione per ripercorrere le tappe salienti che hanno portato all’affermazione ed al successo globale del fenomeno "Beat”, sin dal fatidico incontro negli anni 40 tra John Kerouack e Allen Ginsberg, dal cui sodalizio prenderà vita uno degli stravolgimenti culturali più intensi e duraturi del secolo passato. 

In sala il pubblico si lascia travolgere per oltre un’ora dal racconto particolareggiato, scandito in parole e musica, della decade che dalla fine degli anni 50 al 1969 ha regalato al panorama culturale alcune tra le sperimentazioni destinate a segnare indelebilmente il cammino della musica contemporanea. Il capolavoro beat  “On the road “, vera e propria pietra miliare della letteratura contemporanea , pubblicato nel 1957, assurge di fatto a manifesto di quegli ideali di bellezza e pace, di rifiuto dei diktat di un’economia capitalista  cui l’uomo moderno, schiavo  delle convenzioni borghesi dilaganti, è assoggettato. Il fenomeno beat irrompe rapidamente  nei cuori di un’intera generazione, rianimandone le velleità sopite, decretando l’inizio di un decennio,  dominato dalla trasgressione dei costumi, dalla liberazione sessuale all’impiego massivo delle droghe.

Nel solco del tracciato beat, il movimento musicale che origina e si diffonde in quegli anni  ne  incorpora la rivoluzione; la platea rivive, grazie alle energiche interpretazioni  canore di Marius Bizău, Ottavia Bianchi e Giulia Nervi, accompagnati dalla chitarra di Giacomo Ronconi, la rapida ascesa del fenomeno della brit invasion, i cui protagonisti indiscussi saranno i Beatles della “Lucy in the sky with Diamonds”, e più tardi i Rolling Stones, proseguendo il racconto  dei grandi cantautori del folk americano, attraverso i capolavori del calibro di "Mr. Tambourine Man", giungendo infine alla musica psichedelica, terreno fertile per la nascente cultura hippie.

 La narrazione puntuale, mai stonata del narratore- curatore Giorgio Latini, scandisce perfettamente le esibizione canore, stimolando la necessaria curiosità degli spettatori, cui  regala alcuni aneddoti meno noti riguardo  fatti  che hanno caratterizzato l’epoca beat, omaggiando in parole gli Animals, Simon & Gurfunkel, Bob Dylan, lasciando poi che le tre voci accompagnate dai potenti arrangiamenti di Ronconi dominino la scena. La musica si fa così portatrice di quel ritrovato messaggio universale di vicinanza ed armonia, come antidoto agli orrori della guerra in Vietnam che scandiscono le cronache del tempo, con la speranza che la sua potenza  non smetta di riecheggiare nella nostra attualità.

 

Elena Federici  

1 marzo 2019

 

informazioni

Teatro Altrove Studio

Spettacolo Beat generation ; regia  di Giorgio Latini, con Giorgio Latini,  Ottavia Bianchi, Marius Bizău, Giulia Nervi e Giacomo Ronconi

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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