Giovedì, 02 Aprile 2020
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Notti di terrore al Sala Umberto: ritorna il giallo a teatro con lo Sherlock Holmes di Ricard Reguant

Recensione dello spettacolo Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo squartatore in scena al Teatro Sala Umberto dal 18 febbraio al 8 marzo 2020

 

E’ raro poter assistere a uno spettacolo noir a teatro perchè è un genere che riesce ad avere un maggiore riscontro se adattato per il grande o piccolo schermo, poiché gli sceneggiatori hanno la possibilità di sbizzarrirsi con la trama offrendo eccezionali mix di ansia, timore e terrore. Ecco perchè quando arriva a teatro un giallo che coinvolge uno dei personaggi letterari più noti al mondo quale Sherlock Holmes, è impossibile perderselo soprattutto quando coinvolge anche un personaggio realmente esistito come Jack lo Squartatore. L’accostamento tra questi due personaggi non è certo nuovo al pubblico, dato che già alcuni film come ‘Assassinio su commissione’ e ‘Sherlock Holmes: notti di terrore’ hanno proposto lo stesso plot mettendo insieme nella stessa storyline i due personaggi, ma mai il tentativo è stato fatto a teatro.

Tanto di cappello, quindi, a Ricard Reguant, già regista di ‘Dieci piccoli indiani’, che qui si è occupato non solo dell’adattamento del testo originale di Helen Salfas insieme a Gianluca Ramazzotti, ma ha anche diretto la pièce che cerca di presentare al pubblico Sherlock Holmes con un linguaggio più moderno e fresco.

Il tentativo noir di Reguant dal punto di vista registico risulta essere guidato dalla volontà di infondere nuova linfa vitale al personaggio tragicamente reale del Ripper e all’altro totalmente immaginario del detective di Baker Street, e di creare suspence giocando sui rapporti tra i vari protagonisti, i detti e non detti e una scenografia che, avvalendosi di proiezioni sullo schermo e giochi di luci e ombre, acquista un taglio quasi cinematografico. Indubbiamente suoni e luci sono due componenti fondamentali del noir e anche in questo caso contribuiscono a far calare lo spettatore nell’atmosfera cupa della Londra vittoriana e nei meandri della complessa mente del nostro detective, eppure l’azione sul palco non scorre in maniera del tutto fluida. Il primo atto, infatti, sembra faticare a decollare: nonostante l’escamotage di far introdurre il racconto dallo stesso Watson che pure vediamo affiancare Holmes, la storia procede molto lentamente e a tratti risulta difficile seguire le indagini che sembrano andare avanti quasi per inerzia. Il ritmo riprende lentamente mordente nel secondo atto, in cui le ricerche di Sherlock diventano più serrate quanto più si avvicinano alla verità e i personaggi comprimari si espongono molto di più rispetto alla più celebre coppia di detectives. È così che si apprezza l’intrigante carattere della Irene Adler interpretata dalla Morales, che ha saputo donare al personaggio un tocco di esoticità oltre a una spiccata sensualità, restituendo al pubblico una donna dalle mille sfaccettature e la cui personalità è altamente enigmatica anche per lo stesso Holmes, o il divertente e comico personaggio del commissario Lestrade di Marco Zanutto, che mostra le sue debolezze da uomo e da capo della polizia.   

Nonostante ciò, arrivati al gran finale un elemento non convince del tutto: lo spettatore più esperto dei racconti di  Sherlock Holmes e del carattere del personaggio noterà come tra Holmes e Watson non si sprigionino scintille. Sicuramente i diversi adattamenti televisivi e cinematografici passati e presenti, non aiutano a riconoscere nella coppia teatrale quella scoppiettante dei romanzi: Giorgio Lupano e Francesco Bonomo sembrano talmente impegnati a interpretare alla perfezione i rispettivi ruoli di Sherlock Holmes e del Dr Watson da peccare di artificiosità, apparendo quasi come una versione didascalica della coppia. Non si ravvisa tra loro quel forte feeling che permette a Holmes di intendersi perfettamente con il suo Watson anche senza parlare, e ciò incide anche sul livello di coinvolgimento del pubblico. Probabilmente quella fetta di spettatori fans d Sherlock lascerà il teatro con un po’ di amaro in bocca per la mancata opportunità di riuscire a godersi una nuova avventura del loro personaggio preferito.

 

Diana Della Mura

23 febbraio 2020

 

 

informazioni

 
Ginevra Media Production srl
Regia di Ricard Reguant
Autore, Helen Salfas
cast:  Giorgio Lupano, Francesco Bonomo, Rocio Munoz Morales, Marco Zanutto
Durata, 140 minuti

 

Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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