Martedì, 07 Dicembre 2021
$ £

Sarajevo, mon amour: Boško Brkić e Admira Ismić secondo Farmacia Zoo:È

Recensione dello spettacolo Sarajevo, mon amour. In scena presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo il 19 novembre 2021

 

Tra il 1991 e il 2001 una serie di cinque guerre insanguina i Balcani: la dissoluzione della Jugoslavia porta con sé un numero infinito di vittime, tra cui Boško Brkić e Admira Ismić. Lui cattolico ortodosso, lei musulmana si incontrano in un bar e si amano nello sfondo di una Sarajevo scossa da odio, violenza, morte: la città verrà assediata per 1.425 giorni, tra il 1992 e il 1996, ma loro non ne festeggeranno la liberazione. Perché Boško e Admira verranno uccisi da 25 colpi esplosi da un cecchino il 19 maggio 1993 mentre tentano di attraversare il ponte allora detto Vrbanja, oggi intitolato a Suada e Olga: una studentessa e una pacifista che, come loro ma un anno prima, vi trovarono la loro fine. Il primo a cadere è Boško. Admira, ferita, si trascina fino a lui e muore abbracciandolo. È così che verranno ritratti dal fotografo Mark H. Milstein: da questa immagine atroce e commovente nasce l’articolo del corrispondente americano Kurt Schork che li consegna alla storia come i Romeo e Giulietta dei Balcani, a cui segue un documentario firmato da John Zaritsky intitolato Romeo and Juliet in Sarajevo. I loro cadaveri resteranno lì per otto giorni: nessuna tra le parti si assume la responsabilità dell’assassinio né, tanto meno, è in grado di garantire la sicurezza di chi vuole recuperare i corpi. Adesso riposano insieme a Sarajevo presso Groblje Lav, il Cimitero del leone: la loro lapide è a forma di cuore e tantissime sono le canzoni o poesie a loro dedicate. Come i versi che chiamano in causa il fiume che attraversa Sarajevo e recita: «nessuno si amerà mai così finché c’è acqua che scorre nella Miljacka».

È questa tragica vicenda il soggetto di Sarajevo, mon amour, interpretato da Gianmarco Busetto - che ne è anche autore - e Carola Minincleri Colussi, prodotto da Farmacia Zoo:È e portato in scena per la prima volta nel Lazio all’interno della prima edizione del Festival Mauro Rostagno. Sul palco del Teatro Quarticciolo i due attori sfondano la quarta parete, assumono il ruolo dei narratori ma anche quello dei protagonisti e di alcune figure che vi gravitano intorno. Utilizzano una telecamera che, ora posizionata sul cavalletto ora tenuta in mano, proietta la loro immagine sullo sfondo. Ricorrono a copertoni e coriandoli, sostenuti da una colonna sonora che spazia dall’effetto nostalgia un po’ kitsch di Su di noi di Pupo alla ricercatezza di Says di Nils Frahm. Sfortunatamente tutta questa sarabanda di interpretazioni e oggetti scenici non è supportata da una drammaturgia adeguata: la delicata vicenda di Boško e Admira, il cui sfondo è un complesso scenario di tensioni etniche, strategie politiche e crimini di guerra, rischia di essere continuamente banalizzata a causa di una serie di gimmick non efficaci. La stentorea voce di Gianmarco Busetto vira spesso ed eccessivamente verso il patetismo mentre, di contro, la prova di Carola Minincleri Colussi risulta anemica. Non aiutano l’idea di utilizzare diverse cadenze locali, l’adattamento del celeberrimo «Oh Romeo perché sei tu Romeo» dal II atto – scena seconda di Romeo e Giulietta e il ricorso a quella telecamera che, non giustificata all’interno della narrazione, finisce con il generare confusione invece di coinvolgere lo spettatore. Il risultato, a prescindere dalle buone intenzioni e dagli eccessivi sforzi che trasudano da Sarajevo, mon amour, è una somma di fattori poco riusciti. 

Usciti di scena gli attori e lasciato il compito di concludere lo spettacolo alle autentiche immagini di Boško Brkić e Admira Ismić, insieme agli atroci dati di guerra, tutto sembra finalmente più vero: il che non dovrebbe mai accadere durante una rappresentazione. 

 

 

Cristian Pandolfino

23 novembre 2021

 

Informazioni

Teatro Biblioteca Quarticciolo

Sarajevo, mon amour

Testo: Giamarco Busetto
Con: Gianmarco Busetto e Carola Minincleri Colussi
Ricerca drammaturgica e regia: Gianmarco Busetto e Carola Minincleri Colussi
Regia tecnica: Marco Duse con il supporto di Pietro Zotti
Supporto all’interpretazione: Elena Friso
Graphic project: Marina Renzi
Produzione: Farmacia Zoo:È 

Progetto realizzato con il sostegno di Teatro del Lemming, Rovigo, In Metamorfosi. Residenze per la ricerca teatrale 2019 Estro Teatro, Trento, Fantasio Festival Internazionale di Regia teatrale 2019 In scena: il 19 novembre 2021

 

Podcast: #andiamoateatro

#andiamoateatro #1 - novembre

 

Diamo voce ai protagonisti della scena teatrale italiana, per questo mese di novembre abbiamo intervistato: Gabriele Lavia, in scena al Teatro Quirino di Roma con lo spettacolo "Le leggi della gravità"(01:00); Manuela Kustermann, direttrice artistica del teatro Vascello di Roma (08:35); Claudio Casadio, in scena con lo spettacolo "L’Oreste. Quando i morti uccidono i vivi" al teatro del Giglio di Lucca (20:17); Daniele Salvo, in scena al teatro sociale di Brescia con la regia dello spettacolo "La notte dell'Innominato" (26:19); Rodolfo Di Giammarco che ci parla della XX edizione del festival "Trend - nuove frontiere dalla scena britannica" al teatro Belli di Roma (38:40).

 

 

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per scoprire gli sconti sugli spettacoli teatrali riservati ai nostri lettori