Martedì, 07 Dicembre 2021
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Lombardi-Tiezzi e Antichi maestri: l’ossessione per l’imperfezione alla perfezione

Recensione dello spettacolo Antichi maestri in scena presso il Teatro Vascello dal 23 al 28 novembre 2021

 

Ultimo testo di una trilogia con cui Thomas Bernhard indaga le Arti – Il soccombente ha come oggetto la Musica mentre A colpi d’ascia riguarda il Teatro - Antichi maestri prende le mosse da un bizzarro protagonista: un musicologo che da più di trent’anni, ogni due giorni, si reca presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. E, giunto nella Sala Bordone, siede di fronte al Ritratto di uomo con la barba bianca di Tintoretto. Chiunque abbia familiarità con i luoghi espositivi non per semplice curiosità, turismo o motivi professionali potrebbe trovarsi a proprio agio con una premessa del genere: anche se in maniera meno compulsiva, capita ci si appassioni talmente tanto a un’opera da volerla ammirare ogni qualvolta se ne abbia la possibilità e godere delle sensazioni che l’accompagnano. Il motivo per cui il particolarissimo visitatore continua a tornare davanti a un determinato quadro non è, però, questo. O, almeno, non solo. Così come non è solo di Pittura che Bernhard vuol parlare.

Reger (Sandro Lombardi) è ossessionato da Ritratto di uomo con la barba bianca tanto da aver corrotto il custode Irrsigler (Alessandro Burzotta) in modo da rendere inaccessibile la sala durante le sue visite ed evitare che la sua attività contemplativa venga disturbata. Un giorno, però, decide di convocare lo scrittore Atzbacher (Martino D’Amico) per raccontagli di sé. Si crea, quindi, una triplice valenza di sguardi tra chi guarda il quadro, chi guarda chi lo guarda e chi – controllando – guarda entrambi. Per Reger è l’occasione per verbalizzare tutta una serie di idiosincrasie che spaziano dall’Arte alla Filosofia, dalla Cultura alla Società finendo, poi, per concentrarsi sull’unico soggetto che tanto contemporaneamente quanto significativamente lo attira e ripugna: l’essere umano. Sosterrà, dunque, che «dobbiamo andare a San Pietro e constatare che è una costruzione abborracciata e di pessimo gusto, che l’altare del Bernini è un esempio di ottusità architettonica»; Heidegger è un «ridicolo filisteo nazionalsocialista con i pantaloni alla zuava»; «il genio e l’Austria non sono compatibili». Fino a quel tragico – ma anche comico, poiché sottotitolo di Antichi maestri è Commedia - «la mente deve essere una mente che cerca, una mente che cerca gli errori, gli errori dell’umanità, una mente che cerca il fallimento». Perché «niente mi attrae più intensamente degli esseri umani e nello stesso tempo niente mi disgusta più profondamente di loro». E allora è forse questo che insegue Reger nel suo maniacale scrutare l’opera di Tintoretto: l’imperfezione nella perfezione, a conferma di come Arte, Filosofia, Pensiero possano solo tentare e fallire nel loro sforzo comunicativo. Oppure tutto questo sistema di critica al vetriolo cela una mancanza che Nietzsche non esiterebbe a definire “umana troppo umana” e che lo spettatore non tarderà a scoprire.

La Compagnia Lombardi-Tiezzi porta in scena al Teatro Vascello un’opera ricca di contraddizioni e stimoli, in cui nulla accade se non attraverso la parola. E, in questo scenario, sia Sandro Lombardi sia Martino D’Amico sono eccellenti nel reggere sulla propria voce il peso dell’intero Antichi maestri: non un’incertezza, non uno scarto, non un ingranaggio fuori posto in quel complesso meccanismo dialogico che è il testo di Thomas Bernhard. Per esso, le scene di Gregorio Zurla così come le luci di Gianni Pollini creano un luogo ideale: uno spazio aperto che, pure, non lo è. Grazie a una struttura luminosa che separa e, in qualche modo, ingabbia gli attori mentre ogni altra tela accanto a Ritratto di uomo con la barba bianca svanisce nella sua alterazione. L’impeccabile drammaturgia di Fabrizio Sinisi e la ragionata regia Federico Tiezzi fanno il resto: a costo di far storcere il naso a Roger, si può parlare di perfezione.  

 

Cristian Pandolfino

25 novembre 2021

 

Informazioni

Teatro Vascello

Antichi maestri

Testo: Thomas Bernhard. Traduzione di Anna Ruchat
Con: Sandro Lombardi, Martino D’Amico, Alessandro Burzotta

Drammaturgia: Fabrizio Sinisi
Regia: Federico Tiezzi

Scene e costumi: Gregorio Zurla
Luci: Gianni Pollini
Regista assistente: Giovanni Scandella
Fonico: Alessandro Di Fraia
Video: Nicola Bellucci
Direzione tecnica: Tommaso Checcucci
Produzione: Compagnia Lombardi-Tiezzi / Associazione Teatrale Pistoiese Centro di produzione teatrale in collaborazione con Napoli Teatro Festival Italia

In scena: dal 23 al 28 novembre 2021

 

Foto: Luca Manfrini

 

 

Podcast: #andiamoateatro

#andiamoateatro #1 - novembre

 

Diamo voce ai protagonisti della scena teatrale italiana, per questo mese di novembre abbiamo intervistato: Gabriele Lavia, in scena al Teatro Quirino di Roma con lo spettacolo "Le leggi della gravità"(01:00); Manuela Kustermann, direttrice artistica del teatro Vascello di Roma (08:35); Claudio Casadio, in scena con lo spettacolo "L’Oreste. Quando i morti uccidono i vivi" al teatro del Giglio di Lucca (20:17); Daniele Salvo, in scena al teatro sociale di Brescia con la regia dello spettacolo "La notte dell'Innominato" (26:19); Rodolfo Di Giammarco che ci parla della XX edizione del festival "Trend - nuove frontiere dalla scena britannica" al teatro Belli di Roma (38:40).

 

 

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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