Lunedì, 30 Gennaio 2023
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Pupo di zucchero: il dolce e l’amaro dei morti secondo Emma Dante

Recensione dello spettacolo Pupo di zucchero. La festa dei morti in scena al Teatro Argentina dal 18 al 30 ottobre 2022

 

Ci sono tradizioni che mutano forma e nomi, cambiano date e celebranti ma i cui valori restano intatti nei secoli. Spesso senza che chi vi partecipa se ne renda conto o ne conosca la genesi. È il caso del giorno dei morti: nel Sud Italia, molto prima che Halloween prendesse così tanto piede anche nel nostro Paese, oltre alla classica visita al cimitero si usa festeggiare consumando una serie di dolci tipici del periodo accompagnati da regali per i più piccoli. Sono un dono da parte dei defunti, affettuosamente definiti “morticini” nelle zone d’origine chi scrive. Ricordi d’infanzia che si mescolano a storie familiari e un sentimento ambivalente nei loro confronti: perché nel giorno dei morti non c’è nulla di orrido o spaventoso, piuttosto un dolore che sa di nostalgia. 

Una sensazione che è facile ritrovare in Pupo di zucchero. La festa dei morti, opera firmata da Emma Dante e liberamente ispirata al celeberrimo Lo cunto de li cunti di Gianbattista Basile. All’interno di uno spazio buio il Vecchio (Carmine Maringola) è impegnatissimo nella cura di un impasto: “l’esca pe li pesci de lo cielo”, che non tarderà ad attirare le sorelle Rosa (Nancy Trabona), Viola (Maria Sgro) e Primula (Federica Greco). Tre nomi non a caso floreali, per queste fanciulle definite dal fratello «tre ciuri c’addorano ‘e primmavera». È poi la volta dell’esuberante Pedro (Sandro Maria Campagna), spasimante di Viola, del papà scomparso in mare (Giuseppe Lino), della malferma mamma (Stephanie Taillandier), dell’adottivo Pasqualino (Tiebeu Marc-Henry Brissy Ghadout), della focosa zia Rita (Martina Caracappa) unita allo zio Antonio (Valter Sarzi Sartori) in un legame indissolubile di desiderio e violenza. La preparazione del dolce antropomorfo evoca ognuna di queste figure, la realizzazione di esso compirà il destino del suo artefice.

Le vicende raccontate in Pupo di zucchero sono piuttosto semplici, quasi banali. Ciò che conquista è la visionarietà della messinscena unita all’enorme talento di ciascuno degli attori: in una stanza abitata dalla solitudine di un anziano i ricordi di una vita prendono corpo e fiato, in un girotondo di invenzioni che culmina nello spettrale e suggestivo finale. Capace di riportare alla mente, grazie alle sculture di Cesare Inzerillo, sepolture oramai inconcepibili: come quelle ospitate nella cripta all’interno dei Convento dei Cappuccini a Savoca, nel messinese. 

Il lavoro di Emma Dante suona come un atto d’amore nei confronti di un corpus di usanze e memorie continuamente minacciato da una certa bumilia esterofila: per questo le si perdonano difettucci come l’azzardo nella scelta di qualche costume non particolarmente pertinente o il superfluo multilinguismo. Del resto, in una favola che è apparizione, sogno, delirio, non è detto che tutto debba tornare.  

 

Cristian Pandolfino

19 ottobre 2022

 

Informazioni

Teatro Argentina

Pupo di zucchero. La festa dei morti

Regia di Emma Dante

Con Carmine Maringola (il Vecchio), Nancy Trabona (Rosa), Maria Sgro (Viola), Federica Greco (Primula), Sandro Maria Campagna (Pedro), Giuseppe Lino (Papà), Stephanie Taillandier (Mammina), Tiebeu Marc-Henry Brissy Ghadout (Pasqualino), Martina Caracappa (zia Rita), Valter Sarzi Sartori (zio Antonio)

Costumi Emma Dante

Sculture Cesare Inzerillo

Luci Cristian Zucaro

Assistente ai costumi Italia Carroccio

Assistente di produzione Daniela Gusmano

Coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma

Produzione Sud Costa Occidentale

in coproduzione con Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, Scène National Châteauvallon-Liberté /

ExtraPôle Provence-Alpes-Côte d’Azur / Teatro Biondo di Palermo / La Criée Théâtre National de Marseille / Festival d’Avignon / Anthéa Antipolis Théâtre d’Antibes / Carnezzeria

e con il sostegno dei Fondi di integrazione per i giovani artisti teatrali della DRAC PACA e della Regione Sud

In scena dal 18 al 30 ottobre 2022

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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