Martedì, 16 Aprile 2024
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Ukiyo-e, una danza di "immagini del mondo fluttuante", il morbido opening del Romaeuropafestival 2023

Recensione dello spettacolo “Ukiyo-e” in scena il 7 settembre 2023, Cavea dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”

Quando durante la conferenza stampa di presentazione del Romaeuropa Festival 2023 tenutasi  all’Istituto Svizzero di Roma, a Villa Maraini, il 5 settembre Sidi Larbi Cherkaoui, coreografo dello spettacolo ha chiosato con la frase È di dolcezza che il mondo ha bisogno. Per trovare la dolcezza è necessaria molta concentrazione, trovare violenza invece è molto più facile”, probabilmente era impensabile che tali parole fossero ritagliate perfettamente intorno ad uno spettacolo, tanto da forgiarne un vestito assolutamente perfetto. L’opening del REF quest’anno viene quindi affidato al uovo direttore artistico del Ballet du Grand Théâtre De Genève,  che per due sere ha fatto fluttuare l’immensa cavea dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma, in un ipnotico gioco di movimenti che ha immobilizzato il pubblico per settanta minuti. Lo spettacolo è un omaggio al Giappone, la ukiyo-e è difatti una  forma d'arte popolare, immagini nate per illustrare libri che nel tempo  divennero indipendenti, fino a farsi delle opere a parte stampate su un foglio come cartoline o come poster per il teatro kabuki.

Queste immagini, inizialmente monocromatiche, nel tempo hanno  acquisito il colore; letteralmente sono immagini del mondo fluttuanti”, definizione d’ispirazione a questo balletto così estremamente morbido e aereo. La scena è invasa da 18 ballerini e ballerine vestiti dai costumi di Yuima Nakazato che esplorano lo spazio grazie anche alla bellissima scena di scale semovibili che si decompongono e si uniscono continuamente dello scenografo newyorkese Alexander Dodge elemento architettonico evidentemente ispirato alle geometrie di Escher, un movimento continuo che muta e trasforma, metafora a detta del coreografo dei movimenti della vita nei quali non si sceglie, non si decide, ma si fluttua continuamente.  Le scale difatti, in questo caso, non conducono in nessun luogo, ma creano un’illusione continua, nella quale i ballerini sembrano praticare azioni consuete, seppure articolate. Al centro di questo spazio, la comunicazione musicale  è affidata al franco-vietnamita Alexander Dai Castaing, al polacco Szymon Brozska, alla cantante Kazutomi Kozuki e al maestro del Taiko Shogo Yoshii, che realizzano composizioni originali a tratti violente, a tratti estremamente dolci, ancora una volta a rappresentare la fluttuazione continua, l’incessante movimento. Uno spettacolo “meditativo” che palesa la grande sapienza di pratiche del giovane coreografo  belga, oramai alla sua presenza ventennale al Romaeuropafestival, come precisa in conferenza stampa  il direttore generale e artistico Fabrizio Grifasi, che lo vide agli esordi della sua carriera con lo spettacolo “Tempus fugit” del 2004. 

Raramente uno spettacolo di danza muove tale emozioni, che risiedono probabilmente in uno spazio di coscienza che è difficile esplorare razionalmente, non c’è solo la sapienza della messa in scena, ma indubbiamente in questo caso c’è molto altro, una ricerca di senso evidente che non si può circoscrivere solo nell’ ambito dell’arte coreutica. 

 

Il Romaeuropa Festival 2023 presenta una delle più ricche edizioni di sempre con 90 spettacoli, oltre 500 artisti, 62.000 posti in vendita e più di due mesi di programmazione prevede quest’ anno musica, danza, teatro, nuovo circo, creazione per l’infanzia e arti digitali e si moverà tra l’ Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” e la sua Cavea, la Pelanda del Mattatoio, l’Accademia di Santa Cecilia e alcuni dei teatri storici della città. 

 

Barbara Chiappa

10 settembre 2023

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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