Giovedì, 23 Maggio 2024
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‘Cumbinin’ apre la stagione al San Daniele del Friuli

Recensione dello spettacolo Cumbinin, in scena al San Daniele del Friuli, Auditorium La Fratta il 16 novembre 2023

 

Una interessante proposta in lingua friulana del Teatro Incerto, fra ironia e critica sociale.

 

L’ ente teatrale regionale del Friuli Venezia Giulia, sta aprendo le stagioni dei quasi trenta teatri che aderiscono alla sua proposta.

Un merito innegabile dell’ERT è di aprire alle attività delle altre realtà culturali della regione.

In questo caso parliamo di una produzione del CSS, Centro Servizi Spettacoli di Udine, quello che in un’ottica commerciale sarebbe un avversario, in una seria politica realmente culturale un compagno di viaggio: ‘Cumbinin. Intrics e poesie’.

Teatro Incerto è un gruppo teatrale dalla storia quarantennale. Formato da Fabiano Fantini, Claudio Moretti ed Elvio Scruzzi  , ha scritto pagine importanti del teatro in italiano ed in lingua friulana, facendola uscire dalla dimensione filodrammatica  e folclorica  a favore di una cifra graffiante, contemporanea, mai scontata,  non autoreferenziale. 

L’ultima delle loro proposte, nella quale sono affiancati da Martina Delpiccolo, eclettica intellettuale e giornalista prestata al teatro, si intitola appunto ‘Cumbinin’, termine che indica la volontà di accordo.

Un lavoro molto particolare, con una apparente componente divertente, che in realtà è un palese atto di accusa.

Si parla di un Friuli vittima della corruzione,  dei cartelli delle case di riposo e delle mense.

Si utilizza la lingua friulana non per celebrare un popolo,  ma per denunciare l’assenza di isole felici, il bisogno di essere realisti, il coraggio di guardarsi senza maschere.

Anche la necessità di smettere di criminalizzare l’altro, perché per ripartire è necessario prendere coscienza che il marcio è entrato in tutta la società.

In una beauty farm, un assessore ed un imprenditore si incontrano per scambiarsi del denaro in cambio di assegnazioni di lavori.  Una abitudine di lunga data, messa in crisi  da un corriere che non arriva e da un cambio di gestione del locale, che comporta la presenza di una giovane fanciulla, sconclusionata ed incomprensibile per loro.

Una serie di gag e malintesi permettono di raccontare, a colpi di cinici sorrisi ed amare risate,  razzismo e cinismo, pregiudizi ed aberrazioni.

Famiglie calpestate, religiosi che si intrattengono con prostitute, assessori  che vendono appalti e scambiano favori, extracomunitari inseguiti con tracotanza, menù striminziti, maiali nutriti con i resti del cibo delle case per anziani e rumeni criminalizzati a prescindere da chi siano.

Un caleidoscopio di luoghi comuni, reati letti sui giornali, frasi sentite, considerazioni da osteria, alibi meschini, che raccontano con disincanto la quotidianità .

Man mano che la storia si dipana, cresce sempre di più la distanza fra il lessico dei due complici ed i discorsi della nuova titolare della beauty farm, che  entra in una dimensione completamente simbolica: parla per versi, da Dante a Foscolo, passando per Pasolini e Cappello, perché è la Poesia.

Alla fine verrà aggredita, legata, imbavagliata, abbandonata dai due e soccorsa dal terzo complice finalmente arrivato.

E’ riuscita a  sfiorare gli uomini, ma non a cambiarli.

Il sistema corrotto è sopravvissuto, non si è fatto commuovere, non ha voluto fare nessun esame di coscienza,  convinto che non ci siano alternative a corruzione ed aggiustamenti. Appunto il   ‘ Cumbinin ‘ del titolo.

Interessante narrazione, che forse meriterebbe qualche aggiustamento nel testo per la parte della Poesia, che alle volte appare un po’ troppo forzata.

La scelta dell’uso della lingua friulana per narrare una quotidianità cinica , autentica, senza giri di parole, spesso con  riferimenti di cronaca coraggiosamente chiari, è di grande valore.

Quasi destabilizzante per un sistema che spesso mitizza il passato, per la mancanza di coraggio di guardare  al presente.

Azzeccata l’idea di assegnare la parte dei  malfattori a due attori brillanti, arguti, con tempi comici smaglianti:  in un tempo di indici di popolarità e di gradimento, le masse si schierano dalla parte del più forte, del più popolare, incuranti di morale e razionalità.

Fabiano Fantini tratteggia un credibile Assessore, posato nei modi ‘ ufficiali’, meno controllato in quelli privati. Sicuro di sé, abilissimo a  giocare con i toni di voce, che saltabecca fra il pacato  ed il concitato, fra il fermo e l’alterato, quando parla con il suo interlocutore delle vicende legate alla corruzione riesce a mantenere i racconti più insoliti su una dimensione  normale, quasi a dire che è uomo di mondo, avvezzo ad ogni cosa, perché nulla lo spaventa, se non il rischio di perdere voti.

Elvio Scruzzi è presente in voce, quale corriere inaffidabile ed in ritardo, nel corso dell’intero spettacolo, per comparire solo alla fine, a sostenere la poesia aggredita.

Una apparizione dolente di grande rilevanza, forte di uno sguardo che scolpisce il silenzio e  che non ha bisogno di grandi discorsi per raccontare il crollo del mondo.

Claudio Moretti è un vero mattatore, capace di giocare con i ritmi  ed i toni di voce, forzando la recitazione verso un registro acuto, che centra in modo raffinato la descrizione di alcune modalità espressive tipiche del territorio. Tempi comici serrati, anche grazie al buon affiatamento con Fantini, capacità di prendere la platea,  attenzione alle sfumature e mancanza di autocompiacimento sono le caratteristiche di una brillante prova.

Martina Delpiccolo è stata coraggiosa a scendere in campo con tre simili pilastri. Coautrice del testo, ha costruito un personaggio che all’inizio sembra troppo artificioso, forzato, con una recitazione non credibile. Nel corso della serata quelli che sembravano difetti quasi dilettanteschi diventano invece una cifra stilistica.

Il suo personaggio vive altrove. Parla una lingua differente,  che gli altri sembrano non saper assimilare ed alle volte deridono. Quello che sembrava artefatto, diviene bisogno di alzare delle barriere all’ondata qualunquista del mondo e la modalità recitativa assume un valore chiaro.

Di grande suggestione gli incisi musicali, che mostrano una voce capace di armonici suadenti e  solidi salti di ottava.

Alla fine, dopo qualche utile ulteriore spiegazione data dagli interpreti al pubblico, tanti applausi che hanno segnato il meritato successo del titolo d’apertura della stagione di San Daniele del Friul.

 

 

Gianluca Macovez

19 novembre 2023

 

informazioni

‘CUMBININ. Intrics e poesie.’

di e con Martina Delpiccolo, Fabiano Fantini, Claudio Moretti, Elvio Scruzzi.

Produzione: Teatro Incerto/CSS  Teatro stabile di innovazione del FVG

 

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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