Recensione dello spettacolo Seconda Classe in scena al teatro Spazio Diamante di Roma dall’11 al 16 novembre 2025
Ci sono spettacoli che non cercano l’applauso, ma il disagio. Seconda Classe, la nuova creazione del Controcanto Collettivo diretta da Clara Sancricca, appartiene a questa categoria: lo spettacolo si presenta come un’indagine lucida, anche tagliente, sul privilegio e sul suo bisogno strutturale di esclusione. In scena al Teatro Spazio Diamante di Roma, la compagnia, che ha già raccontato con lucidità il tema del lavoro in Sempre Domenica e del perdono in Settanta volte sette, punta i riflettori su un altro argomento scottante: la disuguaglianza, il privilegio e la sua contropartita, l'esclusione.
Il titolo, ironico e perfettamente calzante, rimanda direttamente a quello spazio abitato dalla maggior parte delle persone, ovvero quella “seconda classe” vissuta come una terra di mezzo in cui il lusso si intravede solamente e la miseria si scongiura. Lo spettacolo non ha la presunzione di offrire delle risposte, ma come una sorta di lente analizza e scompone la ricchezza nei suoi rituali, nei suoi automatismi, nel suo bisogno di essere distinta ed elitaria al punto da escludere chi non ne fa parte.
La regia è rigorosa ma mai rigida: Clara Sancricca dà vita a una messinscena corale, dove le voci degli attori si intrecciano, si interrompono, si contraddicono: tutti sono al centro della scena e non c’è un vero protagonista. Si tratta di una scelta che rispecchia il modo in cui il collettivo rappresenta da sempre la società, ovvero non attraverso grandi storie individuali ma con un racconto corale che si fa specchio della realtà. Far parte della prima classe diventa il simbolo di un mondo dove il valore si misura solo in termini comparativi: qualcuno vale di più solo perché qualcun altro vale di meno.
Il ritmo, non sempre fluido, è parte integrante del linguaggio scenico. Alcuni passaggi si dilatano e perdono di tensione, ma è un rallentamento che sembra quasi voluto: il tempo diventa uno strumento drammaturgico per far percepire allo spettatore la fatica del sistema, l’inerzia delle sue ingiustizie. La struttura narrativa, volutamente spezzata, si trasforma così anche in uno strumento coerente per raccontare un sistema che vive di dislivelli e gerarchie.
La scenografia è essenziale, dinamica, priva di orpelli per lasciare spazio al lavoro del gruppo, che è il vero motore dello spettacolo. I sei interpreti, ovvero Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero e la stessa Sancricca, formano un organismo compatto, dove ogni gesto e ogni pausa sono parte di un linguaggio comune. È questa la cifra stilistica della compagnia: la convinzione che il teatro sia prima di tutto un atto di coscienza collettiva.
Seconda Classe non è uno spettacolo comodo, né vuole esserlo: non consola, non moralizza, non offre soluzioni. Si presenta come un lavoro asciutto, ragionato, ma necessario. Lo spettatore è chiamato a mettere in discussione il proprio sguardo così come il proprio ruolo nel sistema, e a chiedersi quanta parte di quella seconda classe abiti ogni giorno.
Controcanto Collettivo continua a fare ciò che sa fare meglio: mettere lo spettatore davanti allo specchio, e chiedergli senza mezzi termini da che parte del vetro vuole stare.
Diana Della Mura
13 novembre 2025