NAPUL È… al Teatro Vittoria di Roma

NAPUL È… al Teatro Vittoria di Roma

Recensione dello Spettacolo Napul è al Teatro Vittoria di Roma il 06 e il 07 ottobre 2026 

“Napul è, rito contemporaneo tra danza, circo e memoria"”, in scena al Teatro Vittoria di Roma il 6 e 7 ottobre, è un omaggio alla città di Napoli, una rappresentazione concepita dalla creatività performativa dei fratelli Ladisa, registi, coreografi, direttori artistici e performer. 
Raccontare Napoli è un cult: dal cinema alla musica, dalla poesia alla prosa, dal teatro alla commedia dell’arte, dalla pittura alla scultura, la fascinazione della città partenopea è senza tempo e le sue contraddizioni fonte inesauribile di ispirazione per alcune delle più grandiose opere artistiche, musicali, letterarie, teatrali e cinematografiche, rinomate a livello internazionale. 
Napoli è una scenografia a cielo aperto, dove la quotidianità si confonde con la teatralità: il Vesuvio che sovrasta il golfo; il mare, il porto e i pescatori; il folclore, il colore, la sensualità; la brutalità, la sozzura, la bellezza e la decadenza, l’abbondanza e la povertà; la malinconia, il disordine, il chiasso, i clacson in un traffico scompaginato; i vicoli colmi di ammennicoli di ogni genere, cornetti portafortuna, statue e statuine; il culto del cibo, del calcio, della musica, delle maschere, la smorfia; l’arte dell’arrangiarsi; la gente di Napoli, il dialetto e la gestualità, l’espressività grossolana e beffarda, rappresentano una realtà unica e complessa, un palcoscenico che è già, appunto, meta-teatro. 
Ed è proprio la complessità, la varietà, le mille sfaccettature di una città così originale che i fratelli Ladisa non sono riusciti a rimandare al pubblico, pur contando su un’idea e un’intuizione certamente valide.
In un’ora di spettacolo sei ballerine e tre ballerini in abiti colorati si sono esibiti sulle note di alcune delle canzoni più significative e poetiche della tradizione popolare napoletana, accompagnando lo spettatore in un viaggio immaginario che rende la città senza tempo. “Scétate scè”, “Napul è”, di Pino Daniele, “Simmo 'e Napule, paisà!”, l’inconfondibile voce di Totò e tante altre canzoni popolari hanno costituito il fil rouge di tutta la rappresentazione, rimasta sospesa nella ricerca di una sceneggiatura chiara e di una regia convincente. Non solo ballo ma anche prove fisiche e circensi hanno arricchito la performance, pur con lievi sbavature e imprecisioni. Al centro della storia l’immancabile Pulcinella, Claudio Ladisa, attorno al quale si è snodato il racconto e che, tuttavia, ha mancato, nell’interpretazione, di quel carattere forte, scanzonato, sorridente e beffardo, a volte tragico, che lo caratterizza e che lo rende iconico. 
Uno spettacolo che nelle premesse incuriosisce, ma che deve essere perfezionato nella performance, nella sceneggiatura e nella regia, per diventare attraente e offrire credibilità scenica, oltre il mero intrattenimento. 

 

Francesca Sposaro 

17 ottobre 2026

 

 

INFORMAZIONI: 
di Claudio e Paolo Ladisa
regia Claudio e Paolo Ladisa
Con:
artisti e performer della Compagnia Ladisa, scenografie Marco de Sanctis
costumi Sartoria Mele 
Produzione CPS-Centro Produzione Spettacolo soc.coop.

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014