Venerdì, 22 Novembre 2019
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Ready Player One: Spielberg è tornato!

#recensione Ready Player One, regia di Steven Spielberg.

 

Anno 2045. L'inquinamento e la sovrappopolazione hanno rovinato la vita sulla terra. Per far fronte alla decadenza nella quale sono costretti a vivere tutti si rifugiano in OASIS, un mondo virtuale comprensivo di numerose attività lavorative, educative e di intrattenimento creato da James Halliday, genio visionario, morto poco tempo prima.

Egli ha creato il "gioco di Anorak", tre sfide che, se superate, daranno al giocatore il controllo totale di OASIS e l'eredità miliardaria di Halliday. Al superamento delle stesse il giocatore viene premiato con una chiave. Trovate tutte e tre, il giocatore verrà condotto nella stanza dell' Easter Egg.

Il segnapunti è da sempre vuoto e Wade Watts, meglio noto come Parzival, un ragazzo di Columbus, è alla ricerca dell'Easter Egg e di un modo per superare le sfide. Ad aiutarlo ci saranno il suo migliore amico Aech e la misteriosa Art3mis.

Per un grave errore di Wade, commesso all'interno del gioco, i tre verranno ostacolati dalla IOI, un'agenzia militarizzata capitanata da un uomo di nome Nolan Sorrento, che ha come scopo quello di arrivare per primi al tanto agognato Easter Egg.

Steven Spielberg torna in forma smagliante alla regia di un eccellente film d'intrattenimento. È tratto dal Romanzo di Ernest Cline che ha co-scritto il film insieme a Spielberg e Zak Penn. Nonostante alcune ingenuità il film scorre perfettamente e tutta la parte finale del film ha un sapore decisamente epico.

La regia di Spielberg è consapevole, salda, potente e, soprattutto, elegante. Un valore aggiunto per l'intera pellicola è rappresentato dal lato tecnico in generale.

La fotografia degli spezzoni di film ambientati in città riesce a calare appieno lo spettatore nel degrado che i personaggi sono costretti a vivere.

La colonna sonora curata da Alan Silvestri è ottima e comprende sia il commento alle scene salienti del film sia alcuni brani anni '80.

Il film è anche pregno di riferimenti alla cultura pop che va dagli anni '80, e questo è visibile anche nello stesso titolo che rimanda alla schermata iniziale dei primi videogiochi prodotti in quel periodo, ma soprattutto alla cultura pop dai primi anni 2000 ad oggi. Ciò è visibile soprattutto nella battaglia finale ed è un'autentica gioia per gli occhi. Parlando delle interpretazioni, Tye Sheridan come Wade/Parzival è stato bravissimo. Nolan Sorrento è il tipo di Villain che bisognerebbe aspettarsi da film di questo tipo ed è interpretato da Ben Mendelsohn, calato alla perfezione nel proprio ruolo.

Un ruolo molto importante per la trama, il curatore degli archivi di OASIS è stato affidato a Simon Pegg, comic releaf della saga di Mission Impossible ed è stato bravo nonostante alcune caratteristiche non ci abbiano convinti del tutto. Nel cast, poi, Olivia Cooke nei panni di Art3mis è stata inaspettatamente brava.

Ma la vera sorpresa, per noi de la platea, è stata trovarsi davanti allo schermo Mark Rylance nei panni di James Halliday. Non sapremo cosa aggiungere sulla sua interpretazione se non che è stato perfetto, scritto meravigliosamente e, soprattutto, è un personaggio che lo spettatore scopre insieme a Parzival, Aech e Art3mis con lo scorrere dei minuti.

Però, purtroppo, Ready Player One non è esente da difetti. Il primo è facilmente riscontrabile nell'eccessiva durata del film. In secondo luogo non sono molto chiare alcune dinamiche necessarie al progredire della trama. L'ultima nota dolente risiede in una scena utile ai fini della trama che, però, ci viene spiegata in maniera frettolosa e superficiale nonostante quella spiegazione sia un colpo di scena e la dimostrazione del vero talento di uno dei personaggi. Ma non possiamo fare spoiler per non intaccare la visione del film. 

Diretto da Steven Spielberg e Tratto dal romanzo di Cline, che ha segnato una generazione di lettori e che rappresenta un omaggio dello stesso Cline a Spielberg, Ready Player One è, in primis, uno dei film di intrattenimento più belli degli ultimi anni ed è anche portatore di un messaggio non indifferente che dirà uno dei personaggi più importanti alla fine del film stesso. Spielberg stesso dev'essersi divertito moltissimo a girarlo ed inserire tutti quei riferimenti che non si potrebbero contare nemmeno al termine di quattro visioni del film. Nonostante qualche lieve difetto, alcune ingenuità più che comprensibili e una durata di 2 ore e mezza, Ready Player One è splendido Non possiamo negare poi che, alcune citazioni, ci hanno dato quella commozione e quel brivido lungo la schiena che ci hanno permesso di tornare all'infanzia per due ore e mezza.

In conclusione, noi de la platea, annoveriamo la nuova fatica di Spielberg tra i film d'intrattenimento migliori dell'anno e, senza alcun dubbio, al secondo posto nel podio dei migliori film di intrattenimento del regista dopo il primo Jurassic Park.

 

Voto 9,5

 

Nicolò Ferdinandi

4 aprile 2018

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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