Venerdì, 22 Novembre 2019
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Pacific Rim La Rivolta: Era davvero necessario?

#recensione Pacific Rim La Rivolta di Steven S. DeKnight

 

10 anni dopo gli eventi del primo film Jake Pentecost, figlio del comandante Stacker deceduto in azione per chiudere la breccia sul fondo del Pacifico per salvare il mondo dalla minaccia Kaijū, è costretto a lavorare per il programma Jaeger divenuto il più efficiente ed efficace organo di difesa globale. Il ragazzo vive una vita dedita agli eccessi, furti e completa dissolutezza amareggiato dal fatto di non aver mai dimostrato al padre il proprio valore come pilota di Jaeger. Con l'aiuto dell'amica Amara Namani, l'ex compagno pilota Nate Lambert, la sorella adottiva Mako Mori ed i dottori Newton e Gottlieb, Jake riprende il controllo del Gipsy, storico Jaeger del primo film.

Ben presto si accorgono di un nuovo pericolo non più proveniente dalla breccia, chiusa 10 anni prima, ma dal nostro mondo... Pacific Rim La Rivolta è un valido proseguimento alle avventure del primo film. Uno dei lati positivi sulla carta è raffigurato dal cast. Infatti ritroviamo gran parte del cast del precedente capitolo e qualche nuova conoscenza. Proprio su queste vorremmo soffermarci perché abbiamo trovato un John Boyega, Finn della nuova trilogia di Star Wars, molto in parte nel ruolo del protagonista Jake. Discreta performance Cailee Spaeny nel ruolo di Amara.

Capitolo a parte lo riserviamo all'interpretazione di Scott Eastwood nel ruolo di Nate Lambert. Quest'ultimo ci è piaciuto come personaggio in sé, sia nell'interpretazione che nella scrittura, ed abbiamo anche apprezzato una certa somiglianza, anche fisica, con il padre Clint. Altro lato positivo del film è rappresentato dal design degli Jaeger, ben più accattivante di quelli presenti nel primo capitolo. La colonna sonora, a cura di Lorne Blafe ci ha convinti alternandosi tra brani solenni e aggressivi. Per ultimo va detto che il finale è soddisfacente e prelude ad un terzo capitolo che, a nostro parere, dovrà essere soggetto ad una realizzazione molto più complessa degli altri due film. Tutto ciò per mantenere fede ad alcune promesse che, se rispettate, potrebbero rendere il terzo film, senza alcun dubbio, il più interessante e meglio riuscito della saga.

Purtroppo, però, Pacific Rim La Rivolta presenta dei difetti non da poco. Innanzitutto non viene mai spiegato il motivo dell'assenza di Raleigh Becket, protagonista del primo film. Secondo lato negativo è rappresentato dal fatto che la sceneggiatura, ed i dialoghi in sé, sono fin troppo marginali. E questo è senza dubbio uno dei difetti più gravi poiché la sceneggiatura è stata curata anche da Guillermo Del Toro. Il cambio di registro e di stile è fin troppo evidente.

Infatti, al contrario del primo capitolo diretto dallo stesso Del Toro, la regia di Steven S. DeKnight non è particolarmente ispirata ma, soprattutto, un po' troppo operaia. Ciò non sempre rappresenta un male ma, in questo caso, avrebbero dovuto esserci una maggiore cura ed attenzione a questo lato. Per ultimo vorremmo parlare del lato peggiore del film, ovvero, la scarsa presenza dei Kaijū. Essi, infatti, compaiono solo negli ultimi 45 minuti di film.

Cinque anni dopo il primo film, diretto da Guillermo Del Toro, approda in tutte le sale cinematografiche Pacific Rim La Rivolta, sequel all'altezza del suo predecessore e che, nonostante grandi difetti, riesce ad intrattenere egregiamente lo spettatore.

Noi de La Platea, avremmo preferito una maggiore cura per alcuni dettagli, una regia più pulita ed una scrittura più fluida. La vera domanda però è: era davvero necessario un sequel di Pacific Rim? Sicuramente no ma, alla luce di quanto accaduto nel corso di un'ora e cinquantatré minuti di film, confidiamo in un terzo capitolo che possa garantire una degna conclusione della saga.

 

Voto: 7 ½

 

Nicolò Ferdinandi

11 aprile 2018

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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