Martedì, 12 Novembre 2019
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I Segreti Di Wind River: un inverno di sangue nel Wyoming

#recensione I Segreti Di Wind River, regia di Taylor Sheridan

 

Durante una battuta di caccia nella riserva indiana di Wind River in Wyoming, il cacciatore ed agente federale di controllo della fauna selvatica Cory Lambert ritrova il corpo senza vita della diciottenne Natalie Hanson. La ragazza è senza scarpe, senza un abbigliamento adeguato e con l'inguine macchiato di sangue. Interviene Jane Banner, un'agente dell'FBI goffa, impacciata, inesperta ed impreparata ad affrontare il rigido inverno del Wyoming.

L'autopsia conferma uno dei sospetti peggiori della donna. Ella infatti teme che la causa della morte non sia omicidio né stupro ma assideramento. Jane quindi, senza l'aiuto della propria squadra e confermata la bassa presenza di agenti nel corpo di polizia locale, richiede l'aiuto di Cory. Egli le presta aiuto senza alcun indugio anche perché la ragazza deceduta era la migliore amica di sua figlia, morta in circostanze analoghe tre anni prima.

 Ciò che i due scopriranno porterà ad una verità sconvolgente. Il film è meraviglioso ed è anche un ottimo terzo capitolo. Si tratta infatti dell'ultimo capitolo della trilogia della frontiera, scritta da Taylor Sheridan. Essa è comprensiva di: Sicario di Denis Villeneuve, Hell Or High Water di David Mackenzie e I Segreti Di Wind River scritto e diretto dallo stesso Sheridan. Proprio per quanto riguarda la sceneggiatura, quest'ultima è scritta magnificamente e tutti i personaggi, dal primo all'ultimo, hanno una splendida caratterizzazione.

Soffermandoci sulle interpretazioni, il protagonista Cory è interpretato da Jeremy Renner, comic releaf della fortunata saga di Mission Impossible e co-protagonista di Arrival diretto da Denis Villeneuve. Qui non sapremmo cosa aggiungere perché Renner è stato magistrale. Sorprendente anche Elizabeth Olsen, la Wanda Maximoff/Scarlet Twitch della saga di Avengers. Il suo personaggio, Jane, è scritto in maniera intelligente e, la performance dell'attrice, dona grandi emozioni perché lo spettatore comprende ogni singola motivazione di un personaggio femminile molto forte, sfaccettato e che fa del suo punto di forza il fatto di non fermarsi di fronte a niente pur di arrivare alla soluzione del caso. Ma la sorpresa più grande è stata, dal punto di vista delle Interpretazioni, Gil Birmingham nei panni di Martin, padre della ragazza.

Birmingham è stato immenso ed è riuscito, in un punto in particolare della pellicola di cui non faremo spoiler per non intaccare la visione, a commuoverci per la delicatezza e la profondità di un suo gesto. Quando, verso il finale, un flashback rimette insieme tutti i pezzi del puzzle, lo spettatore rimane colpito dalla violenza e dall'oscurità che si celano nell'animo umano.

La regia di Sheridan è maestosa ed elegante e ciò dimostra quanto sia versatile come attore, sceneggiatore e regista. Sheridan, infatti, ha avuto un breve cammeo a Hell Or High Water e si era dimostrato un discreto attore. Il finale del film è crudo, glaciale, un pugno allo stomaco dello spettatore che porta quest'ultimo a riflettere su molte tematiche che non interessano solo la frontiera americana ma anche molte altre parti del mondo.

 Passando al lato tecnico la fotografia è perfettamente conforme al tono del film: fredda, cupa e con colori oppressivi. L'adattamento italiano è eccellente poiché Cory e Jane sono doppiati rispettivamente da Christian Iansante e Benedetta Degli Innocenti, grande esponente e ottima promessa del doppiaggio italiano. La colonna sonora è curata da Nick Cave e Warren Ellis, che composero anche per Hell Or High Water.

Qui la colonna sonora è un valore aggiunto all'intero film costituendo un commento pressoché perfetto ad ogni singola scena. Ciò che ci ha colpiti risiede nel fatto che lo spettatore non si ritrova davanti soltanto una colonna sonora ottima ma anche molto immersiva nell'oppressione che vivono i singoli personaggi. Quando i due padri, che hanno perso entrambi una figlia, si confrontano insieme alla madre della ragazza Cory/Renner tira fuori il lato più umano e straziante della sua Interpretazione. La scena in se si fa carico di una reazione umana errata ma più che comprensibile, vista la situazione.

Rimane comunque un mistero il fatto che nessuno, tra gli attori presenti in scena, sia intervenuto a placarne gli effetti. I difetti che abbiamo riscontrato nel film sono pochissimi e, purtroppo, uno di questi ne intacca la visione. Stiamo parlando del fatto che la prima parte è davvero lenta ad ingranare ed esiste un distacco netto tra la prima e la seconda parte, la quale risulta frenetica e di un'eccezionale potenza visiva. Per ultimo non siamo stati del tutto convinti di una parte del finale la quale non fornisce una risposta precisa sul futuro di uno dei personaggi ma, anche qui, non faremo spoiler.

Ultimo atto de "la trilogia della frontiera americana" scritta da Sheridan, I Segreti Di Wind River è un film spiazzante, un thriller scritto, diretto ed interpretato benissimo, che lascia ottimi spunti di riflessione allo spettatore. Purtroppo ha un ritmo incostante ed è presente uno stacco fin troppo netto tra la prima e la seconda parte. Noi de "La Platea" invitiamo calorosamente i nostri lettori ad una visione del film essendo, quest'ultimo, uno dei thriller con la miglior sceneggiatura degli ultimi cinque anni.

 

Voto 9+

 

Nicolò Ferdinandi

11 aprile 2018

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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