Martedì, 16 Aprile 2024
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“Vertigine” la stagione danza di ORBITA/Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza

Il 18 febbraio 2024 al Teatro Palladium di Roma la Tavola Rotonda. “Emergere o crescere? I Centri come nuovi strumenti a sostegno della nuova coereografia” e a seguire gli spettacoli “Denti” e “Fatico”

 

 Il 18 febbraio alle ore 18.00 al Teatro Palladium di Roma, in collaborazione con Fondazione Musica per Roma/Equilibrio Festival, si è tenuta la Tavola Rotonda. “Emergere o crescere? I Centri come nuovi strumenti a sostegno della nuova coereografia”, nell’ambito di VERTIGINE, la stagione Danza di ORBITA/Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza che si è interrogata  sulle strategie di sostegno e accompagnamento alla crescita delle giovani carriere in ambito coreografico, aldilà del dispositivo del premio. 

Il momento di riflessione e condivisione nasce dalla collaborazione con Fondazione Musica per Roma/Equilibrio Festival e prende spunto dall'ospitalità degli spettacoli di due firme della danza contemporanea italiana premiate entrambe dal Premio Equilibrio: Piergiorgio Milano e Irene Russolillo.

Sono intervenuti: Valentina Marini, direttrice artistica di ORBITA|Spellbound, Emanuele Masi, direttore artistico di Equilibrio Festival, Gigi Cristoforetti, direttore artistico e generale di Aterballeto CCN, Maria Inguscio direttrice generale di Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza CRID, Daniela Giuliano Direttrice Generale di Compagnia Virgilio Sieni CRID, Daniele Pitteri AD Fondazione Musica per Roma.

Le riflessioni iniziali con l’intervento di Piergiorgio Milano, danzatore di fama internazionale, che dopo la Tavola Rotonda ha presentato al pubblico la performance “Denti”, hanno ruotato soprattutto sul “lavoro intermittente” e sul “sostegno alla creazione”, pratiche che solo in Italia e in altri pochi paesi europei non ricevono sovvenzioni pubbliche.

L'Italia, quindi,  è l'unico paese europeo, o quasi, che non prevede un contributo statale sul lavoro intermittente degli artisti. Vale a dire che in paesi come la Francia e il Belgio i lavori culturali, o degli artisti in genere vengono sovvenzionati con contributi statali nei così detti tempi di "gestazione dell'opera", ossia quei periodi in cui seppure l'artista non svolge fattivamente il "fatto artistico" lo "genera". In Italia questa sovvenzione ovviamente non è prevista. 

Il momento dell' "idea", quindi, nella creazione artistica e quello della gestazione del progetto, sono essi stessi opera d’arte, seppure sono essi stessi parte del fatto creativo non vengono riconosciuti di  alcun contributo alla fase creativa smontando completamente il fatto artistico del significato intrinseco. Esempio minimo. Nel rinascimento i mecenati foraggiavano a scatola chiusa gli artisti, in attesa della creazione ultima.

I tempi di "gestazione dell'opera", ossia quei periodi in cui seppure l'artista non svolge fattivamente il "fatto artistico" lo "genera". Non riconoscere alcun contributo alla fase creativa smonta completamente il fatto artistico. 

Interessanti poi gli interventi dei rappresentanti dei Centri di produzione, realtà su cui si è posto il focus centrale di questo incontro. Daniela Giuliano,  responsabile dello staff organizzativo della Compagnia Virgilio Sieni e Maria Inguscio, compagnia Zappalà hanno raccontato le esperienze diverse in due territori diametralmente opposti come la Toscana e la Sicilia. Emerge in entrambe i casi una volontà da parte dei centri di produzione di fare una “mappatura dei talenti” e aiutarli nel loro percorso di crescita artistica

Gli altri interventi a cura di Loredana Parrella, direttrice Artistica di Twain, Centro di Produzione Danza Regionale; Gigi Cristoforetti, Fabio Ferretti e Daniele Pitteri, che da direttore dell’ AD Fondazione Musica per Roma, riporta la volontà di fare entrare in commistione le arti in modo di lavorare su progetti comuni, esperimento c la Fondazione promuve fin dalla sua nascita. 

Dopo la Tavola Rotonda Piergiorgio Milano, ha rappresentato “Denti” una performance breve, ma potentissima,  di danza acrobatica che è stata portata in scena più di cento volte in Europa, Inghilterra e Russia nella quale si legano in maniera indissolubile linguaggio acrobatico e la danza contemporanea. Denti, dice l’autore: “Nasce dalla volontà di prendere una situazione tragica, dura come la perdita di qualcuno e ricercare al suo interno quei conflitti interiori che potevano essere sdrammatizzati e ironizzati. Questo permette di comprendere ancora più a fondo tali conflitti e renderli in pieno. I denti conoscono tutte le nostre parole, quelle dette, quelle spezzate, quelle che si sono fermate sfiorandoli e poi sono scivolate indietro. Come pietre sensibili le loro radici affondano nella nostra memoria”.

Subito dopo, il palco del Teatro Palladium ospita la Prima Assoluta di “Fatico” della coreografa Irene Russolillo, artista associata di Orbita/Spellbound. “Fatico” è un progetto coreografico e musicale in cui il canto e la danza battono il tempo di tre orazioni. Un’idea di coreografia complessa dove corpo e voce si intersecano insieme, creando assonanze e dissonanze inusuali, un’azione unica, quella di danzare-cantare, che procede grazie alle collisioni e ai raccordi che progressivamente si instaurano tra le materie fisica e vocale.

 

Barbara Chiappa

21 febbraio 2024

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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