Giovedì, 18 Luglio 2024
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Il vortice della memoria: Save the last dance for me di Alessandro Sciarroni

Il 12 giugno 2024, presso il Museo dell’Ara Pacis di Roma, ha avuto luogo una delle performance più magnetiche della Festa della Danza, giunta alla sua seconda edizione. “Save the Last Dance for Me”, ideata da Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale Danza 2019, ha portato in scena un’antica tradizione popolare: la Polka Chinata, una danza di corteggiamento dei primi del ‘900.

Sciarroni, in collaborazione con i talentuosi ballerini Gianmaria Borzillo e Giovanfrancesco Giannini, ha rivisitato questa pratica quasi dimenticata, rendendola un’esplosione di energia e arte. La Polka Chinata, originariamente ballata solo da uomini, è una danza fisicamente impegnativa che prevede movimenti vorticosi e acrobatici, con i danzatori che, stretti in un abbraccio, girano e si piegano sulle ginocchia quasi fino a “chinarsi” terra. Nel dicembre 2018, Sciarroni ha riscoperto questa danza, ormai praticata da sole cinque persone in Italia. Con la guida del maestro di balli Filuzziani Giancarlo Stagni, che aveva studiato la Polka Chinata grazie a vecchi video degli anni Sessanta, Sciarroni ha dato vita al progetto “Save the Last Dance for Me”, mirato a preservare e diffondere questa tradizione in via di estinzione.

La performance è una fusione armoniosa di movimento e significato. I due danzatori, Borzillo e Giannini, eseguono una sequenza coreografica complessa con una precisione millimetrica, trasformando ogni passo in un’esperienza viscerale e coinvolgente. La danza, che unisce forza e delicatezza, non solo celebra un patrimonio culturale, ma lo reintegra nel presente, permettendo al pubblico di assistere a un’esperienza autentica e appassionata.

Lo spazio scenico è minimalista delimitato da linee bianche che tracciano un rombo e un quadrato, senza oggetti né simboli grafici. La luce naturale dell’esterno del Museo dell’Ara Pacis crea un’atmosfera essenziale e intensa. Gli spettatori sono disposti tutt’intorno, partecipando in maniera immersiva alla magia della performance.

I costumi di scena sono semplici ma evocativi: camicie leggere, a tinta unita e a fiori, pantaloni eleganti con la riga e scarpe da ballo, tutti in colori pastello anni ’60. Questa scelta stilistica non solo rispetta la tradizione della Polka Chinata, ma aggiunge un tocco di raffinatezza che contrasta magnificamente con la fisicità di questa danza. 

Il ritmo sempre più incalzante e l’intensità dei movimenti catturano lo spettatore, che rimane incantato dalla bellezza e dalla forza della Polka Chinata. Sciarroni non solo ha riportato in vita una danza, ma ha anche creato un ponte tra passato e presente, rendendo questa performance un tributo vibrante alla memoria e alla vitalità della cultura popolare, evidenziando quanto sia essenziale mantenere vive le tradizioni culturali. Rivitalizzando danze come la Polka Chinata, Sciarroni assicura che questi patrimoni non si limitino a rimanere frammenti del passato, ma continuino a evolversi e a prosperare nel presente. 

La danza è caratterizzata da una forza centrifuga che spinge i danzatori a tenersi stretti in un legame di fiducia reciproca, su un ritmo di musica techno vibrante e coinvolgente. I danzatori si arrestano dopo ogni vorticoso giro, riprendono fiato, chiudono gli occhi per poi riaprirli, guardarsi e riprendere di nuovo da capo per più, più e più volte. Man mano che la musica si affievolisce, il respiro dei danzatori diventa sempre più pesante e il sudore della fatica si mescola ai sorrisi, dei danzatori e del pubblico tutto, creando un ballo potenzialmente infinito che è riuscita a trasformare un'icona del passato in una realtà prospettica e vibrante.

 

 

Alessia Fortuna

13 giugno 2024

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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