Giovedì, 23 Maggio 2024
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Blizzard: il tormento umano nell’imperversare di una tempesta

Recensione di Blizzard di Marie Vingtras, edito da Edizioni Clichy

 

Il Blizzard, un vento polare che supera i 40km/h, con raffiche impetuose che rendono impossibile vedere ameno di un km, da il titolo al romanzo d’esordio di Marie Vingtras.  Un romanzo corale in cui ogni personaggio bloccato nella tempesta riflette sul proprio passato e ci fa conoscere la propria vita.

Nella desolata Alaska, una feroce tempesta di neve, il blizzard, infuria senza tregua da giorni. Bess, una giovane donna trapiantata dalla California, che sa poco della vita a quelle condizioni estreme, esce nella neve con il bambino. Si china appena un istante, per allacciarsi le scarpe, e quando si rialza lui non c’è più. Il blizzard se l’è portato via, o invece il piccolo è riuscito a rifugiarsi da qualche parte?

Inizia una ricerca disperata che si scontra con una natura implacabile, e coinvolge tutti gli abitanti di quella strana comunità, ognuno dei quali si è trovato per ragioni diverse a vivere ai confini del mondo. C’è il burbero Benedict, il cui fratello è scomparso all’improvviso anni prima, che ama questo bambino con tutto sé stesso; c’è Cole, ubriacone razzista e misogino; c’è Freeman, vecchio reduce del Vietnam, che si è trasferito lì da poco, per chissà quali motivi; e poi ci sono le persone che popolano il loro passato, un passato che si rifiuta di essere dimenticato e che la tempesta e la disperazione riportano prepotentemente allo scoperto.

Nella gelida e desolata Alaska, in un luogo in cui pochi vorrebbero vivere e sarebbero in grado di sopravvivere un bambino ed una donna scompaiono nella tempesta. Inizia così il dramma e la ricerca disperata  da parte di tre personaggi - Benedict lo zio/padre del bambino scomparso, Cole un ubriacone razzista e Freeman, trasferitosi da poco per oscuri motivi -  freddi, scontrosi che hanno temprato il loro carattere nel gelo dell’Alaska. Mentre camminano a fatica tra la neve con la tempesta che imperversa ognuno ripercorre la propria vita e le vicende che lo hanno portato a quel momento. Ad essere scomparsi sono un bambino e Bess, la giovane donna trasferitasi per occuparsi di lui. Anche Bess ha un triste passato che tiene nascosto e passo dopo passo scopriremo anche la sua storia. Sono tutti personaggi profondamente soli che scappano da qualcosa o da se stessi. L’unica voce assente è quella del bambino che pur essendo il perno del racconto resta marginale e solo alla fine scopriremo cosa gli è successo.

Lo stile del romanzo è quello del thriller, un thriller incalzante, con pochi aggettivi in cui la Vingtras scava nel passato dei suoi  personaggi con una scrittura lineare e spontanea. Ogni personaggio ha in base al proprio vissuto una competenza linguistica differente. L’autrice descrive paesaggi e personaggi in maniera così vivida da far  immergere il lettore nel freddo gelido del romanzo. Non c’è un solo io narrante bensì tanti io quanti sono i personaggi e questo contribuisce ad aumentare la tensione tipica del thriller.

Protagonista del libro è il dramma umano, ognuno dei personaggi ha infatti un bagaglio ingombrante, un passato difficile che li ha fatti rifugiare in quella landa desolata che è l’Alaska.

L’autrice stessa apre il romanzo evidenziando la desolazione e la difficoltà che porta con se il vivere in quei luoghi nell’incipit del romanzo.

Quando la neve si alza in tempesta, in Alaska, gli uomini si ritirano al chiuso, e pregano che Dio plachi la Natura. Nessuno esce: uscire equivale a morire nella distesa bianca. Nessuno, tranne una ragazza californiana, Bess, e il bambino che tiene per mano e che a un certo punto, nel furore della tormenta, le scivola via.

L’Alaska è un luogo gelido, ricco di vegetazione in cui è la natura ad imperversare, un luogo in cui pochi vogliono vivere infatti è lo stato meno popolato degli USA. Lo scenario perfetto per ambientare un thriller che si legge in maniera incalzante dalla prima all’ultima pagina.

 

Marie Vingtras

Marie Vingtras è nata a Rennes nel 1972. Deve il suo pseudonimo ad Arthur Vingtras, a sua volta pseudonimo di Caroline Rémy, la prima donna a dirigere un quotidiano in Francia, alla fine dell'Ottocento. Marie è molto attiva nell'arcipelago femminista francese. Blizzard è il suo primo romanzo.

 

 

 

Debora Fusco

27 aprile 2023

 

 

Informazioni

Blizzard

Di Marie Vingtras

Edizioni Clichy

Pag.184

Cartaceo € 17,80

E-book € 8,99

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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