Mercoledì, 30 Novembre 2022
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Marco Paolini incanta con Antenati, la storia dei suoi 8000 nonni

Recensione dello spettacolo Antenati, di Marco Paolini, in tournee nei teatri dell Ert - Ente teatrale regionale del Friuli Venezia Giulia dal 17 al 21 novembre 2022

 

L’Ert, Ente teatrale regionale del Friuli Venezia Giulia, è una realtà culturale importantissima, perché  non ha una sede centrale, ma articola la sua programmazione su 28 teatri, di altrettante cittadine, disseminati sull’intero territorio regionale, dalla montagna al mare.

In questo modo negli ultimi decenni è stato possibile garantire proposte teatrali di grande spessore con interpreti di grande valore, a realtà territoriali spesso periferiche ed a spazi alle volte di dimensioni ridottissime.

In questi giorni  si inaugurano le vari stagioni e giovedi 17 novembre a San Daniele del Friuli è andato in scena Marco Paolini con Antenati, che continuerà la sua tournee regionale fino al 21 del mese.

Peraltro l’attore, che ha perfettamente colto il senso della semina culturale operata dall’Ert, ritornerà con un altro spettacolo, Sani, a marzo.

Un nome importante per un teatro alla lunga tradizione, ma piccolo e periferico, con poco più di un centinaio di abbonati, che se non avesse avuto il supporto dell’Ente Teatrale Regionale difficilmente avrebbe potuto aprire in questo modo la rassegna degli spettacoli.

Uno dei rischi di questo spettacolo, che giocava sui temi del progresso, dell’ecologia, delle origini  comuni di tutti gli uomini,  del razzismo, era trovarsi un altro dei grandi interpreti delle scene trasformato in un predicatore, categoria sempre più diffusa e sempre più fastidiosa.

Invece quello che ha regalato Paolini al pubblico sandanielese è stata una prova d’attore maiuscola, di grande misura, impostata sui toni delicati, a momenti trascinante ed epica, a momenti colloquiale. Un intenso monologo collegato al progetto ‘La Fabbrica del Mondo’, costruito a partire dall’esperienza del lockdown, che accosta temi drammatici e sorrisi, che partendo dai rimproveri del figlio ecologista, decide di convocare tutti i suoi avi, per capire , attraverso il passato, il presente e cercare di illuminare l’idea di futuro.

Accarezza i difetti  dei nostri progenitori per mettere alla gogna un presente  superficiale. Si ritrovano 4000 generazioni, 8000 coppie di ‘nonni’ che attorno ad una grande catasta, sovrastata da un frigorifero, testimoniano il loro vissuto, a partire dal villaggio africano nel quale è nata la nostra civiltà, per passare alla grande migrazione che li portò in Europa, alla ricerca di una mitica Venezia. Racconta con il sorriso la genesi del pianeta, la derisa dei continenti, senza essere mai lezioso. Ironico, divertente, ma puntuale e preciso, in un gioco di rimandi che anche l’uso sapiente della voce rende suggestivo: un magnifico registro basso che pare condurci in Savana, certe parole affettuose sussurrate, quasi affidate al vento, un tono che sale in un  crescendo che lascia a bocca aperta. Fino alla canzone finale, che Paolini accenna, senza sovrapporsi all’originale.

In ognuno di noi, secondo l’attore, si incontrano le tracce di chi ci ha preceduto , i fili che ci legano,  pensando a loro  possiamo trovare le risposte alle domande che ci tormentano, fra antichi batteri e nuovi influencer .

La morale non è rimpiangere qualcuno o qualcosa, ma gioire di quello che si ha, di quello che si è. Nulla è andato perso, perché dentro di noi abbiamo i geni dei nostri 8000 nonni, ma c’è bisogno di riprendersi la vita in mano, con coraggio e senso della bellezza, ma anche consci del grande dono che è l’imperfezione.

Di grande efficacia le musiche di Fabio Barovero che, nel corso dello spettacolo, si ritagliano un ruolo sempre più importante e magnifiche nella loro  essenzialità le luci di Piero Chinello.

Applausi  convinti ed abbondanti, che hanno chiamato in scena più volte l’attore, protagonista di uno spettacolo  che merita di essere ricordato fra le più produzioni di questi ultimi anni

 

Gianluca Macovez

19 novembre 2022

 

informazioni

Antenati

The grave party

 

di e con Marco Paolini

musiche di Fabio Barovero

assistenza tecnica Piero Chinello

produzione: Michela Signori, Jolefilm

 

in tournè dal 16 al 21 novembre 2022

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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