Sabato, 18 Aprile 2026
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Tutta l’anemonia di un Miracolo a Milano

Recensione dello spettacolo Miracolo a Milano in scena Teatro Strehler di Milano dal 4 marzo al 2 aprile 2026

 

All’ingresso maschere un po’ troppo zelanti controllano vivacemente i biglietti degli spettatori e li accompagnano al loro posto, mentre tra foyer, platea e balconata si aggirano personaggi elegantemente retro elargendo sorrisi e chiacchiere. Alcuni venditori distribuiscono caramelle, altri le lanciano, il pubblico lo invoca e Lino Guanciale appare e diverte, rendendo ancor più elettrica l’attesa. Poi le luci iniziano a calare, una voce annuncia - ma non è già cominciato? - l’inizio dello spettacolo. E tutto sa già di nostalgia: la proiezione di quel C’era una volta di Miracolo a Milano, l’ingresso del suo protagonista, Totò (Lino Guanciale) che gioca con il suo più famoso omonimo riproducendone le celebri movenze di quando, a colori, parte per il capoluogo lombardo in cerca di fortuna, l’invocazione alla mamma (una deliziosa Giulia Lazzarini) e la rievocazione di quell’orto di cavoli che l’ha resa tale. Da qui si dipana la messinscena del celebre film, attraverso uno spettacolo corale che unisce sapientemente il talento tutto umano della recitazione alle più riuscite innovazioni tecnologiche per alimentare un sogno ad occhi aperti di quasi tre ore.

È questo il tempo che ci mette Totò per imbattersi in tutte le sfumature che l’umanità può vantare: dai poveri ladruncoli e ai ricchi truffatori, dagli umili onesti e ai paria ripuliti, scontrandosi con le forze dell’ordine e sfidando potenze ultraterrene. Non perdendo mai la bontà, i propri occhi spalancati alla ricerca di quel posto dove buongiorno voglia dire davvero buongiorno, l’ironia e l’autoironia di chi sa che dovrà in qualche modo cavarsela. Come quando viene derubato della sua valigia da Alfredo (un eccellente Daniele Cavone Felicioni) ma finisce per regalargliela in cambio della sua amicizia. Ed è così che lo spettacolo corale attraversa indenne tutti i rischi di una trasposizione pedissequa, vantando attori e attrici eccellenti, effetti visivi poeticamente fiabeschi, scope volanti. Mantenendo intatto il senso del libro Totò il buono di Cesare Zavattini, da lui stesso adattato per il cinema con Vittorio De Sica alla regia: un surreale che sa di neorealismo perché spinge a credere a quanto la domestica Edvige (una convincente Sara Putignano), afferma circa Milano, ma vale per ogni luogo per cui si lotta: «L’amate, l’amate, l’amate anche quando la odiate, o credete di odiarla».

Sono passati settantacinque anni da quando Miracolo a Milano è stato per la prima volta proiettato al cinema. L’omonimo spettacolo teatrale, trasposto da Paolo Di Paolo per la regia di Claudio Longhi, con Corrado Rovida e lo stesso Lino Guanciale come drammaturg, non avrebbe potuto celebrare la ricorrenza in modo migliore. Anche grazie alle efficaci scene Guia Buzzi, i meravigliosi costumi di Gianluca Sbicca, le suggestive luci di Manuel Frenda e il funzionale visual design di Riccardo Frati. Tra cui si muovono completamente a proprio agio e perfetti al nanosecondo, oltre alle e agli interpreti già citati, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Mario Pirrello, Giulia Trivero, le allieve e gli allievi del corso Luca Ronconi della Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.

La replica a cui ha assistito chi scrive ha segnato, inoltre, un altro anniversario: quello della 64ª Giornata Mondiale del Teatro. Per l’occasione il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha voluto omaggiare personalmente Giulia Lazzarini con un mazzo di fiori tra una standing ovation del pubblico e l’altra a fine dello spettacolo.

Ad alimentare ulteriormente tutta quest’anemoia - neologismo che indica la nostalgia per epoche mai vissute - testimoniata da quasi un mese di date praticamente e meritatamente sempre sold out, numerosissimi incontri e approfondimenti dedicati al pubblico. Un gesto importante in un periodo di grave crisi nazionale e internazionale: perché se la delinquenza per strada aumenta la percezione di pericolo e insicurezza, le libertà personali date per scontate rischiano di non esserlo più, i potenti della Terra mettono i propri interessi personali ancora una volta al di sopra della vita umana, c’è bisogno di un miracolo. Non solo a Milano, nel Mondo. Diventando, così, la missione di Totò quella di ognuno di noi.

 

Cristian Pandolfino

1 aprile 2026

 

Immagine

Masiar Pasquali

 

Informazioni

Teatro Strehler di Milano

Miracolo a Milano

Di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini 

Trasposizione teatrale Paolo Di Paolo 

Scene Guia Buzzi 

Costumi Gianluca Sbicca 

Luci Manuel Frenda 

Visual design Riccardo Frati 

Dramaturg Lino Guanciale, Corrado Rovida 

Assistente alla drammaturgia Davide Gasparro 

Assistenti alla regia Davide Gasparro e Giulia Sangiorgio

Assistente costumista Marta Solari

Con Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Lino Guanciale, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara

Putignano, Giulia Trivero

Con la partecipazione straordinaria di Giulia Lazzarini

E con le allieve e gli allievi del corso Luca Ronconi della Scuola di Teatro Luca Ronconi del

Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa 

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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