Sabato, 18 Aprile 2026
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VALERIA ESPOSITO, PRIMA DONNA DELLA LIRICA, SI DA’ AL GIALLO

Recensione del libro Carmen di Sangue al San Carlo. Gli gliommeri di De Fusco’ scritto dal soprano Valeria Esposito

 

Valeria Esposito è un soprano dalla carriera luminosissima.

Dopo un esordio abbastanza fortunoso e di grande successo, chiamata all’ultimo momento a sostituire una ‘diva del belcanto’ come Mariella Devia, la Esposito divenne rapidamente un nome di riferimento  per il canto d’agilità, vero diamante dei cartelloni dei principali teatri del mondo.

Artista di grande intelligenza, figura carismatica sulla scena è, oggi nel suo lavoro di insegnante , un tempo in quello di cantante ,  scrupolosissima nello studio di ogni ruolo, sia dal punto di vista musicale che scenico. Nulla mai affidato al caso, niente  tentato, ma ogni passaggio, ogni  gesto affrontato con un senso di responsabilità elevatissimo, verso pubblico e compositori.

Capace di note di strabiliante purezza, non ha mai ridotto il canto a mero esercizio musicale, ma ha sempre saputo andare oltre il suono, plasmando personaggi autentici, che colpissero il cuore, più che le orecchie, di chi ascoltava.

Autentica intellettuale, dalla vasta preparazione e dei tanti interessi, già prima di lasciare il palcoscenico, a nostro parere troppo presto, aveva prodotto alcuni interessanti lavori letterari. 

Abbiamo particolarmente apprezzato, per bellezza di scrittura e profondità dei riferimenti, l’intenso : ‘Spirto Gentile’, nel quale opera lirica, attinenze letterarie, passione , poesia, si mescolano sapientemente.

Un piacere quindi ritrovarla in libreria, con un libro importante: ‘Carmen di sangue al San Carlo. Gli gliommeri di De Fusco’.

Importante per ampiezza, oltre 250 pagine; importante per eleganza di scrittura; importante per intensità di narrazione.

Fondamentalmente il racconto è frutto dell’incontro di due storie: un giallo, ambientato nel mondo del teatro ed un omaggio appassionato e palpitante a Napoli ed alla napoletanità, vista senza macchiettismi, ma con l’autenticità di chi quella città la conosce, la vive con entusiasmo e raziocinio.

Nella storia si mescolano Camorra e fantasmi, droga e bellezza, senso di famiglia e passione per il palcoscenico.

Il libro, che si apre con un vero cartellone dei personaggi,  è ingemmato da citazioni letterarie; frasi in lingua partenopea, di cui  il  lettore trova traduzione e spiegazione in appendice; interessanti riferimenti storici, in particolare legati al teatro dell’Ottocento.

La storia, di cui non diciamo nulla per non togliere al lettore il piacere anche della scoperta del colpevole, inizia il 6 dicembre 1982 e trova compimento circa un mese dopo, il 3 gennaio 1983. Strutturato come una specie di diario giornaliero, il  racconto è decisamente piacevole ed emerge prepotente la sensazione di una narrazione già pronta per una sceneggiatura televisiva: ci sono gli elementi per diventare un grande successo, dall’intrigo malavitoso alla storia di un nascente amore; dalla disavventura di Vincenzo, che da ragazzo ‘ a rischio’ diventa una sorte di eroe, all’esame di coscienza del boss Caputo.

Ci sono tutte le condizioni perché il Commissario De Fusco diventi un eroe dei nostri tempi, capace di inghiottire i bocconi amari che la vita gli ha riservato con abbondanza, ma anche di commuoversi per una nota struggente della ‘Carmen’, o di provare i brividi passeggiando a chiaro di luna.

Lo stile è scorrevole, piacevolissimo, con una costruzione attenta, che consente all’autrice di soffermarsi sui particolari senza far perdere mai il filo del racconto.

I personaggi sono tratteggiati con efficacia e  chiarezza di visione, come si addice ad una primadonna del palcoscenico.

Si colgono colori e ritmi differenti per ciascuna ambientazione: il commissariato; il palco dove il commissario porta  Carmelina ad assistere alla prima opera della sua vita; l’appartamento di De Fusco; il bar dove lavora la signora Sorrentino; il palcoscenico del San Carlo e così via per ciascuna delle situazioni descritte.

Esposito non è mai scontata, neanche quando la passione partenopea sembra avere il sopravvento e la misura ed il garbo elegante sono certamente le note distintive di questo libro, che merita di  essere letto, lentamente per sentire il profumo delle vie, ascoltare i suoni della vita quotidiana, immaginare i bagliori dello spettacolo  in scena al San Carlo. 

Ci auguriamo che questo sia solo il primo dei ‘gomitoli’ del Commissario De Fusto e confidiamo che presto vedremo queste storie in televisione, in una trasposizione fedele ed attenta, che renda merito alla bravura della sempre più eclettica Valeria Esposito.

 

Gianluca Macovez

5 aprile 2026

 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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