Simone Colombari e Claudio Gregori si conoscono nel 1995, recitando nella commedia “5740170” in scena al Teatro Vittoria di Roma. Da allora hanno collaborato molte volte in teatro, alla radio in televisione e al cinema. “Il Calapranzi” di Pinter era un loro pallino personale, seppur tacito, da anni; ora è diventato un obiettivo comune e galvanizzante. Entrambi dotati di peculiarità surreali, in perenne bilico tra cinismo e autoironia, Simone e Claudio si calano perfettamente nei registri surreali e metafisici dello scabro racconto di Pinter e restituiscono così la giusta crudezza d’una trama spietata, dolorosa e, a volte, involontariamente comica.
Si dice che i classici vivano senza tempo e Il Giardino dei ciliegi è un grande classico. Dopo l’esperienza con il Teatro nazionale di Cluj-Napoca, in Romania, Roberto Bacci torna a dirigere il capolavoro di Anton Čechov con un gruppo di giovani attrici e attori del Teatro della Toscana, che produce lo spettacolo, in prima nazionale al Teatro della Pergola, Saloncino ‘Paolo Poli’, dal 23 al 28 maggio, nell’adattamento drammaturgico di Stefano Geraci.
La macchina semplicissima del racconto ci mostra un mondo che scompare, una generazione e un’economia che avanzano travolgendo tutto. Il giardino che viene reciso e travolto da quel “progresso” inesorabile diventa una riflessione necessaria sull’essere presenti o, meglio, sul senso dell’eredità che lasciamo.
«Čechov voleva che il suo Giardino – scrive Bacci nelle note di regia – fosse una commedia divertente, che riflettesse un testo di per sé drammatico, e questa sensazione di dover essere leggeri, ma anche consapevoli di che cosa nascondesse questa leggerezza, è stata alla base di un apprendimento per noi importante.»
In scena, Maddalena Amorini, Davide Arena, Maria Casamonti, Davide Diamanti, Ghennadi Gidari, Annalisa Limardi, Alberto Macherelli Bianchini, Claudia Ludovica Marino, Luca Pedron, Marco Santi, Nadia Saragoni, Sebastiano Spada, Emanuele Taddei.