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GIORGIO ALBERTAZZI ,IL MERCANTE DI VENEZIA al teatro Quirino 21 ottobre 9 novembre

Per me “Il Mercante di Venezia” è sempre stata la sinfonia della giovinezza. Antonio, Bassanio, Lorenzo, Porzia, Jessica, sono l’incarnazione del sublime epigramma di Sandro Penna: “Forse la giovinezza è solo questo / perenne amare i sensi e non pentirsi”.
In nome dell’amore non c’è pentimento se si domanda una fortuna in prestito ad un amico con il rischio di rovinarlo; in nome di una libbra d’amore non c’è rimpianto se, per un amico, sei disposto a dare in garanzia una libbra della tua carne; e non c’è tormento, né dolore, se, per seguire un uomo che ti fa una serenata giù dal balcone, fuggi dalla famiglia, calpesti il cuore di un padre che per te solo vive, trafugandogli dalla casa le cose più preziose; persino quando, (come nel caso di Porzia - Amleto), l’ombra del padre defunto continua a condizionare la tua scelta d’amore, tenendoti a guinzaglio, direttamente dall’Ade, o il dogma cieco di una legge sembra spegnere definitivamente il tuo sogno di felicità, intervengono puntuali un sotterfugio o un travestimento, un colpo di teatro e di giovinezza, (che son la stessa cosa), in grado di infrangere gli ostacoli.
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"Un bacio di vero amore ed ogni cosa tornerà al suo posto: l'armonia regnerà sovrana". L'antica fiaba della bella addormentata raccontata all'insegna della fantasia, avvolta in un'atmosfera surreale dai colori del sogno in un gioco di luci e chiaroscuri. Una commedia corale dove l'azione degli attori è accompagnata da musiche composte per l'occasione ed eseguite dal vivo. Questi sono gli ingredienti per uno spettacolo pensato per un giovane pubblico, ma dove anche l'adulto ritroverà il fascino delle storie nascoste nel cassetto.