Siamo culturalmente abituati ad allontanare da noi la malattia, e quindi la medicina, separandole dalla vita, come se non ne facessero parte. Ma la scoperta della natura, del funzionamento e delle patologie del corpo umano, così come le lacune, gli errori e i progressi della scienza medica sono strettamente connessi a tutti gli altri campi della storia. Se alla vigilia di Waterloo Napoleone non avesse accusato un violento attacco di emorroidi che gli impedì di guidare le sue truppe in battaglia, è probabile che l’attuale situazione geopolitica dell’Europa sarebbe assai diversa…
“Scrivevo silenzi, notti, notavo l’inesprimibile, fissavo vertigini”Arthur Rimbaud
Il 20 ottobre è ricorso l’anniversario della nascita di Arthur Rimbaud, le poète maudit, un poeta che non si può fare a meno di ricordare perché ha lasciato un segno indelebile nell’universo letterario. Molti autori lo hanno fatto e altri ancora oggi continuano a lasciare una impronta nell’editoria come nella walk of fame. Quelli che ora ci sembrano sconosciuti potrebbero rivelarsi i più grandi scrittori dei nostri tempi? Non è dato saperlo, ma quello che possiamo fare è continuare a leggere quei libri che ci toccano l’anima e forse un giorno scoprire che sono diventati bestsellers. Può coinvolgerci anche un libro inaspettato, che all’apparenza ci sembra insignificante, e per aiutarvi nella scelta del potenziale bestseller ecco a voi la nostra lista delle novità.
Iniziamo dalla narrativa:
Tu ma per sempre di Roberto Emanulei, DeA Planeta
Recensione del libro Little Boy, di Lawrence Ferlinghetti, edito da Edizioni Clichy. La casa editrice nasce a Firenze nell’ottobre 2012. Edizioni Clichy si propone fin dal suo esordio come una casa editrice completamente indipendente, con un’identificazione forte e coerente sia nella scelta dei testi sia nella tipologia dei libri, immediatamente riconoscibili anche materialmente.
"Il fascino dei bambini sta nel fatto che con ognuno di loro tutte le cose vengono rifatte, e l’universo rimesso alla prova. Quando camminiamo per strada e sotto di noi vediamo le deliziose teste bulbosa di questi funghi umani, il triplo delle dimensioni che dovrebbero avere in proporzione al loro corpo, dovremmo sempre ricordarci innanzitutto che ognuna di quelle sfere contiene un universo nuovo fiammante, nuovo quanto era nuovo il mondo il settimo giorno della creazione. In ognuna c’è un nuovo sistema di stelle, nuova erba, nuove città, un nuovo mare." (Gilbert Keith Chesterton)
"Tutto è partito dalle figurine Liebig che trovavo nei dadi del brodo, quando ero bambino a Venezia. O in quelle che si trovavano nei pacchetti di sigarette inglesi e che ho conosciuto qualche anno dopo. I miei coetanei si entusiasmavano per quelle dei calciatori che a me non interessavano. Ero affascinato da quelle figurine che ritraevano uomini dipinti e tatuati come i Papua, spiagge esotiche, o soldati in strane uniformi. Ho cominciato a sognare e a fantasticare sui mari del Sud, partendo da lì. E poi ci sono stati i libri, i film, i fumetti di Franco Caprioli. O le collane della Sonzogno che ho iniziato a leggere quando avevo 7 o 8 anni, e il bel racconto di uno scrittore irlandese, Henry de Vere Stacpoole, Laguna blu, da cui hanno tratto un brutto film. Quando ho cominciato ad avere una certa indipendenza economica sono cominciati i viaggi veri. Ero emigrato a Buenos Aires e lì si è fatto sentire il richiamo del Pacifico; l'Atlantico lo conoscevo già, nel Mediterraneo ero di casa, l'oceano Indiano l'avevo imparato a conoscere quando ero stato in Etiopia. È cominciato tutto così." (Hugo Pratt)
A leggere l'ultima fatica narrativa del poeta americano Lawrence Ferlinghetti c'è, in senso buono, da perdere la testa.
Non si fa in tempo ad intraprendere la via maestra dell'esistenza di quest'uomo che già, dopo poche pagine, ci si ritrova in una qualche diramazione laterale che, a sua volta, dopo una lunga serie di tornanti finisce in un trivio che sfocia rocambolescamente in un'alteria secondaria che sale a zig zag su su su in cima a una ripida salita che precipita vertiginosamente a picco tra le braccia di un dirupo, che in un alternarsi di sbandate e ritorni in carreggiata, confluisce a precipizio sulla via principale intrapresa poco prima e...così via senza tregua per 240 pagine dense di reminiscenze biografiche, fatti storici, incontri, scontri, amori, disamori, rielaborazioni e riflessioni.
Recensione del libro La ragazza con le parole in tasca di Anna Dalton. Il romanzo è edito da Garzanti una delle più antiche e prestigiose case editrici italiane che annovera tra i suoi narratori numerosi autori italiani e stranieri
Dopo il grande successo dello scorso anno Anna Dalton torna in libreria con La ragazza con le parole in tasca, il seguito sulle avventure di Andrea Doyle. Sullo sfondo della magica Venezia l’autrice racconta dell’importanza dell’amicizia, dell’amore, delle proprie radici e soprattutto dei desideri a cui non bisogna mai rinunciare.
Andrea è sempre più vicina al suo sogno. Il secondo anno al Longjoy College, una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, sta per iniziare e non riesce ancora a credere di aver avuto una simile opportunità. Eppure, quando varca la soglia dell’antico edificio lasciandosi alle spalle i canali e le calli di Venezia, capisce che per lei sarà ancora più dura. Per lei che è lì solo grazie a una borsa di studio che deve mantenere a tutti i costi.