Fin dal suo esordio, Chiara Gamberale è piaciuta. Leggendo i suoi libri si avverte una fresca tristezza che si confonde ad un sottilissimo cinismo.
In Arrivano i pagliacci, edito da Bompiani nel 2002, la protagonista, Allegra Lunare (nome che rende il tutto più interessante) scrive una lettera (lunga quanto tutta l’opera) ai futuri inquilini della casa che sta per lasciare.
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Si immagini di conoscere per caso uno scrittore, dopo pochi veloci secondi lui è l’uomo che ci trasforma perché le parole lette si sono collocate nell’anima e i vaghi subbugli di pensieri sono ormai percettivi e sensoriali: li riconosci, li senti e ne spieghi vagamente l’esistenza.