Giovedì, 04 Giugno 2020
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La Galleria Mizar apre le porte a Michael Tsegaye e EngdagetLegesse, con l’esposizione Territori intrecciati, dal 19 giugno al 14 luglio, in collaborazione con Monica Cembrola for Art Foundation e il patrocinio di AssoImmobiliare.
Per la prima volta insieme a Roma, i due artisti etiopi raccontano, attraverso fotografie e dipinti, le impressioni di un continente in continuo e rapido cambiamento.
Due diversi punti di vista unificati dalla curatela di Monica Cembrola, grande appassionata di arte ed estetica, che dal 2015 si impegna, con la sua fondazione, a promuovere l’arte in tutte le sue forme, finanziando borse di studio per artisti in partenariato con l’Ecole Nationale des Beaux Arts di Parigi e con la collaborazione della Fine Art School di Addis Abeba.

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Recensione  della mostra  L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2018 ospitata presso Palazzo delle Esposizioni dall’8 giugno al 2 settembre 2018

In Italia è solo dagli anni ’60 che, grazie a importanti cambiamenti sociali, politici e culturali un’arte fino ad allora declinata quasi esclusivamente al maschile come la fotografia inizia a esibire tra le sue grandi firme anche qualche nome di donna.  In virtù di ciò la Collezione Donata Pizzi nasce con il preciso obiettivo di far conoscere, promuovere e dare il giusto risalto a tutte coloro che si sono distinte nell’ambito della fotografia – sia essa finalizzata al reportage o all’arte – proprio a partire dalla metà degli anni ‘60 per arrivare fino a oggi: una storia dell’immagine che si snoda attraverso gli scatti e le opere di circa settanta autrici, da Letizia Battaglia a Elisabetta Catalano, da Paola Agosti ad Agnese De Donato, passando per nomi più recenti quali Isabella Balena, Raffaella Mariniello o Francesca Volpi. Da una selezione di oltre duecento fotografie e libri fotografici si arriva alla mostra L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2018, presentata per la prima volta alla Triennale di Milano e giunta al Palazzo delle Esposizioni di Roma arricchita di nuove acquisizioni.

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L'arte e la moda si fondono. Anzi, si miscelano. Perché tra le due componenti, una soltanto prevarrà. È il messaggio nascosto che sembra voler inviare al suo pubblico omino71. L'artista romano porta per la prima volta i suoi mash-up pop nel mondo della moda sperimentando il readyfake con l’accessorio classico e intramontabile per eccellenza: la borsa, icona di ogni grande firma. L’oggetto del desiderio assoluto, sinonimo di estetica, tanto da slegarsi talvolta dalla sua funzionalità. Status symbol, oggetto prediletto della prolifica industria dell’imitazione, che omino71 trasforma, reinterpreta, ed eleva attraverso l’arte, facendone un oggetto unico e liberando il fashion victim dalle costrizioni sociali.

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La serie di tele descrive l’humus onirico su cui crescono le esperienze teatrali dell’antichità, il respiro lento ma vitale che fa lievitare la cavea e il proscenio dei teatri di pietra. A metà strada fra la dimensione scenografica e quella intima della fuga interiore, le pitture acriliche di Giuliani rappresentano un tessuto inestricabile e in continua trasformazione, in cui il regno vegetale e quello minerale si confondono e si fecondano in un movimento lento e inesorabile, uno spazio densissimo abitato da una natura rigogliosa nel cui seno si annida quel pensiero magico e sacro, che è all’origine del rito e del teatro.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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