Giovedì, 02 Aprile 2020
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Intervista a Stefano Patti e Lorenzo de Liberato che ci parlano di Echoes, andato in scena al teatro Studio Uno dal 18 al 22 novembre 2015

Dal 18 al 22 novembre ha debuttato in prima assoluta al Teatro Studio Uno la nuova produzione della Compagnia Marabutti: “E C H O E S” scritto da Lorenzo De Liberato e diretto da Stefano Patti, protagonista in scena insieme a Marco Quaglia. Un lavoro squisitamente originale apre la stagione delle Residenze Artistiche 2015-16 nella Casa Romana del Teatro Indipendente di Torpignattara. Qui le risposte di Patti e De Liberato alle nostre domande.

 

Parliamo un po’ di voi. Qual è stata la vostra formazione, come vi siete conosciuti e soprattutto come avete incastrato le vostre esperienze teatrali?

Stefano Patti: La compagnia Marabutti è formata da me, Stefano Patti, Lorenzo De Liberato (l’autore di “Echoes”) e da Fabrizio Milano. Ci siamo conosciuti presso l’ACT Multimedia di Cinecittà e specializzati all’AIAD (Accademia d’arte drammatica del Teatro Quirino) e dopo i primi lavori abbiamo costituito l’Associazione Culturale. Abbiamo portato in scena molti testi inediti di Lorenzo De Liberato (“Marabutti”, “Vite private”, “Cyrano”, “Grigio”, “La Patetica”).

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Come e quando nasce la tua passione per il Burlesque e quanto ad oggi la direzione artistica del Micca Club e successivamente anche la direzione dell'Accademia Dell'arte Burlesque hanno fatto arricchire e maturare la tua competenza nell'ambito?

La passione per il burlesque nasce da un‘altra passione quella per la musica degli anni Venti, Trenta e Quaranta; principalmente per la musica jazz e tutto l’immaginario che gira intorno ad essa. Ho visto in scena tanti anni fa la big band di Duke Ellington coniugata allo striptease e ho pensato che fosse moderno e rivoluzionario portare questo tipo di spettacolo in una città come Roma, dove purtroppo o per fortuna – dipende dai punti di vista - abbiamo una mentalità più borghese dell’intrattenimento. Mi sembrava molto innovativo che delle ragazze si spogliassero sulla base musicale di una band anni ‘30. La prima occasione è arrivata quando mi hanno proposto la direzione del locale in via Pietro Micca (da cui ha preso il nome Micca Club).

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Da stasera fino al a domenica 22 va in scena al Teatro Sala Uno Sorelle di Davide Strava, una delle due interpreti è Sarah Biacchi alla quale abbiamo fatto qualche domanda sia riguardo allo spettacolo, sia riguardo se stessa e il suo lavoro sul palco.

Cantante lirica, attrice, regista...quali stimoli ti hanno portato a studiare e poi esplorare tutti questi campi artistici?

Tutto è nato dal pianoforte e dalla musica, che praticavo sin da piccolissima. Mi piaceva molto suonare, e mi ha dato una disciplina importante che mi è servita tutta la vita. Crescendo mi piacquero tantissimo anche la letteratura e la poesia italiane e straniere. Avevo 14 anni e scrissi un racconto per cui la professoressa mi disse: "Dove lo hai copiato?". Io ci rimasi male perché lo avevo scritto di getto, e questa sensazione del "creare di getto", col tempo ha portato con sé la scoperta immensa della voce, quella delle luci per raccontare lo spazio, e crescendo quella dei meccanismi narrativi tridimensionali (l'arte dal vivo). Ripeto: tutto nasce da un piccolo semino che credo sia stato gettato quando a 6 anni ho suonato ad orecchio la Primavera di Vivaldi su un pianoforte trovato per caso. Il resto si moltiplica.

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Stanza a tre

Vincitore terza edizione concorso #inplatea

10/11 dicembre 2019- teatro Trastevere (Roma)

 

 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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