Martedì, 10 Dicembre 2019
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“Come un Cenerentolo” è una rivisitazione in chiave moderna della favola di Cenerentola al maschile; quello che fece Jerry Lewis nel film del 1960 Il Cenerentolo. Una trasposizione delle identità di genere dei due ruoli centrali della fiaba, ovvero dell´eroina discriminata e della fatina buona, che cambiano sesso. Elementi che accomunano il Cenerentolo di Biagio Izzo a quello del famoso attore americano; elementi dai quali si trae lo spunto per rendere omaggio a uno dei cosiddetti ”mostri sacri” del mondo dello spettacolo americano, ma celebre anche nel resto del mondo, considerato il comico per eccellenza del cinema statunitense del dopoguerra.

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Oskar Schindler è stato semplicemente un uomo. Un uomo che ha vissuto e agito in uno dei periodi più assurdi e folli della storia dell´uomo. Il periododella dittatura e dell´ideologia nazista. Non ha compiuto un'impresa strepitosa, o inventato chissà quale meraviglia. Ha semplicemente agito secondo la propria coscienza. Ha “semplicemente” salvato la vita di 1200 persone tra uomini e donne, e questo fa di lui un eroe.

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Il vero nome di Cyrano era Savinien de Cyrano de Bergerac, un personaggio eccentrico e bizzarro, scrittore ed apprezzato alchimista.

L'altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna  fu probabilmente il suo capolavoro: un racconto fantastico, estremamente vivace. Il racconto de L'altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna, nella più tipica e schietta prosa barocchista, è quello di un viaggio meraviglioso, realistico e poetico, nei paesi della Luna e del Sole.

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Prende il via il 14 marzo la I edizione di Narratori – Festival di Narrazione, la manifestazione ideata e curata dal regista e attore Giancarlo FARES, con il sostegno del TEATRO EUTHECA, che si terrà fino al 6 APRILE al TEATRO EUTHECA, con il Patrocinio della Commissione Europea Rappresentanza in Italia Narratori porta in scena questioni d’attualità, urgenze che riguardano uomini e donne per condurre il pubblico ad una riflessione, ad una discussione intorno ad un tema “... Il mio mestiere è quello di raccontare storie agli altri. Devo raccontarle. Non posso non raccontarle. Racconto storie di altri ad altri. O racconto storie mie a me stesso o agli altri….”. Lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente alla narrazione poiché l’attore gli chiede di ricomporre, attraverso la sua immaginazione, la storia presentata “… In qualsiasi modo racconterei, perché l’importante per me è raccontare le cose ad altri che ascoltano. Non capite che il mezzo per raccontare è solo un passaggio, un oggetto, un pretesto per parlare con gli altri di cose che ti stanno dentro?...”.

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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