Giovedì, 29 Febbraio 2024
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Il 18 febbraio 2024 al Teatro Palladium di Roma la Tavola Rotonda. “Emergere o crescere? I Centri come nuovi strumenti a sostegno della nuova coereografia” e a seguire gli spettacoli “Denti” e “Fatico”

 

 Il 18 febbraio alle ore 18.00 al Teatro Palladium di Roma, in collaborazione con Fondazione Musica per Roma/Equilibrio Festival, si è tenuta la Tavola Rotonda. “Emergere o crescere? I Centri come nuovi strumenti a sostegno della nuova coereografia”, nell’ambito di VERTIGINE, la stagione Danza di ORBITA/Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza che si è interrogata  sulle strategie di sostegno e accompagnamento alla crescita delle giovani carriere in ambito coreografico, aldilà del dispositivo del premio. 

Il momento di riflessione e condivisione nasce dalla collaborazione con Fondazione Musica per Roma/Equilibrio Festival e prende spunto dall'ospitalità degli spettacoli di due firme della danza contemporanea italiana premiate entrambe dal Premio Equilibrio: Piergiorgio Milano e Irene Russolillo.

Sono intervenuti: Valentina Marini, direttrice artistica di ORBITA|Spellbound, Emanuele Masi, direttore artistico di Equilibrio Festival, Gigi Cristoforetti, direttore artistico e generale di Aterballeto CCN, Maria Inguscio direttrice generale di Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza CRID, Daniela Giuliano Direttrice Generale di Compagnia Virgilio Sieni CRID, Daniele Pitteri AD Fondazione Musica per Roma.

Le riflessioni iniziali con l’intervento di Piergiorgio Milano, danzatore di fama internazionale, che dopo la Tavola Rotonda ha presentato al pubblico la performance “Denti”, hanno ruotato soprattutto sul “lavoro intermittente” e sul “sostegno alla creazione”, pratiche che solo in Italia e in altri pochi paesi europei non ricevono sovvenzioni pubbliche.

L'Italia, quindi,  è l'unico paese europeo, o quasi, che non prevede un contributo statale sul lavoro intermittente degli artisti. Vale a dire che in paesi come la Francia e il Belgio i lavori culturali, o degli artisti in genere vengono sovvenzionati con contributi statali nei così detti tempi di "gestazione dell'opera", ossia quei periodi in cui seppure l'artista non svolge fattivamente il "fatto artistico" lo "genera". In Italia questa sovvenzione ovviamente non è prevista. 

Il momento dell' "idea", quindi, nella creazione artistica e quello della gestazione del progetto, sono essi stessi opera d’arte, seppure sono essi stessi parte del fatto creativo non vengono riconosciuti di  alcun contributo alla fase creativa smontando completamente il fatto artistico del significato intrinseco. Esempio minimo. Nel rinascimento i mecenati foraggiavano a scatola chiusa gli artisti, in attesa della creazione ultima.

I tempi di "gestazione dell'opera", ossia quei periodi in cui seppure l'artista non svolge fattivamente il "fatto artistico" lo "genera". Non riconoscere alcun contributo alla fase creativa smonta completamente il fatto artistico. 

Interessanti poi gli interventi dei rappresentanti dei Centri di produzione, realtà su cui si è posto il focus centrale di questo incontro. Daniela Giuliano,  responsabile dello staff organizzativo della Compagnia Virgilio Sieni e Maria Inguscio, compagnia Zappalà hanno raccontato le esperienze diverse in due territori diametralmente opposti come la Toscana e la Sicilia. Emerge in entrambe i casi una volontà da parte dei centri di produzione di fare una “mappatura dei talenti” e aiutarli nel loro percorso di crescita artistica

Gli altri interventi a cura di Loredana Parrella, direttrice Artistica di Twain, Centro di Produzione Danza Regionale; Gigi Cristoforetti, Fabio Ferretti e Daniele Pitteri, che da direttore dell’ AD Fondazione Musica per Roma, riporta la volontà di fare entrare in commistione le arti in modo di lavorare su progetti comuni, esperimento c la Fondazione promuve fin dalla sua nascita. 

Dopo la Tavola Rotonda Piergiorgio Milano, ha rappresentato “Denti” una performance breve, ma potentissima,  di danza acrobatica che è stata portata in scena più di cento volte in Europa, Inghilterra e Russia nella quale si legano in maniera indissolubile linguaggio acrobatico e la danza contemporanea. Denti, dice l’autore: “Nasce dalla volontà di prendere una situazione tragica, dura come la perdita di qualcuno e ricercare al suo interno quei conflitti interiori che potevano essere sdrammatizzati e ironizzati. Questo permette di comprendere ancora più a fondo tali conflitti e renderli in pieno. I denti conoscono tutte le nostre parole, quelle dette, quelle spezzate, quelle che si sono fermate sfiorandoli e poi sono scivolate indietro. Come pietre sensibili le loro radici affondano nella nostra memoria”.

Subito dopo, il palco del Teatro Palladium ospita la Prima Assoluta di “Fatico” della coreografa Irene Russolillo, artista associata di Orbita/Spellbound. “Fatico” è un progetto coreografico e musicale in cui il canto e la danza battono il tempo di tre orazioni. Un’idea di coreografia complessa dove corpo e voce si intersecano insieme, creando assonanze e dissonanze inusuali, un’azione unica, quella di danzare-cantare, che procede grazie alle collisioni e ai raccordi che progressivamente si instaurano tra le materie fisica e vocale.

 

Barbara Chiappa

21 febbraio 2024

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Recensione dello spettacolo di danza Mellowing presso Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone dal 14 al 15 novembre 2023

 

Cosa si intende a livello corporeo e coreografico per vibrazione? A questa domanda pare voler rispondere Mellowing, in scena in prima nazionale presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della musica Ennio Morricone all’interno di Romaeuropa Festival, la produzione firmata dal coreografo greco Christos Papadopoulos e messa in scena attraverso i danzatori che compongono la Dance On Enseble: una compagnia nata a Berlino e che recluta professionisti over 40, un’età attorno alla quale solitamente si smette di danzare. 

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Dal 19 al 22 ottobre Romaeuropa Festival presenta al Mattatoio Dancing Days, la rassegna a cura di Francesca Manica che seleziona, ogni anno, alcune delle più interessanti proposte della scena coreografica italiana ed europea sondandone i linguaggi e le estetiche. Un programma costruito in network grazie alla collaborazione con Aerowaves e con DNAppunti Coreografici, il progetto a sostegno delle coreografe e dei coreografi under35 promosso e sostenuto dall’omonima rete e di cui Romaeuropa presenta i quattro lavori finalisti. Un’edizione della sezione dedicata alla studiosa e scrittrice Ada d’Adamo collaboratrice di lungo corso di Romaeuropa Festival, per cui ha curato numerose pubblicazioni, e vincitrice di diversi premi letterari tra cui il Premio Strega 2023 col suo romanzo Come d’Aria (Elliot, 2023). Romaeuropa dedica il 20 ottobre un appuntamento (coordinato da Francesca Manica, a cura di Gaia Clotilde Chernetich) che intende dare centralità al suo sguardo e ai suoi studi sulla danza attraverso le voci di coloro che le sono stati vicini, aprendo così nuovi punti di incontro e inedite prospettive dentro il suo pensiero coreografico. Intervengono Emio Greco, Silvia Rampelli, Chiara Ossicini, Francesca Pennini, Alessandra Sini, Luc Bouy e con il contributo di Chiara Bersani e Marta Ciappina.

 

Inaugura i percorsi di Dancing Days 2023, la doppia presenza del coreografo, danzatore e artista visivo franco maliano Smail Kanouté che con i suoi lavori rivela attraverso i corpi la drammaticità delle esistenze discriminate: il 18 ottobre firma l’anteprima della rassegna a Villa Medici con il trittico di cortometraggi danzanti Utaki mentre il 19 ottobre al Mattatoio presenta Never 21, un omaggio  tra Krump, electro, popping e danza contemporanea, alla vita delle vittime della violenza armata nei quartieri poveri e discriminati di città come New York, Rio de Janeiro o Johannesburg.

Coreografa lituana residente a Ginevra, Anna-Marija Adomaityte concentra la sua ricerca sulle diverse forme di violenza sociale e sulla conseguente reazione del corpo, il 19 ottobre porta in scena Pas de deux, una sfida contro le rappresentazioni classiche del duetto per liberarsi dal romanticismo retorico e opprimente e dalla sua imposizione. Di fronte ai gesti frenetici di una coreografia di coppia Anna-Marija Adomaityte lascia emergere tutto ciò che solitamente viene taciuto. Firmata da Diego Tortelli – Aterballetto Body into the fight è la performance all’interno del progetto Dis.abile | Iper.abile sviluppato a partire dall’idea della disabilità come occasione per esprimere nuove forme di virtuosismo ed estetiche non canoniche. 

 

Si prosegue il 20 ottobre con Swan Lake solo, ideato e realizzato dalla coreografa ucraina Olga Dukhovnaya e il compositore russo Anton Svetlichny, una rivisitazione del Lago dei Cigni in una versione che indaga la complessità del presente. Già collaboratrice di Boris Charmatz, Maud Le Pladec e Ashley Chen, la coreografa rinuncia alla versione del Lago dei Cigni per 32 danzatori e orchestra concentrando solo su di sé l’intero corpo di ballo

Tornano al Romaeuropa Festival il 21 ottobre in veste di coreografi gli italiani Panzetti/Ticconi per presentare Insel, una pièce per quattro performer incentrata sul concetto di isola, da Robinson Crusoe a Shakespeare passando per le ricerche del geografo e storico Jared Diamond, il duo indaga geografia emotiva, spirituale e fisica del naufrago o dell’esiliato e il legame simbolico tra l’isolamento imposto o interiore e un volontario distacco dal mondo.  A seguire, 71BODIES 1DANCE del coreografo spagnolo Daniel Mariblanca, un progetto in bilico tra scrittura coreografica e arti visive che comprende 71 corpi, 71 storie e altrettanti minuti di danza, sviluppato a partire da storie reali raccolte tra la Scandinavia e il continente europeo in un percorso che si sofferma sulle esperienze personali della comunità transgender. Nelle giornate del 20 e 21 ottobre il Mattatoio accoglie anche una mostra video-fotografica sul lavoro di Mariblanca.

 

Già vincitore di DNAppunti coreografici 2022, IRENE di Alessandro Marzotto Levy è in scena il 22 ottobre, un lavoro che affronta la perdita e attraversa lo spazio creato dalla mancanza. A seguire, per la nuova edizione 2023 del progetto DNAppunti coreografici dedicato alle coreografe e ai coreografi italiani emergenti, sono in scena i 4 progetti finalisti: Passing through di Lucrezia G. Gabrieli, Eat me di Giorgia Lolli, In perpetual blooming, despite the gods di Maya Oliva, Le Baccanti – fare schifo con gloria di Giulio Santolini.

 

redazione

18 ottobre 2023

 

 

informazioni

ROMAEUROPA FESTIVAL PRESENTA

DANCING DAYS

 

I giorni della danza dedicati alla scena coreografica italiana ed europea 

 

Smail Kanouté / Anna-Marija Adomaityte / Olga Dukhovnaya / Diego Tortelli-Aterballetto/ Panzetti-Ticconi / Daniel Mariblanca / Alessandro Marzotto Levy /

Lucrezia G. Gabrieli / Giorgia Lolli / Maya Oliva / Giulio Santolini 

 

19-22 ottobre 

Mattatoio, Roma

Calendario

PREVIEW DANCING DAYS | 18 ottobre – h 18
Villa Medici – Accademia di Francia 

Smail Kanouté Utaki: Ciclo filmico

DANCING DAYS | Dal 19 al 22 ottobre  
Mattatoio
19.10 – h 19 | Anna-Marija Adomaityte 

Pas de deux 

19.10 – h 21 | Smail Kanouté 

Never 21 

19.10 – h 22 | Diego Tortelli 

Body into the fight

 

20.10 – h 19 | Le parole di Ada per la danza – Incontro a cura di Gaia Clotilde Chernetich coordinato da Francesca Manica

20.10 – h 21 | Olga Dukhovnaya / Anton Svetlichny 

Swan Lake solo 

 

21.10 – h 19 | Panzetti/Ticconi 

Insel 

21.10 – h 20 | Daniel Mariblanca 

71BOEDIES1DANCE (e mostra fotografica 20-21.10) 

 

22.10 – h 17 | Alessandro Marzotto Levy

Irene (Vincitori DNAppunti Coreografici 2022)

22.10 – h 18 | DNAppunti Coreografici 2023 (serata finalisti)

Passing through | Lucrezia G. Gabrieli

Eat me | Giorgia Lolli

In perpetual blooming, despite the gods | Maya Oliva

Le Baccanti – fare schifo con gloria | Giulio Santolini

 

Luogo: Mattatoio

Ingresso: da 7 a 12 €

www.romaeuropa.net 

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Una nuova progettualità inaugura allo Spazio Rossellini di Roma, polo culturale multidisciplinare della Regione Lazio gestito da ATCL, che rimarrà come spazio di riflessione su uno dei temi più importanti del momento: lo sviluppo sostenibile. Il 12 maggio prende l’avvio IMPRONTE. La primavera della sostenibilità una rassegna che in questo 2023 ha un focus sulla danza con 4 appuntamenti fino al 26 maggio. 

Così come ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, ad ogni passo corrisponde un’impronta. Ma quanto è profondo il segno che lascia il nostro passo sul mondo? Siamo davvero consapevoli dello spazio che occupiamo con i nostri corpi e con le nostre azioni? 

La rassegna Impronte è il tentativo di attivare dei percorsi educativi attraverso le espressioni della danza contemporanea per contribuire alla creazione di una collettività più consapevole e capace di comprendere che massimizzare il profitto ed il benessere di domani, non può essere fatto a discapito di ciò che accadrà dopodomani. La questione ha a che fare con i nostri comportamenti, con le risposte emozionali e cognitive con cui sapremo affrontare questa crisi. 

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 La Platea, la rivista dedicata al mondo del teatro e dell'arte. Registrata al Tribunale di Roma, n° 262 del 27 novembre 2014
 

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